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Giovanni Dotti

Stiamo purtroppo assistendo all’inglorioso declino di un partito in cui molti Italiani avevano riposto una qualche speranza. Mi riferisco all’I.D.V. di ANTONIO DI PIETRO che, essendo indissolubilmente legato alla sua immagine, quando questa si appanna rischia di dissolversi.  Lo testimoniano le prese di distanza dal “capo” dei suoi fedelissimi  On. Donadi e Belisario, che penso siano persone pulite, tenuti per anni all’oscuro della gestione “familistica” dei cospicui fondi dei “rimborsi elettorali” del partito, finiti in una miriade di operazioni immobiliari personali.
Ma se cade una Star, per fortuna un’altra ne nasce e brilla sopra l’orizzonte nel bel cielo d’Italia, quella di BEPPE GRILLO, il nuovo ciclone che sta sconquassando la vetusta politica italiana. Se il buon giorno si vede dal mattino, come recita il proverbio, mi sembra un buon  segnale.  Perché occorreva una ventata di aria fresca che smuovesse la palude stagnante in cui vivacchiano e gracidano tanti ranocchi. 
Che Di Pietro non fosse una perla e non fosse all’altezza del compito che si era prefisso modestamente io l’avevo capito da un pezzo, fin dalle elezioni comunali di Varese del 2003 che mi videro candidato nella sua lista “indipendente”, all’ultimo momento vergognosamente confluita nel calderone dei partiti della sinistra (probabilmente per un diktat venuto dall’alto, ma non me ne fu mai chiarito il vero motivo). Ed anche la recluta di tanti lacché pedissequamente ossequienti ai suoi ordini mi aveva lasciato molti dubbi, come pure la posizione critica dell’on. Veltri che già allora si era dissociato da Di Pietro. Infatti subito dopo quelle elezioni me ne uscii schifato per il modo antidemocratico e verticistico con cui si gestiva il partito.  Per cui non mi meraviglio di come poi sono andate le cose, pur non sospettando nulla circa la allegra e personalistica gestione dei fondi elettorali del suo partito.
  Questo capita purtroppo quando una qualsiasi organizzazione, anche non politica, cade sotto le mani di una sola persona o di una ristretta cricca di consociati.  Mi auguro che Beppe Grillo non ne segua le orme, perché se anche le idee sono buone (come sembravano essere inizialmente quelle di Di Pietro) alla fine non prevalga quell’arroganza presuntuosa e quel delirio di onnipotenza che hanno caratterizzato il “regime” dipietrista.  Finora questo non pare, certo che il “rischio” c’è e non lo si può escludere.

 Mi sia permesso qui esprimere tutta la mia amarezza e disillusione per le tante “storture” del nostro sistema Italia che, a quanto pare, nessuno dei partiti tradizionali mostra di voler “raddrizzare”.  Alcuni recentissimi fatti lo dimostrano chiaramente, se pur ce ne fosse ancora bisogno.
  Prima lo spostamento delle dimissioni dei Consiglieri Regionali Lombardi di una settimana per guadagnarsi la “meritata” pensione,  ed ora lo spostamento delle prossime elezioni politiche 2013 dal 6 al 13 aprile per garantire l’agognato vitalizio anche ai novellini (quei Parlamentari alla 1^ legislatura che non saranno rieletti).  VERGOGNA dopo VERGOGNA!
E poi parlano tanto di RIDUZIONE dei COSTI della POLITICA!   Ma non ci prendano in giro, per favore!  Continuino pure così, continuino a dare questi esaltanti segnali di buon governo e di moralità alla Nazione! Ma  poi non si meraviglino se l’ASTENSIONISMO e il GRILLISMO voleranno alle stelle.  Sempre meglio, forse pensano, di una RIVOLUZIONE.

    “Prescrizione ultrabreve” e introduzione del “4°grado di giudizio”: queste  le RIFORME MANCATE del GOVERNO BERLUSCONI, quelle che  avrebbero assicurato a lui e a tanti altri poveretti come lui l’IMMUNITA’ PERPETUA da qualsiasi reato. Questa la RIFORMA DELLA GIUSTIZIA che avrebbe voluto fare: peccato che non abbia fatto in tempo a vararla nel suo ultimo soggiorno a Palazzo Chigi.  Ora non si troverebbe nelle peste, poverino, a causa dei Giudici cattivi che ce l’hanno sempre con lui!  Per fortuna a difenderlo oltre Ghedini c’è Sallusti, quest’ultimo però nelle grane giudiziarie come lui. Ma per costui ci pensano i “buonisti” a tirarlo fuori dalle rogne: stanno confezionando una leggina apposita che gli risparmierà la galera.  Per il cavaliere invece, poverino,  nessuno si muove, nessuno propone una qualche leggina per aiutarlo, deve arrangiarsi da solo, sperando che il solito Ghedini riesca a trascinare il processo fino alla prescrizione.   Sembra ci manchino appena due anni.  Ce la farà?

