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martino pirone

Desidero far presente al sig. Gian Marco Martignoni della C.G.I.L. di Varese   (lett.96/6 su VN ), al quale rivolgo questa nota del grande politico e filosofo romano M. T. Cicerone “Cicero pro domo sua” (affermazione rivolta a chi difende con fervore una propria causa), che non ho assolutamente alcun pregiudizio nei confronti dei Sindacalisti in genere, ma disapprovo e critico tanti loro comportamenti, che poi sono anche le deplorazioni dei Cittadini. Nessuno mette in dubbio che un Sindacalista possa candidarsi per essere eletto in qualsiasi Istituzione Pubblica centrale o locale, ma sotto la lente deve andarci lo stesso.
   Non occorre e non è sufficiente che ne incensi alcuni, sottolineando la loro efficienza, per colmare il disinteresse dei tanti.  I fatti che i Cittadini si aspettano dai parlamentari, ancor di più dagli ex sindacalisti, sono quelli tangibili come equità, giustizia, correttezza della classe politica ecc.       Qualche esempio: Le risulta che un ex sindacalista abbia messo in discussione le vergognose retribuzioni degli Amministratori di Enti pubblici e di società partecipate anche se in forte perdita ?  Oppure cosa hanno fatto per correggere l’iniquità di stipendio che vi è tra un commesso del Parlamento (tre volte tanto) e quello di un tutore dell’ordine che opera sulla strada ?  Oppure si sono mai interessati delle ingiuste e dispendiose leggi, compresi i loro tanti privilegi, che si sono auto emanate gli Amministratori delle Regioni?  Hanno mai affrontato il problema della lentezza della Giustizia e della caotica burocrazia della Pubblica Amministrazione ?  Soltanto con Renzi incominciamo a vedere qualche spiraglio.  Dov’erano i vari Sindacalisti Parlamentari ?
   Pertanto caro Martignoni gli aggettivi che mi ha rivolto non mi appartengono assolutamente e penso che lo possono confermare tutti coloro che mi conoscono.   Chissà allora cosa avrà detto sig. Martignoni nei confronti dell’estensore dell’articolo-inchiesta “I boiardi dei sindacati” sul Corriere della Sera del 24.2.1997 !
   Per quanto riguarda la rielezione della sig.ra Camusso a Segretaria nazionale della CGIL le auguro buon lavoro e speriamo che si interesserà tra le altre cose anche dei problemi succitati.   Ho capito, dal finale della sua lettera, che è iniziata la sponsorizzazione per la sig.ra Camusso a futura parlamentare. Quindi non ho torto ad esprimere la mia teoria sui Sindacalisti.
Cordiali saluti.     Martino Pirone
21 giugno 2014

Rispondo alla lettera di Antonio Parisi  su Varese News in data 15/6– Giornalai e giornalisti -  per il suo disappunto alla mia lettera del 14/6, dal titolo  – Sindacalisti e parlamentari – facendogli presente che, come lui dice, anche se “in tutte le democrazie occidentali e soprattutto in Nord Europa tanti sindacalisti sono entrati in politica diventando ottimi ministri …..” nel nostro Paese non è così, perché i sindacalisti italiani entrano in politica ma non sono OTTIMI politici.   Nessuno mette in dubbio che “i sindacalisti conoscano bene il mondo del lavoro,  le dinamiche salariali, la sicurezza e quindi la loro competenza è un valore aggiunto per la politica”, ma una volta effettuato il salto della quaglia quella competenza viene espressa soltanto a proprio beneficio.

La invito a leggere l’inchiesta pubblicata dal Corriere della Sera nel lontano 24.2.1997 dal titolo I BOIARDI DEI SINDACATI: “La lottizzazione e il consociativismo coinvolgono i vertici di CGIL, CISL e UIL. I boiardi dei sindacati difendendo i lavoratori fanno carriera. Diventano parlamentari, superburocrati, dirigenti d’azienda o di enti pubblici. E tutelano soprattutto se stessi (vedi dallo scandalo di affittopoli alle pensioni d’oro)”.

E come tutti sappiamo non è cambiato nulla da allora sino ad oggi e quindi questi signori per conto mio non meritano alcuna difesa.  Sig. Parisi si ricordi che anche da sindacalisti, di qualsiasi sigla, non hanno mai mosso un dito quando venivano a conoscenza di proposte di leggi o decreti con i quali i “bravi” parlamentari si assegnavano quei munifici privilegi, roba da indire uno sciopero nazionale e invece … E cosa hanno fatto quando si sono seduti sugli stessi scranni ?  Hanno preso e mantenuto stretti quei privilegi.  Se le risulta che qualcuno di questi signori abbia presentato una proposta di legge per abrogare certi scandalosi privilegi lo dica.  Lo stesso vale per coloro che sono diventati europarlamentari,  presidenti di regione o consiglieri regionali.  Credo che non sia il caso di fare nomi.

