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martino pirone

La distanza che separa Praga da Milano è all’incirca pari a quella tra Milano e Napoli, quindi con gli attuali mezzi di trasporto, aerei, treni o autovetture, possiamo dire che la Capitale della Repubblica Ceca è a noi molto vicina.  Non possiamo dire altrettanto se esaminiamo i vari aspetti di quella città come l’urbanistica, l’arredo urbano, i trasporti pubblici, l’economia, l’ordine pubblico, la pulizia, la pubblica amministrazione, ecc. Effettuando un confronto con la realtà delle nostre città ci accorgiamo che Praga è lontanissima da noi.

   Sono appena rientrato da un breve viaggio a Praga dove, come è mia abitudine, ho cercato di osservare le varie caratteristiche del luogo che mi è capitato di visitare.  Ho potuto così ammirare che Praga ha conservato sapientemente non solo tutti i più bei monumenti costruiti in oltre mille anni in tutti gli stili architettonici: romanico, gotico, rinascimentale, barocco, liberty, ecc.,  ma anche  la tipicità dei palazzi privati degli ultimi 5-600 anni,  senza che questi venissero sostituiti o contaminati dalla vicinanza di costruzioni moderne.

   Praga è attraversata da una efficientissima rete di tram elettrici e metropolitana che, oltre a ridurre l’inquinamento atmosferico, facilitano lo spostamento degli abitanti e dei turisti e quindi fanno diminuire sensibilmente la necessità di usare le auto private.

    Per quanto riguarda l’economia non conosco il reddito pro-capite dei Cittadini di Praga però ho notato che non vi sono negozi con la serranda abbassata, come possiamo vedere in tutte le nostre città e paesi.  Inoltre ho visto pochissime persone che chiedono l’elemosina e nessuno clochard dormire all’addiaccio. Non si vedono in giro a bighellonare nemmeno extracomunitari od altri. 

   L’ordine pubblico viene esercitato con discrezione e senza appariscenza, poca polizia in giro,  non si vedono circolare auto blu con o senza altre auto di scorta.  Ho visto un solo poliziotto nella piazza dove si trovano i palazzi del Parlamento. I Parlamentari (meno di un terzo rispetto all’Italia) raggiungono il Parlamento senza scorta e con i propri mezzi, pubblici  o privati.  Un poliziotto soltanto all’ingresso dell’Ambasciata degli Stati Uniti, nei pressi della quale vi sono anche due poliziotti che fermano ed ispezionano i pochi automezzi che passano in quella via a traffico limitato.

   La pulizia delle strade è assicurata da un servizio di raccolta rifiuti che funziona anche il sabato e la domenica, come pure sono attivi tutti i giorni, compreso sabato e domenica, gli spazzini con scopa, paletta e carrello.

   E pensare che fino a poco più di 20 anni fa questi Cittadini europei vivevano segregati dalla “cortina di ferro” mentre noi vivevamo il famoso “boom economico”.

   Quei Governanti e quei Cittadini con la loro diligenza, serietà,  moralità ed altre simili doti hanno raggiunto i succitati risultati. Mentre noi chi dobbiamo ringraziare per la situazione in cui ci troviamo ?   Penso che la risposta sia per tutti piuttosto ovvia !

Arcisate, 3 dicembre 2013

Martino Pirone

                                                                      

La recente discussione, avvenuta durante la trasmissione televisiva “Che tempo che fa”  tra il conduttore Fabio Fazio e l’On. Brunetta, sulla opportunità o meno che la RAI comunichi pubblicamente i costi e le retribuzioni dei vari personaggi televisivi, nonché gli articoli su questo tema di vari giornalisti apparsi sulla stampa e le lettere ed i commenti di tanti Cittadini mi inducono a riproporre una mia lettera su questo argomento, inviata ai giornali il 04/02/2010, più che mai attuale.

