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Giovanni Dotti

Nella Storia i momenti più belli ed esaltanti sono stati quelli che hanno preceduto ed accompagnato i grandi sconvolgimenti politici e sociali, quelli cioè che hanno assistito al formarsi e al realizzarsi di una IDEA maturata col tempo nel cervello e nel cuore di larga parte delle comunità.  Idea sostanzialmente riconducibile ai principi di LIBERTA’ e GIUSTIZIA SOCIALE.  Il “dopo” è routine, è ordinarietà, è la caduta degli ideali sostituiti spesso dagli interessi personali e di parte.  Questo è avvenuto per i grandi avvenimenti della Storia come Rivoluzione francese, Unità d’Italia, Rivoluzione russa, per l’avvento dei nazionalsocialismi e poi per le lotte di liberazione dagli stessi, solo per citarne alcuni più recenti e più noti.
  Attualmente stiamo vivendo in tempi difficili e tumultuosi che sembrano preludere ad un cambiamento. Tutte le condizioni infatti esistono: una marea montante di delusione, di indignazione, di rabbia, una povertà dilagante, un pericoloso aumento delle diseguaglianze sociali, una insofferenza da parte della maggioranza della società per gli scandali e le ruberie di una casta di privilegiati e corrotti che non è più disposta a sopportare.  Sembra che ci si stia avvicinando a gran passi al punto di rottura.
  La fiducia nella classe dirigente del paese è vertiginosamente caduta, pressoché vicina allo zero, alcune categorie sono depredate e tartassate, altre senza un soldo e senza lavoro, ridotte quasi alla fame.  Una idea sta gradualmente maturando nel loro cervello, quella della ribellione, della rivolta, della rivoluzione. Perché vedono che con le leggi presenti, fatte dalla masnada dei privilegiati che ci governa e che non intende minimamente mollare il potere, non sarà mai possibile cambiare nulla a loro favore.  E capiscono che solo cambiando le leggi potrà cambiare qualcosa. “VOLETE BUONE LEGGI? - si chiedeva VOLTAIRE - BRUCIATE LE VECCHIE E FATENE DI NUOVE!”.  Ma per far questo bisogna anzitutto buttare i legislatori attuali e sostituirli con dei nuovi.  Qui sta il problema.   Sarà possibile cambiarli democraticamente con libere elezioni ?  Mi auguro di sì, per questo bisogna avere il CORAGGIO di LOTTARE, non darsi per vinti, non rintanarsi nel privato, non limitarsi a mugugnare ed a subire passivamente gli avvenimenti.  DEVE ESSERE QUESTO un PERIODO ENTUSIASMANTE e STIMOLANTE, che ci inviti a pensare e ad operare attivamente per il bene di noi stessi e di tutta la collettività.  Isolare e rigettare gli incapaci e i corrotti , CANDIDARE PERSONE ONESTE e di SANI PRINCIPI (che lo abbiano dimostrato con le loro esperienze di vita, pubblica e privata) MA ANCHE ESPERTE E PREPARATE IN VARIE DISCIPLINE come economia, finanza, lavoro, scuola, sanità ecc., che sappiano CAMBIARE le LEGGI a vantaggio di tutti (e non solo di se stessi), e che capiscano che IL BENE INDIVIDUALE VA CONCEPITO NEL CONTESTO DEL “BENE SOCIALE”, per dar vita ad una società più umana, più equilibrata e più giusta.  Altrimenti, se ciò non sarà possibile con i metodi della democrazia, la Storia ci insegna che saranno gli eventi a cambiare radicalmente, con la forza delle rivoluzioni, quello che non si è voluto cambiare con l’intelligenza, la cultura e la buona volontà.

Considerata la grave situazione di DISAGIO SOCIALE in cui si trova il Paese, certamente aggravata dai comportamenti individualistici di molti che, pur trovandosi in posizioni di privilegio (come politici, alti funzionari, dirigenti e dipendenti pubblici , imprenditori che lavorano per lo Stato o altri Enti Pubblici, ecc.) si appropriano indebitamente in vario modo di pubblico denaro o non versano all’erario quanto dovuto, proporrei  di inserire nella  RIFORMA della GIUSTIZIA, se mai si riuscirà a farla, un semplice articolo di questo tenore:   “LE PENE PER I VARI REATI PREVISTI DAL CODICE VENGONO RADDOPPIATE SE QUESTI SONO COMMESSI AI DANNI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”.  Anche perché “hanno approfittato di una situazione favorevole”, come ha scritto qualcuno.

