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martino pirone

Il quesito posto da alcuni lettori in merito a possibili risultati elettorali (Mister B. vincerà ancora?), è interessante e merita qualche considerazione.  Dobbiamo tener presente che purtroppo la loro ipotesi potrebbe avverarsi,  principalmente perché buona parte del popolo italiano è come il “pio bove” che si lascia mettere il “giogo” e poi tira, tira, buono buono, l’aratro dei politici che l’hanno fregato.

    Diversamente milioni di persone non si lascerebbero incantare a seguire in televisione un “gioco” insulso, stupido e costosissimo come quello di scegliere il pacco giusto nella trasmissione “I fatti vostri”.   Altri milioni di persone, quasi sempre le stesse, si dimenticano dei guai che le affliggono e si lasciano ammaliare dal “Festival di Sanremo” dove “mamma RAI” oltre al contratto esorbitante (più di un milione di euro) del presentatore, sperpera spudoratamente ogni anno circa dieci milioni di euro (andate su Internet e scrivete: “Quanto ci costa il festival di Sanremo?”) e contestualmente ci impone l’aumento del canone TV col beneplacito di chi ci governa.  E non mi si venga a dire che c’è un ritorno di cassa con gli sponsor e la pubblicità, perché dette entrate sono già contabilizzate.  Oltretutto quelli degli sponsor e della pubblicità sono ancora soldi nostri, che il popolo “bove” paga sui servizi e sui prodotti. 
    Inoltre vi è un’altra grande massa che forma un “gregge” molto numeroso: gli appassionati di calcio.  Questi facilmente mettono da parte i  problemi della grave crisi economica in cui versa il Paese e si distraggono con questo sport, le persone calme applaudendo e i facinorosi menando le mani.
   Mi sembra di vedere il gregge che, attratto dal secchio di acqua e sale, segue il pastore  anche fino al ciglio di un burrone o al mattatoio; così tanti Italiani si lasciano incantare dalle facili promesse di tanti imbonitori e li seguono ciecamente. 
    Spero che tutto ciò non avvenga; vorrei tanto sbagliarmi !!

Martino Pirone
 

In questi giorni si è parlato e scritto parecchio sulla <giornata della memoria>, istituita  per ricordare la vergognosa storia della <Shoah>, cioè il progetto ideato dai nazisti per lo sterminio sistematico degli ebrei, esteso poi anche ai romm, agli omosessuali ed altre categorie di esseri umani, ritenuti inferiori.

   La data del 27 gennaio, giorno in cui nel 1945 fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz, è stata commemorata in quasi tutti i Comuni d’Italia; dove ciò non è avvenuto qualche Cittadino, giustamente, lo ha fatto notare, esprimendo il proprio rammarico nei confronti della propria Amministrazione Comunale sul web o sulla stampa locale.
   Come il Signor Roberto di Arcisate, il quale ha fatto presente che  detto Comune, contrariamente agli altri del circondario, ha ricordato la giornata della memoria solo con l’esposizione di uno  striscione.  Ancora di più ha fatto il dott. Andrea Bagaglio di Mercallo che, nell’evidenziare la mancata commemorazione, ha proposto al Sindaco e all’Assessore alla cultura (entrambe donne) del suo Comune un viaggio ad Auschwitz a sue spese per cercare di far loro capire l’importanza del ricordo della <Shoah>.
   Oltre alla mancata commemorazione della <giornata della memoria>, su questo tema vanno stigmatizzati comportamenti ancora più gravi, quelli dei “negazionisti” che sostengono la più becera falsità, cioè che la Shoah non sia proprio esistita.  Alcuni negazionisti, estremisti di destra, ultrà o naziskin, arrivano persino a commettere reati perseguibili penalmente per i quali vengono anche  condannati alla reclusione.
    Perché non pensare, per queste persone, una pena alternativa al carcere quando i reati prevedono una condanna inferiore ai tre anni ?  La nostra proposta, previo accordo col Governo Tedesco e Polacco, è quella di invitare i Parlamentari Europei a presentare una proposta di legge Europea che disponga che la pena per chi viene condannato per  reati di razzismo e simili debba essere scontata in uno dei lager nazisti prestando servizi di pulizia, manutenzione e quant’altro annesso e connesso.  Soltanto così queste persone potrebbero capire e ricredersi, e rendere una briciola di riconoscenza ai milioni di martiri della Shoah e di altre barbarie  della malvagità umana.

