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martino pirone

Per ovviare al guazzabuglio dei vergognosi fenomeni sopra enunciati, che gridano vendetta al cielo (Mastrapasqua ne è un fulgido esempio), e ridurre l’eccessivo e ingiustificato divario  retributivo tra dirigenti e subordinati, basterebbe varare un solo articolo di legge di questo tenore:

“Chiunque nella Pubblica Amministrazione ricopra incarichi  dirigenziali o di  consulenza o quant’altro (in Enti pubblici o in Aziende e Società partecipate o controllate)  non  può percepire annualmente una somma di emolumenti (retribuzioni, onorari o altro) per un  totale che superi  di dieci (o quindici ?) volte lo stipendio annuo lordo del dipendente della qualifica più bassa”.

Basterebbe questa semplice norma per ridurre automaticamente il numero dei pluri-incarichi e sopratutto l’odiosa disparità  retributiva oggi esistente tra i vari soggetti che a vario titolo operano nella P.A., moralizzando una situazione divenuta ormai intollerabile eticamente e insostenibile per le finanze pubbliche.

Se poi un simile provvedimento venisse introdotto anche nel comparto lavorativo privato (e nelle Fondazioni), riducendo certe esagerate e assurde retribuzioni di dirigenti, si otterrebbe un notevole risparmio per le Aziende che potrebbero così ridurre i costi di produzione e resistere meglio alla concorrenza, evitando anche tanti licenziamenti.

Vedremo se, dopo tante chiacchiere inconcludenti, ci sarà un partito o un sindacato che si farà promotore di una simile iniziativa.  Attendiamo fiduciosi.  

    

Varese, 8 febbraio 2014

                                                           Giovanni Dotti e Martino Pirone

Ad Elie Wiesel - classe 1928 - scrittore statunitense di cultura ebraica, sopravvissuto all’olocausto, attivo di una sessantina di libri, medaglia d’oro del congresso degli Stati Uniti del 1985 e premio Nobel per la pace nel 1986, medaglia presidenziale della libertà da George W. Bush nel 1992, fu posta da Alessandra Farkas, corrispondente del Corsera, la seguente domanda: “Il mondo ha imparato la lezione di Auschwitz ?”  La risposta fu: “Posi questa stessa domanda durante un intervento di fronte all’assemblea ONU, nel 2000.  La risposta è NO.  Come si spiegherebbe altrimenti Cambogia, Bosnia, Ruanda, Kosovo, Sudan e Siria?”.
La risposta continua ad essere NO !  Come fare affinché il No possa divenire SI’ ?
   Dare valore alla memoria.
Ognuno di noi ha l’obbligo morale di conoscere la storia e le vere responsabilità dei regimi fascista,  nazista e bolscevico.
   Ognuno di noi, la scuola, la famiglia, i responsabili religiosi, i rappresentanti politici devono impegnarsi a combattere l’odio, la violenza, il razzismo, l’antisemitismo, l’indifferenza, l’ingiustizia attraverso anticorpi.
   Il primo anticorpo deve essere il riconoscimento del rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
  Il passato insegna il futuro.  La memoria e la storia devono farci compagnia fino all’ultimo anelito di vita per poter lasciare in eredità la consapevolezza di (ancora Wiesel) “santificare la vita, non la morte, esortando a vivere meglio e più moralmente. Il mio dilemma, la mattina quando mi alzo, è trovare qualcosa che giustifichi la mia fede nel futuro”.
  A testimonianza di voler tener viva la MEMORIA invitiamo i Cittadini tutti ad accendere nella propria abitazione il 27 gennaio un lumino da esporre sulla propria finestra.
Arcisate, 25 gennaio 2014

