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martino pirone

   La Lega nostrana è stata maestra anche alla vicina Svizzera nell’instillare sentimenti di egoismo, di intolleranza e di rigetto, se non proprio di odio, verso lo straniero, il diverso, anche perché sarebbe in concorrenza con gli autoctoni.  Ma purtroppo come la Lega Nord ha dimenticato il contributo apportato dagli immigrati negli ultimi 50 anni per far diventare il Nord Italia (la “Padania” come impropriamente lo chiama) una delle regioni economicamente più forti d’Europa, così anche la Lega Ticinese ha dimenticato che la Svizzera ha raggiunto l’attuale invidiabile posizione grazie al lavoro di generazioni di immigrati nell’ultimo secolo, ma anche alla sua atavica funzione di cassiere-rifugio dei depositi finanziari di evasori fiscali di mezzo mondo, nonché di finanzieri, industriali, faccendieri, malavitosi, dittatori, ecc. compresi tanti italiani. 
   Mi spiace doverlo dire, ma in questa consultazione referendaria gli Svizzeri, in particolare quelli del Canton Ticino, istigati dalla loro Lega (omologa e partorita da quella nostrana) hanno dato sfogo ai loro sentimenti peggiori, che un popolo veramente civile dovrebbe rigettare e sostituire con l’etica della solidarietà, dell’accoglienza, della fratellanza verso i propri  simili, specialmente nei confronti di coloro che col loro lavoro hanno aumentato la ricchezza del loro Paese. E dovrebbero anche ricordarsi che non è dignitoso accettare la libera circolazione dei capitali e limitare invece quella delle persone, come giustamente è stato ribadito anche dall’Unione Europea.
   I sostenitori di questo referendum hanno tenuto conto, qualora il Governo Federale di Berna dovesse avallare l’esito del referendum, quale danno si ripercuoterebbe su tutti i Cittadini Svizzeri ?  Perché venendo meno gli accordi previsti dalla convenzione di Schengen si dovrebbero ripristinare le dogane con Italia, Francia, Germania ed Austria , e l’Europa non sarebbe più il principale partner economico per la Svizzera. Mi sa tanto che queste persone hanno guardato la pagliuzza e non la trave che potrebbe cadergli in testa.
   Fomentare l’odio contro lo straniero  porta  inesorabilmente al reciproco disprezzo tra le varie popolazioni.  Sono pertanto inconcepibili le affermazioni di Salvini che beatifica questa operazione dei suoi sodali svizzeri e preannuncia analoga iniziativa anche in Italia.  Cari Padani andiamoci piano con certe sparate !


11 novembre 2014
Martino Pirone

“Chi di immigrazione ferisce di immigrazione perisce”.  Questa frase tratta da un commento sul blog di Giuseppe Adamoli di VN, ci sembra bene azzeccata.  Così i Leghisti Svizzeri hanno fregato i leghisti italiani, un vero boomerang per questi ultimi che hanno sempre sostenuto quella “buonanima” del Bignasca  (quello che diceva che i frontalieri italiani erano i topi che mangiavano il formaggio svizzero)  che non ha fatto in tempo a godersi questa vittoria. Adesso cosa faranno i leghisti nostrani Borghezio, Bossi, Maroni e Salvini ? Dichiareranno guerra ai leghisti ticinesi o chiederanno l’annessione del Canton Ticino alla Padania ?  E tanti nostri frontalieri voteranno ancora per la Lega dopo questo bel risultato del referendum svizzero?


Martino Pirone e Giovanni Dotti

Per ovviare al guazzabuglio dei vergognosi fenomeni sopra enunciati, che gridano vendetta al cielo (Mastrapasqua ne è un fulgido esempio), e ridurre l’eccessivo e ingiustificato divario  retributivo tra dirigenti e subordinati, basterebbe varare un solo articolo di legge di questo tenore:

“Chiunque nella Pubblica Amministrazione ricopra incarichi  dirigenziali o di  consulenza o quant’altro (in Enti pubblici o in Aziende e Società partecipate o controllate)  non  può percepire annualmente una somma di emolumenti (retribuzioni, onorari o altro) per un  totale che superi  di dieci (o quindici ?) volte lo stipendio annuo lordo del dipendente della qualifica più bassa”.