La nostra società è profondamente malata, e il grande uso del “frutto proibito” di oggi, LA DROGA, ne è la testimonianza più appariscente.  Non passa giorno senza che le cronache riportino una  qualche azione delle Forze dell’ordine e della Magistratura atta a contrastare il fenomeno.
  Di oggi la notizia dell’arresto da parte dei Carabinieri di Varese di una banda di trafficanti-spacciatori, dipendenti dell’Aeroporto della Malpensa, che operavano all’interno dell’area Cargo dello stesso.  Segue la nota del Procuratore Capo di Busto A.: “Purtroppo solo una piccola parte  dell’enorme quantitativo di droga che viene consumata ogni anno nel Nord Italia riesce ad essere intercettata, nonostante i grandi sforzi messi in campo e il grande impegno che Procura e Organi preposti all’interno dell’Aeroporto mettono ogni giorno nel contrasto al traffico di stupefacenti”.  DESOLANTE questa affermazione !  Sta praticamente a significare il FALLIMENTO di ogni politica dello Stato nel fronteggiare il fenomeno.
  Ho già cercato di affrontare questo tema più volte in passato ed anche recentemente (per non essere ripetitivo rimando a mie lettere su Varese News n.72/10/2011, 320/3/2012, 226/4/12 e 36/10/12) per cercare di scuotere l’opinione pubblica su questo problema e cercare di trovare insieme un sistema per contrastarlo più efficacemente di quanto non sia stato fatto finora.  Nessuna risposta! eccetto il dr. Passerotti di Gallarate per bacchettarmi.
  Ora, sprecare immense risorse di uomini e mezzi per CERCARE UN AGO NEL PAGLIAIO, quando sappiamo che ce ne sono mille altri che non si riusciranno a trovare mai, e lasciare dilagare un FENOMENO PRATICAMENTE INARRESTABILE COI MEZZI DI CUI OGGI DISPONIAMO, razionalmente mi sembra pura FOLLIA.  Pensiamo se questi stessi mezzi e competenze operative fossero indirizzati ad altri scopi sociali come al CONTRASTO DELL’EVASIONE FISCALE E DELLA CORRUZIONE, fenomeni a mio avviso più perniciosi del consumo di droga perché ci impoveriscono tutti e ci costringono a pagare molte più tasse di quante ne pagheremmo se tutti facessero il proprio dovere di contribuenti e di persone oneste. PENSATECI ! e vedrete che la proposta di una LIBERALIZZAZIONE CONTROLLATA DELLA DROGA non è poi tanto astrusa. Altrimenti continuiamo pure così, che non ne verremo mai a capo e fra trent’anni sarete (perché nel frattempo io sarò morto) ancora qui a discuterne.

Lo SPREAD o come diavolo lo si vuol chiamare (hiatus, gap,  differenza, divergenza, divario, divaricazione, apertura della forbice o del compasso) è vocabolo ormai entrato nel linguaggio comune del nostro paese.  Viene agitato come uno “spauracchio” da economisti, finanzieri e politici per terrorizzare noi poveri cristi che, digiuni delle loro eccelse materie, soggiacciamo ignari di fronte a cotanta scienza.   Così come in tempi remoti si inventavano i DRAGHI che mettevano a ferro e fuoco villaggi e città, poi miracolosamente salvati dal Taumaturgo di turno (poi fatto Santo) che il drago cattivo catturava e uccideva.
Lo “Spread” altro non è che il drago del MedioEvo, è lo spaventapasseri dell’era attuale, ed i nostri governanti vorrebbero esser paragonati ai Santi che lo tengono a bada (se proprio non riescono ad  eliminarlo).  Esso incombe spaventoso e terribile sul capo di tutti noi, umili sudditi della Repubblica, e ci costringe ad ingoiare rospi e sopportare tante catene.  Con esso la finanza, nazionale e internazionale, ci tiene sottomessi e docili, e ci fa credere che il Taumaturgo di turno grazie ai suoi grandi e soprannaturali poteri ci potrà salvare .... a condizione che stiamo buoni e pazienti e sopportiamo pene e dolori.  Per questo non lo uccidono, ma lo fanno durare nel tempo. Un po’ su, un po’ giù, lo Spred svolazza minaccioso sopra le nostre teste e noi non lo possiamo fermare.
  Allora prendiamo pure per vero questo SPREAD, ammettiamo che non sia una mera invenzione ma una realtà, e trasferiamolo dalla Finanza alla vita reale, alla società civile, ed applichiamolo alle DIVERGENZE, queste sì REALI, che esistono TRA LE VARIE CATEGORIE DEI CITTADINI. E soprattutto alle DIFFERENZE TRA I  LORO REDDITI.
La DIVERGENZA, il DIVARIO, lo SPREAD tra i vari redditi ci apparirà allora nella sua mostruosa realtà.  Non è il caso di fare degli esempi, l’osservazione è sotto gli occhi di tutti.  E viene spontaneo, visto che se ne parla in questi giorni, far riferimento allo SPRED tra gli stipendi degli INSEGNANTI e quelli dei POLITICI. Un MOSTRO se paragonato alle funzioni e all’impegno degli uni e degli altri. A quelli è demandato il compito di istruire e preparare le giovani generazioni per il futuro, questi il loro futuro lo hanno distrutto ed usano le Istituzioni ad esclusivo vantaggio proprio e delle proprie consorterie, familiari e politiche.
  Gli insegnanti perché stanno cheti, tranne pochi “politicizzati” come si dice, perché non fanno sentire la loro voce con una  PROTESTA CORALE contro queste ignobili differenze retributive che penalizzano non solo loro ma tutta la Nazione, relegandola agli ultimi posti dei paesi civili ?
Perché non solo di palesi ingiustizie sociali, ma di vera e propria inciviltà si tratta.  Ricordiamoci che i politici dovrebbero essere al nostro servizio, anch’essi come gli insegnanti sono “dipendenti pubblici” e come tali a noi Cittadini, tramite Commissioni indipendenti ad hoc, dovrebbe spettare la quantificazione dei loro emolumenti, non il contrario: loro padroni e noi sudditi !

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