  Chi ruba allo Stato ruba a tutti noi e,  in un momento come l’attuale in cui tanta gente soffre per mancanza di lavoro, basse retribuzioni e quant’altro, si impone una politica atta a favorire una migliore ridistribuzione del reddito ed una maggiore giustizia sociale. Pertanto CERTE RUBERIE E CERTI ABUSI,  SOPRATTUTTO  SE COMMESSI AI  DANNI DELLO STATO O DI ENTI PUBBLICI NON POSSONO PIÙ ESSERE TOLLERATI DALLA SOCIETÀ.   L’ondata di indignazione provocata dai recenti scandali venuti alla luce (rimborsi-spese gonfiati e furti di denaro pubblico dalle casse dei partiti, casi come quelli della Regione Lazio o di quell’ Esattore di imposte che si intascava il riscosso, e tantissimi altri casi di corruzione pubblica scoperti quasi ogni giorno) cresce ancor più quando si vede “come” poi questi malfattori spendono i soldi che ci hanno rubato, e navigano nell’oro mentre una parte della popolazione è costretta dagli eventi a tirare la cinghia.

Per un maggior senso di responsabilità e di rispetto delle leggi e delle Istituzioni credo che l’introduzione di una norma siffatta  potrebbe essere utile, e servire anche da “deterrente” nei confronti di quei furfanti e furfantelli che si accingessero a ricalcare le orme dei Fiorito, dei Lusi, dei Bertolaso e dei tanti altri che allegramente hanno sottratto denari alle finanze pubbliche. E soprattutto per lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti una società meno corrotta, più morigerata, più sana e più giusta.

Dopo tanti scandali politici e non, tanta corruzione e tanta impunità, vorremmo puntualizzare pochi ma fondamentali aspetti del Sistema Giudiziario su cui la BUONA POLITICA dovrebbe intervenire, ammesso che le prossime elezioni politiche possano portare in Parlamento persone oneste e preparate in numero nettamente maggiore di quello attuale. Ci auguriamo anche per questo che i candidati alle prossime elezioni inseriscano nei loro programmi alcuni di questi punti:

1 -  Velocizzare i procedimenti  civili e penali (revisione Codici di Procedura)anche eliminando il maggior   numero possibile di cavilli giuridici che fanno rinviare le udienze

2-  Prevedere solo due gradi di giudizio (1° e 2°)

3-  No alla retroattività delle leggi di nuova emanazione(chi dovrebbe essere condannato in base ad una legge vigente al momento del reato non può essere assolto od avere una riduzione della pena a seguito della modifica o dell’abrogazione di tale legge)

4-  Allungare (e non ridurre) i termini della prescrizione (No alla “prescrizione breve”)

5-  Abolire la “facoltà di non rispondere” (che favorisce solo i delinquenti)

6-  Certezza della pena , da scontarsi integralmente (anche a titolo di “deterrente”)

7-  Pene “alternative” al carcere per reati minori e non reiterati, favorendo le convenzioni con Comuni e altri Enti Pubblici (per eseguire “lavori socialmente utili”, anche ai fini della rieducazione e del la riduzione del numero delle carcerazioni

8-  Prevedere oltre al Giudice di Pace altri Istituti Giudicanti (es. Giustizia Scolastica, Giuria conciliatrice per  liti domestiche o condominiali, per piccoli reati contro il patrimonio, ecc.) anche ampliando le competenze dei Mediatori Civili e Commerciali già previsti dalla legge per evitare di intasare i Tribunali per cause di poco conto e per velocizzare le stesse anche a vantaggio degli interessati.

Speriamo che queste nostre osservazioni non restino lettera morta

 

Varese, 4 ottobre 2012                                                  Giovanni Dotti e Martino Pirone