Ringraziamo per l’attenzione e porgiamo distinti saluti.

Arcisate/Varese, 4 febbraio 2013
                                                                                Martino Pirone  e Giovanni Dotti

Riflessioni sulla "giornata della memoria" che un mio caro amico e concittadino, il Prof. Antonio Costantino, Calabrese di nascita e Varesino di adozione, ha scritto perché TUTTI ricordino ed in particolare i GIOVANI a cosa può portare l'insipienza, la cattiveria, la mostruosità di pochi esseri (non più umani) in danno di milioni di veri esseri umani.  Sarebbe bello se lettere come queste venissero lette e discusse in ogni aula scolastica, di ogni ordine e grado.

 

 

27 gennaio, giornata della memoria: per non dimenticare

di Antonio Costantino (*)

Giorno della memoria affinché la Shoah possa continuare ad essere viva nel cuore, nella ricerca continua del perché possa essere accaduta e del perché non si possa più ripetere non solo per gli ebrei ma per tutti coloro che ne furono vittime, senza dimenticare il mezzo milione di rom.

“La conoscenza dei fatti costituisce il sistema immunitario contro ogni forma di negazionismo e l’antidoto contro ogni tentativo di sottovalutazione del fenomeno. La verità storica è il lascito che dovrà essere ereditato dai giovani, il nostro futuro”. Questo pensiero è stato enunciato lo scorso anno ad Auschwitz dal Ministro Francesco Profumo, pensiero per tutti coloro che trasmettono e ricevono cultura, informazione, formazione, crescita affinché venga conservata la memoria.

I giovani di oggi, i futuri giovani, educatori, genitori dovranno impegnarsi a trasmettere tutto quanto accaduto a causa del nazifascismo: è un loro dovere.

Georges Bensoussan, storico francese tra i più noti studiosi dell’antisemitismo e della Shoah, autore del libro “L’eredità di Auschwitz”, alla domanda posta da Pagine Ebraiche “la memoria della Shoah deve occuparsi di conoscere un capitolo della storia umana o di prevenire un rischio sempre in agguato? Il nazismo può tornare?”. Risposta: “ è troppo comodo archiviare i nazisti e i fascisti come mostri del passato, come un brutto sogno oramai svanito. In quanto individui non erano dotati di poteri sovrannaturali o caratteristiche che li rendessero radicalmente diversi da tanti comuni esseri umani. La loro negazione della vita e la loro carica distruttiva può ripetersi ed è questo che dobbiamo combattere”.

Allo stato attuale noi tutti necessitiamo riflessioni continue su quanto accaduto e tener sempre presente tutti giorni dell’anno ciò che è successo. Il giorno della memoria non deve essere solo una commemorazione, ma un momento di maggiore attenzione affinché le future generazioni si responsabilizzino a non archiviare la Shoah.

La scuola, la famiglia, i partiti, la Chiesa, le associazioni hanno il dovere di mantenere in vita il ricordo di quanto successo, in particolare quando non ci saranno più superstiti.

“ Noi salvati, lasciamo a voi il compito di non far morire la memoria di chi non si è salvato”.

A conclusione di questo mio contributo alla giornata della memoria occorre pure ricordare che nel 2013 ricorre il 70° anniversario della rivolta ebraica di Varsavia e della razzia nel ghetto di Roma.