Basterebbe questa semplice norma per ridurre automaticamente il numero dei pluri-incarichi e sopratutto l’odiosa disparità  retributiva oggi esistente tra i vari soggetti che a vario titolo operano nella P.A., moralizzando una situazione divenuta ormai intollerabile eticamente e insostenibile per le finanze pubbliche.

Se poi un simile provvedimento venisse introdotto anche nel comparto lavorativo privato (e nelle Fondazioni), riducendo certe esagerate e assurde retribuzioni di dirigenti, si otterrebbe un notevole risparmio per le Aziende che potrebbero così ridurre i costi di produzione e resistere meglio alla concorrenza, evitando anche tanti licenziamenti.

Vedremo se, dopo tante chiacchiere inconcludenti, ci sarà un partito o un sindacato che si farà promotore di una simile iniziativa.  Attendiamo fiduciosi.  

    

Varese, 8 febbraio 2014

                                                           Giovanni Dotti e Martino Pirone

Ad Elie Wiesel - classe 1928 - scrittore statunitense di cultura ebraica, sopravvissuto all’olocausto, attivo di una sessantina di libri, medaglia d’oro del congresso degli Stati Uniti del 1985 e premio Nobel per la pace nel 1986, medaglia presidenziale della libertà da George W. Bush nel 1992, fu posta da Alessandra Farkas, corrispondente del Corsera, la seguente domanda: “Il mondo ha imparato la lezione di Auschwitz ?”  La risposta fu: “Posi questa stessa domanda durante un intervento di fronte all’assemblea ONU, nel 2000.  La risposta è NO.  Come si spiegherebbe altrimenti Cambogia, Bosnia, Ruanda, Kosovo, Sudan e Siria?”.
La risposta continua ad essere NO !  Come fare affinché il No possa divenire SI’ ?
   Dare valore alla memoria.
Ognuno di noi ha l’obbligo morale di conoscere la storia e le vere responsabilità dei regimi fascista,  nazista e bolscevico.
   Ognuno di noi, la scuola, la famiglia, i responsabili religiosi, i rappresentanti politici devono impegnarsi a combattere l’odio, la violenza, il razzismo, l’antisemitismo, l’indifferenza, l’ingiustizia attraverso anticorpi.
   Il primo anticorpo deve essere il riconoscimento del rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
  Il passato insegna il futuro.  La memoria e la storia devono farci compagnia fino all’ultimo anelito di vita per poter lasciare in eredità la consapevolezza di (ancora Wiesel) “santificare la vita, non la morte, esortando a vivere meglio e più moralmente. Il mio dilemma, la mattina quando mi alzo, è trovare qualcosa che giustifichi la mia fede nel futuro”.
  A testimonianza di voler tener viva la MEMORIA invitiamo i Cittadini tutti ad accendere nella propria abitazione il 27 gennaio un lumino da esporre sulla propria finestra.
Arcisate, 25 gennaio 2014