Arcisate (VA) 16/10/2013    Martino Pirone

Ogni tanto qualche giornale prende l’iniziativa di informarci delle vergognose faccende che avvengono nel “grande carrozzone di mamma rai”. L’ultima, in ordine di tempo, riguarda le laute retribuzioni ai partecipanti lo show  televisivo del sabato sera ballando con le stelle. La consueta, ripetuta giustificazione che per avere un’audience elevata e poter competere con la concorrenza delle TV private occorre ingaggiare, per qualsiasi programma, personaggi famosi, preparati e graditi al pubblico,  quindi occorre spendere molto. Questo vale per attori, conduttori, sportivi, opinionisti, presentatori ecc. ecc.
   Io rispondo, e penso milioni di cittadini: UN CORNO, (chiedo venia per l’espressione) a me non interessa fare concorrenza alle TV private e non deve importare un bel niente neppure al Presidente della rai, all’Amm.re Delegato, ai Consiglieri e quanti altri, giacchè l’apparato funziona con le entrate dei canoni che noi (non tutti) paghiamo annualmente. Non avviene  che se un programma ha scarsa audience noi possiamo chiedere la restituzione di una parte del canone.
   Vorrei sapere come avvengono le assunzioni, gli ingaggi saltuari ed i contratti a tempo. Forse rivedendo i meccanismi e i modi con cui sono avviate queste collaborazioni, si può calmierare il mercato e spendere molto ma molto meno. 
   Poniamo il caso che la rai dovesse respingere le esose richieste dei vari big,  cosa succederebbe? Questi opterebbero per la concorrenza. Bene, ma la concorrenza quanti ne potrebbe assorbire ? Ci sarebbe la saturazione dei big in quattro e quattr’otto.
   Signori amministratori, se avete presentato un bilancio di previsione per il 2010 con un segno rosso di 118 milioni d’euro (cifra stratosferica per un’azienda), come vi sognate di elargire quasi un milione ad una persona, anche se si chiama Ron Moss, solo per vederlo ballare. E così per tanti altri personaggi delle più svariate trasmissioni che è inutile elencare. Avete mai chiesto a noi utenti pagatori se approviamo le vostre scelte ed i vostri modi di gestire la RAI ? Fate un sondaggio al riguardo. Volete una grande ed interessante audience ? Annunciate un dibattito televisivo con due o tre dei maggiori responsabili della rai, due o tre rappresentanti di associazioni dei consumatori e, a sorteggio, tre o quattro utenti rai o loro delegati.
   In quell’occasione, oltre a spiegarci il perché ed il  per come di tanti sprechi, dovete giustificare il perché di un organico di circa 12.000 (dodicimila persone) di cui 1700 (millesettecento) giornalisti e di questi ben 140 con la qualifica di direttore o vicedirettore. Inoltre l’esistenza di 11 testate informative, mentre la Bbc e la Zdf ne hanno  una  e la France TV e Spagna Rtve ne hanno due.  Il colmo si raggiunge per il costo aggiuntivo che la Rai ha perchè, con un esercito di 1700 giornalisti, dipende per le notizie dall’ANSA che ha un organico di 600 giornalisti. Senza contare le cattedrali nel deserto delle sedi rai regionali che, ad eccezione di quelle cinque o sei più importanti, sono sproporzionate all’uso necessario. Cari lettori è abbastanza? Tutto questo con la complicità, la connivenza, la correità, il favoreggiamento dei due principali partiti politici e la spartizione tra di loro del potere sul “grande carrozzone”
Gente, svegliamoci. Cordiali saluti.

Martino Pirone – 04/02/2010


P.S.
Per favore la smettano di prenderci per i fondelli dicendoci le fandonie sulla legge di mercato e che quelle retribuzioni provengono dalla pubblicità.  Riducessero pure la pubblicità così noi risparmieremmo sul costo dei prodotti.
 

    La sceneggiata berlusconiana con marcia e retromarcia sulla decisione prima di votare la sfiducia e subito dopo la fiducia al Governo, che ci ha “sputtanato” di fronte all’opinione di tutto il mondo  (vedi i dileggi della stampa estera) ci deve far riflettere e deve indurre i nostri Politici a rivedere alcune norme della nostra Costituzione e/o dei Regolamenti parlamentari.
   Se infatti per condanne penali definitive relative a certi reati (tra cui quello di frode fiscale imputato a Berlusconi) fosse stata prevista la DECADENZA AUTOMATICA da Parlamentare senza doversi procedere all’attuale lungo ed estenuante iter procedurale, un caso come quello in questione non si sarebbe verificato e sarebbe stato risolto tout-court.   E l’Italia ne sarebbe uscita con minor danno.
   Facciamo appello ai Parlamentari della nostra zona perché si facciano promotori di iniziative nelle sedi opportune per una revisione della materia in oggetto.