   Concludo facendole presente che non sono un giornalista e tanto meno un giornalaio (senza offendere la categoria), ma esprimo le mie impressioni sulla scorta della mia esperienza lavorativa e per i miei capelli bianchi. E a proposito di giornalisti Le dico che se Stella, Rizzo, Giordano ed altri del loro calibro dovessero passare alla politica sarei ben felice per le tante battaglie che hanno condotto contro le varie “caste”, ma se poi dovessero adeguarsi al sistema non avrei remore a biasimarli e condannarli.  Ringrazio per l’attenzione.

Martino Pirone

Dagli inizi del secolo scorso ben duecento sindacalisti sono diventati parlamentari.  Spero di sbagliarmi ma penso che la sig.ra Camusso, Segretaria nazionale della Cgil, interessandosi così da vicino di politica abbia l’intenzione di seguire quella stessa strada.  Infatti dalle sue dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera di alcuni giorni fa si ha questa impressione. 

   Io penso che un/a sindacalista debba interessarsi di lavoro e dei lavoratori, debba discutere con il Governo e con le Confederazioni padronali di contratti, di occupazione, di salari e di sicurezza sul lavoro e non di politica e di partiti. Sarebbe auspicabile che i partiti non candidassero i sindacalisti e i vip della finanza, dello sport, della TV, del cinema, ecc., approfittando della loro notorietà.  Oltretutto abbiamo constatato che la presenza in Parlamento di questi personaggi non è stata di alcuna particolare utilità. Come pure non è giusto candidare magistrati, prefetti ed alti burocrati dello Stato, se non dopo un certo numero di anni da quando cessano la loro attività.
Martino Pirone
 

Celebrazione della Battaglia del 29 maggio 1848 a Curtatone e Montanara (Mantova)

http://www.associazione-nordsud.it/wp/?p=1223

di Martino Pirone

Desidero esprimere, anche a nome di tutti i soci dell’ “Associazione Nord & Sud” di Varese, i più vivi ringraziamenti agli organizzatori delle cerimonie commemorative delle battaglie risorgimentali che portarono all’Unità d’Italia.  Un plauso particolare a Luigi Barion e Roberto Gervasini dell’Associazione “Varese per l’Italia – XXVI maggio 1859” che, oltre alle recenti manifestazioni in ricordo della battaglia di Varese, hanno partecipato insieme all’Associazione “Faro Tricolore” di Desenzano del Garda e ad altre associazioni patriottiche alla manifestazione nazionale svoltasi a Curtatone per celebrare la “Battaglia di Curtatone e Montanara del 29 maggio 1848” (1^ guerra d’Indipendenza).

   E’ stato molto interessante e commovente ascoltare gli interventi di alcuni illustri convenuti che hanno ricordato gli eventi tragici di quella eroica giornata, in particolare quello del Sindaco di Curtatone e il messaggio di adesione inviato dal Direttore dell’Istituto di Studi Atellani di Caserta, l’arch. Alessandro Di Lorenzo, che riporto qui in calce.
   Toccanti sono state anche le parole del Presidente dell’Associazione Varese per l’Italia, Luigi Barion, che ha ricordato l’importanza di tenere sempre vivi nella memoria i “Valori” del Risorgimento Nazionale soprattutto in questi tristi tempi di disgregazione politica e sociale.
   Spero che altre Associazioni da varie parti d’Italia si uniscano a noi in futuro per celebrare e tramandare alle nuove generazioni il ricordo di tante pagine gloriose del nostro Risorgimento nel nome della libertà e della democrazia.
 

   Ieri si è svolta la rievocazione della storica battaglia di Varese del 26 maggio 1859, grazie ai componenti dell'associazione "Varese per l'Italia" presieduta dall'infaticabile giornalista Luigi Barion. E' stata una manifestazione sobria ma significativa anche grazia alla partecipazione dei rappresentanti di varie associazioni d'armi con i loro labari.
   Ma quanta delusione ha ispirato nei presenti l'assenza del Sindaco o di un altro rappresentante della civica Amministrazione. Ma questi non possono disubbidire o contrariare il gerarca austriaco Maroni. Eh sì ! Maroni si sente austriaco, tant'è che nel 2011 propose al Comune di Milano di intitolare una via a colui che fu Governatore del Lombardo-Veneto, il feldmaresciallo Radetzky, che combatté aspramente i patrioti italiani. 
   A proposito che fine ha fatto la proposta che Barion fece al Sindaco Fontata di intitolare una via o una piazza di Varese al patriota pretore di Varese Tullio Sopransi ? Eppure Barion nel 2012 disse che il Sindaco era "apparso interessato".
   Quanta amarezza nella frase del discorso di ieri del Presidente Luigi Barion. "Sono contento che non ci sia il gonfalone del Comune".  
   Chissà se tutti i leghisti si sentono celti o sudditi dell’ex impero austro-ungarico !
18 maggio 2014
Martino Pirone

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