                                                     Antonio Costantino e Martino Pirone

    Una parola detta fuori luogo, ovvero quando le si da una definizione diversa dall’effetto che produce,  mi fa rabbia e penso che faccia indignare tantissimi Italiani.
    Il termine in questione è l’odiosa I.V.A. (imposta sul valore aggiunto), l’imposta che nel 1973 sostituì l’I.G.E. (imposta generale sull’entrate).  Nulla di più errato e fuorviante.  I nostri benamati governanti per addolcirci la pillola coniarono questi acronimi.
   Analizziamo il significato letterale della denominazione “sul valore aggiunto”, cioè dovrebbe essere un’imposta da calcolare sulla differenza di costo tra un passaggio all’altro, ad es.: se un commerciante compra dal produttore merce per 100 Euro e la rivende a 130 Euro dovrebbe pagarsi un’imposta sui 30 Euro del valore aggiunto.  Lo stesso dicasi dell’imposta da pagare sulla fattura per una prestazione artigianale, ad es.: Se si chiama l’idraulico perché si è rotto un rubinetto e questi emette fattura con I.V.A, quale valore è stato aggiunto alla casa ? E’ stato soltanto ripristinato l’utilizzo di un bene (tutt’al più andrebbe pagata soltanto sul materiale sostituito).  Inoltre se per qualsiasi motivo ci si rivolge ad un avvocato, questi emette una fattura maggiorata di IVA, ma quale è il Valore Aggiunto e a favore di chi ?  E’ soltanto un importo aggiuntivo alla spesa dell’onorario del professionista.
  Quindi se proprio dobbiamo pagarla cominciamo a chiamarla nel modo giusto:   I.A.S.S. (Imposta Aggiunta Sulla Spesa), altrimenti l’IVA la dovrebbe pagare il fornitore e non il compratore, nel senso che se il fornitore aggiunge un tot sul prezzo di costo, su quel tot aggiunto dovrebbe lui pagare l’IVA . 
   Un’altra negatività di questa odiosa imposta è quella relativa alla sua aliquota: quando il 1° gennaio 1973 l’I.V.A. sostituì l’I.G.E., che era al 4%, fu fissata un’aliquota del 12% e man mano è stata progressivamente aumentata sino ad arrivare all’attuale 22%  (la Comunità Europea – altro centro di spese pazzesco - nel 2006 ha fissato un’aliquota minima al 15%).  
   A cosa serve l’IVA ?  E’ un’entrata che serve allo Stato per erogare ai Cittadini, direttamente o tramite gli Enti Locali, molti servizi pubblici: istruzione, trasporti, assistenza sanitaria, giustizia, esercito, Forze di Polizia, Amministrazione Pubblica, ecc. 
   Consideriamo che dal 1973 ad oggi certamente i servizi prestati agli Italiani non sono raddoppiati come invece è quasi raddoppiata l’aliquota IVA (dal 12 al 22%), ma sono aumentate le spese della Pubblica Amministrazione ed in particolare quelle delle Regioni, i veri pozzi di San Patrizio.  Specialmente quando ogni Regione poco dopo la loro istituzione (1971) ha voluto costruirsi una propria Regia come il Palazzo di Re Mida, ma a differenza di questi, che poteva trasformare in oro tutto ciò che toccava, ciascun Consiglio Regionale non ha questa facoltà ma ha bisogno di attingere dalle nostre tasse e imposte per  assegnarsi prebende e privilegi spropositati, sfociando anche in tanti abusi.
   Inoltre ogni Presidente (così definito dall’art. 121 della Costituzione), autoproclamatosi pomposamente Governatore, ha voluto persino aprire sedi o uffici di rappresentanza in Italia, in Europa e all’estero (peraltro non previste dalla Costituzione), con aggravio di maggiori spese a carico dei contribuenti. 
   L’aliquota dell’odiosa parolina continuerà a salire se non si rivede e si riscrive la legge istitutiva delle Regioni e morigerare i suoi Amministratori, ponendo dei paletti di spesa invalicabili, oltre ad una più ampia riduzione di spesa in tutta la Politica e la Pubblica Amministrazione, come  l’eliminazione di tutti gli Enti inutili, la riduzione del numero dei Parlamentari e delle loro retribuzioni, pensioni e privilegi vari, la riduzione delle spese militari riducendo anche il numero dei Generali e loro retribuzioni ed eliminazione dei vari gradi militari da Ufficiale ai Cappellani (sono Preti che dovrebbero essere tutti uguali, come la Messa che dicono), ecc. ecc.


6 gennaio 2014

Martino Pirone

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