Varese, 3 ottobre 2013 
      Giovanni Dotti e Martino Pirone   
 

Per quanto concerne la legge Severino a mio modesto parere il problema sulla retroattività o meno non sussiste e ciò per i seguenti motivi:
1) L'art. 1 della Legge Severino (v. testo sotto riportato) parla di incandidabilità e di impossibilità a ricoprire la carica di deputato e di senatore. (Se si fosse voluto intendere la non retroattività del reato si sarebbe parlato solo di incandidabilità e non anche di impossibilità a ricoprire la carica).
2) I comma a, b e c parlano di "condanne riportate" (sottinteso dalla data della legge) e non di reati commessi (dalla data della legge).
3) Nella legge Severino viene richiamata la L.55/90 dove la sospensione scatta già da quando il soggetto viene sottoposto a procedimento penale.
4) Se vi fossero stati dubbi sula retroattività o meno della legge come mai le commissioni di Camera e Senato diedero il loro assenso ?

 

Decreto Legislativo 31.12.2012, n. 235
Il Presidente della Repubblica
- Visto...................
- Visto l'art. 15 della L. 55/90, del 19.3.1990  (.....I Presidenti, gli assessori, i consiglieri, ecc. ecc. qualora vengano sottoposti a procedimento penale....... sono sospesi dalle funzioni dalla data del provvedimento che dispone il giudizio.......
- Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica...

..........E m a n a  il seguente decreto legislativo:

Capo I   -   Cause ostative all’assunzione e allo svolgimento delle cariche di
deputato, senatore e di membro del Parlamento europeo spettante all’Italia
Art. 1
Incandidabilità alle elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

1. Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore:

a) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti dall’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale;

b) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti nel libro II, titolo II, capo I, del codice penale;

c) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai sensi dell’articolo 278 del codice di procedura penale.

    Speriamo che questa telenovela finisca presto e che i parlamentari tornino al lavoro, hanno chiacchierato a vuoto fin troppo !


Martino Pirone

  Vi siete mai chiesti come si può fare per evadere il fisco restando nella legge ?  La risposta è semplice: non c’è bisogno di uscire dall’Italia e portare i soldi nei “Paradisi fiscali”, basta costituire una FONDAZIONE.
  Vi siete mai chiesti perché  numerosi uomini politici, ma anche banche, capitani d’industria e professionisti vari, e perfino semplici cittadini dotati di furbizia e senso degli affari  ricorrono a questo strumento ?  Vero e proprio “strattagemma legale” per evitare controlli fiscali e non pagare le tasse.  (Per chi vuole approfondire la materia si rimanda al recente articolo del giornalista Filippo Barone).
  Perché un siffatto istituto è stato esentato da oneri fiscali e dall’obbligatorietà di certificare e sottoporre a controllo i propri bilanci, come già stabilito dalle norme precedenti alla legge di riforma Bassanini del 1996?  E perché si consente a chiunque la possibilità di costituire una Fondazione, sicché ne sono spuntate a centinaia, come funghi, in questo nostro Bel Paese ? E perché in molti casi non si sono invece costituite delle semplici  ASSOCIAZIONI, che avrebbero permesso una maggior trasparenza e maggiori controlli ? Oppure perché non si sono posti dei vincoli più stretti sia per la loro costituzione che per la loro gestione ? 
  Son tutte queste domande che meriterebbero doverose risposte da parte dei nostri governanti, anche perché l’Italia è divenuta l’esempio del malcostume finanziario e del profitto illegale grazie ad una miriade di leggi e leggine varate negli ultimi decenni dai nostri beneamati politici.
  Alla luce di quanto sopra CHIEDIAMO al Governo di studiare una opportuna seria RIFORMA DELLE “FONDAZIONI”, nonché una più stretta limitazione della possibilità di costituirne di nuove ed un obbligo di   trasformazione in ASSOCIAZIONE di quelle per le quali non dovessero più sussistere i requisiti.
  In una parola chiediamo ai politici SEMPLIFICAZIONE, eliminando norme che favoriscono l’evasione e riducano a pochi articoli l’attuale legislazione sulle Fondazioni, che attualmente è troppo arzigogolata e confusa (pacchia per i furbi e gli esperti del settore!).
                  
                                                                                                              Giovanni Dotti e Martino Pirone

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