Mi ha fortemente impressionato la notizia del maxisequestro di ben TRE TONNELLATE e 600 CHILI di HASHISH effettuato dalla Polizia di Milano a bordo di uno yacht proveniente dal Marocco a fine settembre u.s.  Per curiosità ho rivisto la notizia su Google e con grande sorpresa e sgomento ho letto di numerosi  altri “maxisequestri”  avvenuti  recentemente in diverse località del nostro Paese.  Una riprova, se pur ce ne fosse ancora bisogno, della entità e della GRAVITÀ DEL FENOMENO e della ramificazione delle potenti  organizzazioni criminali interessate a questo ben redditizio traffico.  La gente evidentemente continua a drogarsi, infischiandosi delle leggi e dei divieti vigenti. E i delinquenti del traffico prosperano pressoché indisturbati .
Se questa è la situazione attuale dopo tanti decenni di LOTTA ALLA DROGA significa semplicemente che ABBIAMO SBAGLIATO TUTTO !  E’ doveroso ammetterlo. Non basta evidentemente l’informazione e la “prevenzione” come da alcuni (come il dr. Passarotti) ingenuamente sostenuto, non bastano i buoni propositi,  bisogna rivedere tutta l’impostazione che “ipocritamente” -questa è la mia opinione-  si è data al problema sull’onda del “buonismo” e del “proibizionismo” legati ad un malinteso spirito cristiano oggi imperanti in Italia, privilegiando la cura, cioè il “recupero” (a posteriori) dei tossicodipendenti, ad una prevenzione “razionale”, cioè alla ricerca e alla rimozione delle cause che stanno alla radice del fenomeno. 
Così  i drogati (permanenti o occasionali) sono aumentati, la criminalità legata alla droga pure, le carceri ed i tribunali sono intasati per reati che andrebbero depenalizzati o almeno sostituiti da pene alternative, e la grande criminalità del traffico di droga continua (nonostante i maxi e minisequestri) ad operare traendo enormi profitti (riciclando poi il denaro in attività lecite in sleale concorrenza con la imprenditoria sana del Paese).  La Giustizia e le Forze dell’Ordine non possiedono evidentemente mezzi sufficienti per questa “impari lotta” contro le forze del male che come un cancro stanno rovinando la  nostra società, e soprattutto la nostra gioventù  (già bastonata pesantemente dalla malapolitica degli ultimi due decenni!).
COSI’ NON SI PUO’ PIU’ ANDARE AVANTI !   E’ ora che anche i cosiddetti “benpensanti” si sveglino dal torpore e superino quelle prevenzioni  e  quelle remore moralistiche che finora hanno loro oscurato la ragione.  LA SITUAZIONE a detta di tutti E’ DRAMMATICA e ne va ricercata SUBITO UNA QUALCHE SOLUZIONE.  Perché allora non prendere in considerazione (anziché rigettarla a priori) la possibilità di varare NUOVE LEGGI che introducano una LIBERALIZZAZIONE CONTROLLATA della DROGA, come già da me e da altri proposto più di 20 anni fa, senza scandalismi o prese di posizioni preconcette legate a falsi moralismi ?  Se coi metodi attuali non ne siamo venuti a capo perché non ricercarne di nuovi e diversi ?  Impostando razionalmente il problema  penso che sia possibile trovarne una soluzione valida e concordata da tutti, laici, cattolici, ebrei, musulmani e quanti altri pensino al bene ed al progresso civile della società.

Leggo e sottoscrivo le considerazioni di una Dipendente Regionale (lettera 18/9 su VareseNews) a proposito della recente affissione del Crocifisso all’ingresso e nelle aule della Regione Lombardia. Anche se personalmente la cosa mi risulta indifferente, non la posso condividere (anche se è stata votata a maggioranza) per una semplice considerazione:  la Religione è e dovrebbe restare un “fatto privato” ed i suoi simboli, in questo caso quello cristiano, non dovrebbero essere esposti in sedi politiche (ce ne sono già in altri luoghi pubblici, come nelle Scuole: lasciamoli pure, fanno parte della nostra tradizione culturale, ma almeno non mettiamoli dove non ci sono!) anche per rispetto verso le altre Religioni che in una società multietnica (come è ormai diventata la nostra) potrebbero essere interpretati come segni di divisione anziché di integrazione e di cooperazione. Gli atti di una Pubblica Amministrazione dovrebbero essere sempre tesi ad abbattere certe barriere, purtroppo ancora esistenti nella nostra società, ed evitare provocazioni inutili e potenzialmente pericolose (vedi recenti sollevazioni del mondo islamico contro il film e le vignette “blasfeme” su Maometto).  Attenzione! qui si ritorna indietro nel tempo e si contribuisce a disgregare e incattivire la società.  E poi, chi ha avvallato quella delibera non ha pensato che in futuro il colore politico può anche cambiare? Nessuno regna in eterno, a parte Gesù Cristo!...e Allah!

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