                                                     Antonio Costantino e Martino Pirone

    Una parola detta fuori luogo, ovvero quando le si da una definizione diversa dall’effetto che produce,  mi fa rabbia e penso che faccia indignare tantissimi Italiani.
    Il termine in questione è l’odiosa I.V.A. (imposta sul valore aggiunto), l’imposta che nel 1973 sostituì l’I.G.E. (imposta generale sull’entrate).  Nulla di più errato e fuorviante.  I nostri benamati governanti per addolcirci la pillola coniarono questi acronimi.
   Analizziamo il significato letterale della denominazione “sul valore aggiunto”, cioè dovrebbe essere un’imposta da calcolare sulla differenza di costo tra un passaggio all’altro, ad es.: se un commerciante compra dal produttore merce per 100 Euro e la rivende a 130 Euro dovrebbe pagarsi un’imposta sui 30 Euro del valore aggiunto.  Lo stesso dicasi dell’imposta da pagare sulla fattura per una prestazione artigianale, ad es.: Se si chiama l’idraulico perché si è rotto un rubinetto e questi emette fattura con I.V.A, quale valore è stato aggiunto alla casa ? E’ stato soltanto ripristinato l’utilizzo di un bene (tutt’al più andrebbe pagata soltanto sul materiale sostituito).  Inoltre se per qualsiasi motivo ci si rivolge ad un avvocato, questi emette una fattura maggiorata di IVA, ma quale è il Valore Aggiunto e a favore di chi ?  E’ soltanto un importo aggiuntivo alla spesa dell’onorario del professionista.
  Quindi se proprio dobbiamo pagarla cominciamo a chiamarla nel modo giusto:   I.A.S.S. (Imposta Aggiunta Sulla Spesa), altrimenti l’IVA la dovrebbe pagare il fornitore e non il compratore, nel senso che se il fornitore aggiunge un tot sul prezzo di costo, su quel tot aggiunto dovrebbe lui pagare l’IVA . 
   Un’altra negatività di questa odiosa imposta è quella relativa alla sua aliquota: quando il 1° gennaio 1973 l’I.V.A. sostituì l’I.G.E., che era al 4%, fu fissata un’aliquota del 12% e man mano è stata progressivamente aumentata sino ad arrivare all’attuale 22%  (la Comunità Europea – altro centro di spese pazzesco - nel 2006 ha fissato un’aliquota minima al 15%).  
   A cosa serve l’IVA ?  E’ un’entrata che serve allo Stato per erogare ai Cittadini, direttamente o tramite gli Enti Locali, molti servizi pubblici: istruzione, trasporti, assistenza sanitaria, giustizia, esercito, Forze di Polizia, Amministrazione Pubblica, ecc. 
   Consideriamo che dal 1973 ad oggi certamente i servizi prestati agli Italiani non sono raddoppiati come invece è quasi raddoppiata l’aliquota IVA (dal 12 al 22%), ma sono aumentate le spese della Pubblica Amministrazione ed in particolare quelle delle Regioni, i veri pozzi di San Patrizio.  Specialmente quando ogni Regione poco dopo la loro istituzione (1971) ha voluto costruirsi una propria Regia come il Palazzo di Re Mida, ma a differenza di questi, che poteva trasformare in oro tutto ciò che toccava, ciascun Consiglio Regionale non ha questa facoltà ma ha bisogno di attingere dalle nostre tasse e imposte per  assegnarsi prebende e privilegi spropositati, sfociando anche in tanti abusi.
   Inoltre ogni Presidente (così definito dall’art. 121 della Costituzione), autoproclamatosi pomposamente Governatore, ha voluto persino aprire sedi o uffici di rappresentanza in Italia, in Europa e all’estero (peraltro non previste dalla Costituzione), con aggravio di maggiori spese a carico dei contribuenti. 
   L’aliquota dell’odiosa parolina continuerà a salire se non si rivede e si riscrive la legge istitutiva delle Regioni e morigerare i suoi Amministratori, ponendo dei paletti di spesa invalicabili, oltre ad una più ampia riduzione di spesa in tutta la Politica e la Pubblica Amministrazione, come  l’eliminazione di tutti gli Enti inutili, la riduzione del numero dei Parlamentari e delle loro retribuzioni, pensioni e privilegi vari, la riduzione delle spese militari riducendo anche il numero dei Generali e loro retribuzioni ed eliminazione dei vari gradi militari da Ufficiale ai Cappellani (sono Preti che dovrebbero essere tutti uguali, come la Messa che dicono), ecc. ecc.


6 gennaio 2014

Martino Pirone

Se i Deputati, i Senatori, gli Amministratori regionali, i super burocrati e quanti altri viaggiano con le auto blu, usassero la propria auto, pagassero il carburante e i pedaggi autostradali, e utilizzassero treni, bus e metro, (dopo che sia stata ridotta ad un terzo la loro retribuzione e senza alcun rimborso al riguardo, come avviene per la maggior parte dei lavoratori Italiani pubblici e privati), forse capirebbero i problemi degli Italiani e allora si darebbero da fare per correggere e prevenire i grossi errori. Avete sentito che il neo Sindaco di New York ha raggiunto con la metropolitana la sede dove ha prestato il giuramento di rito ? E quanti Amministratori e Governanti di paesi del Nord Europa raggiungono il posto di lavoro con i mezzi pubblici o propri (anche in bici) ? Quando vedremo anche in Italia un comportamento simile da parte dei nostri politici potremo dire che qualcosa sta cambiando !

3 gennaio 2014
                                  Martino Pirone
 

 

Se di Omero, Orazio o Seneca volete sapere

Sempre Giovanni Dotti accanto dovete avere

 

In medicina tutto egli sa del corpo umano

e tutto vi curerà, cuore, pancia e mano

 

Per l’alimentazione è un gran maestro

Tanto che in cucina sfoggia il suo estro

 

Di chiese, musei e monumenti

Egli ne sa più di tanti saccenti

 

Se pensate che di Longobardi e del Papato

I libri di storia qualcosa vi hanno celato

 

Chiedete a Giovanni che tanto è addentrato

Che vi spiegherà quel che hanno inventato

 

Per farvi credere a delle panzane

Del tutto indegne di menti sane

 

Per lui storia, lettere ed arti non hanno segreti

Lui vi dirà quel che non vi dicono i politici e i preti

 

E strenuo difensore della legalità

Che disprezza e combatte la malvagità

 

Si adoprerà senza paura

Contro ogni ingiustizia ed ogni stortura

 

Evviva, evviva Giovanni Dotti

Che a Capo d’Anno non spara i botti

 

Fa così riposare gli ospedali

E risparmiare stress agli animali

 

Altrettanto vorrei essere bravo e fino

Ma posso solo firmarmi l’amico Martino

 

Arcisate, 27 dicembre 2013

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