 (*) Prof. di Scuole Medie in pensione

Il fatto che da due settimane l’Ufficio della Polizia di Stato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo di Varese risulta privo di Agenti è allarmante e sconcertante.   Non soltanto per la sicurezza e la tranquillità del personale sanitario, ma soprattutto per i Cittadini utenti del Pronto Soccorso e per i ricoverati nei vari reparti.   Sappiamo che la coperta è corta, a causa della carenza di personale, e la Questura che  deve decidere come gestire i vari servizi di Polizia nella città di Varese si trova in difficoltà. 
   Una soluzione al problema però ci sarebbe, quella di abolire o ridurre sensibilmente le scorte a tanti  personaggi pubblici, che ormai servono più come “status symbol” che per una vera esigenza di protezione alla persona. Questa è anche l’opinione dell’esimio Sen. Achille Serra, ex Dirigente di Polizia ed ex Prefetto di Roma, ora componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia del Senato, quindi persona particolarmente esperta in materia.  E’ molto esplicativa la sua intervista in proposito rilasciata il 21.8.2012 al “Quotidiano.net”, che qui riporto in parte:
“Se un capo della Cupola decide di ammazzare un prefetto o un giudice non basta un esercito a proteggerlo. Lo abbiamo visto con Falcone e Borsellino (aggiungiamo Dalla Chiesa e tanti altri).  E prima ancora, ai tempi delle B.R., con Aldo Moro. Quando scatta il comando non c’è scorta che ti salva; c’è solo la scorta che muore con te”.   Lo stesso vale per la miriade di politici, ex politici, magistrati ed altre cariche istituzionali, ecc. che fruiscono di  scorta anche nelle normali attività della vita privata.  Poi alla domanda a chi deve essere garantita la scorta l’On. Serra ha risposto: “Alle alte cariche dello Stato: al Presidente della Repubblica, ai Presidenti del Consiglio, del Senato e della Camera, ai Ministri dell’Interno e della Difesa in alcuni casi”.
   Ciò premesso, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presso la Prefettura che assegna le scorte dovrebbe ricevere dal Governo adeguate disposizioni in tal senso, così tanti problemi connessi alla carenza di personale di P. S. sul territorio sarebbero risolti, garantendo una maggiore vigilanza a tutela della sicurezza dei Cittadini.  Come pure un consistente numero di personale di Polizia da mandare sul territorio si potrebbe recuperare da quello ora impiegato negli Uffici delle Questure e Commissariati, sostituendolo con personale civile amministrativo.

Caro Silvio,

   quante cose avresti potuto fare,  risparmiando a Te e al Paese tanti danni e tante vergogne.  Per esempio:
- evitare di evadere il fisco  pagando tutte le tasse dovute delle tue aziende;
- evitare di imbarcare cani e porci in Parlamento e nelle Pubbliche Istituzioni;
- evitare di far pagare a noi contribuenti i tuoi avvocati portandoli in Parlamento;
- evitare di spendere e spandere in tante opere pubbliche di scarsa o nessuna utilità per riempire le tasche di pochi ma a danno delle casse dello Stato;
- evitare di fare certe leggi solo per tutelare i tuoi interessi privati; 
- evitare di insultare la Magistratura e la Stampa a te non favorevoli;
- evitare strane frequentazioni con personaggi poco raccomandabili;
- evitare certe frequentazioni lascive (Ruby e le “Olgettine”, sapevi bene che nella tua posizione istituzionale eri costantemente spiato);
- evitare di dire tante bugie e di dover continuamente ritrattare;
- mantenere gli impegni con gli elettori su tante cose che avevi promesso (come: eliminazione delle province, riduzione del numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali, riduzione dei costi della politica, sgravi fiscali per i redditi da lavoro e per i ceti meno abbienti) ecc. ecc. ecc..

    Se Tu avessi fatto tutte queste cose e avessi tenuto un comportato più corretto e consono al ruolo istituzionale che ricoprivi, avresti evitato:
- tante rogne giudiziarie che non hanno fatto onore né a Te, né alle tue aziende, né al Paese;
- tante spese legali per pagare avvocati, consulenti e quant’altro;
- tante spese per attività investigative e sondaggi di vario tipo; 
- tante grane politiche e la defezione di parte delle tue truppe;
- tante spese per beneficiare una miriade di lacché e saltimbanchi della politica;
- tante spese per sostenere i giornali di parte;
- la costituzione di fondi neri in paradisi fiscali;
- ecc., ecc., ecc.                                                                                                   

    Vedi che se Tu metti sul piatto della bilancia le tante spese che per tutto ciò hai dovuto sostenere  nel corso degli anni e quello che per controbilanciarle hai dovuto incamerare con la politica, probabilmente i tuoi conti sarebbero in pareggio.  Ed anche i conti pubblici godrebbero di migliore salute.   Quindi dal punto di vista finanziario chissà se ne è valsa la pena: sei proprio convinto  di averci guadagnato ?  In compenso hai rovinato la tua onorabilità e quella del Paese, ridicolizzandolo e facendogli perdere credibilità agli occhi del mondo.  Ma forse non è tutta colpa tua, Tu sei fatto così, non avevi certo i talenti dello statista per gestire in modo onesto, equo e autorevole la cosa pubblica, e probabilmente ti sei anche avvalso di cattivi consiglieri.  Il triste ventennio che fortunatamente hai lasciato alle spalle lo sta a testimoniare, e la tua uscita di scena fa bene sperare.

Varese, 27 ottobre 2012
                                                                            Giovanni Dotti e Martino Pirone

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