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raffaele la sala

E così, come era prevedibile e Piazza Grande aveva dimostrato con una accurata analisi degli atti, il bilancio di previsione dello scambio...io ti approvo il puc a te e tu mi approvo il bilancio a me, è stato bocciato dal revisore dei conti. Ed oggi si manifesta in tutta la sua livida evidenza l'arrogante insignificanza del risanamento farlocco di Paolo&Mimmo e il pensiero debole e le ipocrisie autoassolutorie di Geppino&soci che i bilanci di Paolo&Mimmo hanno votato fino al 2015. Forse dovrà occuparsene la giustizia contabile, e la procura presso la Corte dei Conti, alla quale dovranno essere inviati gli atti. Tutti...senza pietose reticenze. Una pena.

Raffaele La Sala - coordinatore di Piazza Grande

Dopo i fuochi di san Giuseppe e i fuochi di sant'Antonio, dopo le alzate dei pannetti, le processioni solenni e i torbidi umori instillati nelle comunità civili e religiose, forse potremo avere un po' di tempo per la riflessione: vinti, vincitori ed esclusi. A chi osservasse i numeri usciti dalle urne, nella loro algida e persino prevista sequenza, balzerebbe agli occhi l'immagine di una città sostanzialmente ferma, immobile, nei contenitori, e in ebollizione nel contenuto dei medesimi. In un frenetico rimescolamento da una parte e dall’altra, di acquisti e cessioni di quote e candidati, in un processo osmotico che ha di fatto omogeneizzato il listone unico… “Noi sciogliamo Atripalda”.

Tutto sarà più chiaro nelle prossime settimane, ma sin da ora si possono evidenziare alcuni dati inconfutabili. Lo stesso numero di votanti nel 2012, anzi un po’ meno; le stesse liste del 2012, 4, anzi 2 + 2; lo stesso numero di voti validi recuperato da un centinaio di schede bianche e nulle. Insomma una grande ammuina che ha lasciato, contrariamente a quello che poteva sembrare, e qualcuno aveva fatto credere, tutto come prima.

E i ruoli, si dirà? E gli esclusi, i trombati, le new entry? Un minuetto, una quadriglia, un gioco di ruolo: da Spagnuolo a Spagnuolo, dall’udc, all’udc, dalla implosione piedìna, alla implosione piedìna (fuori nel 2012 Nancy e Tony e fuori nel 2017, il vincitore di allora, Tuccia). E fuori, ma della partita, Laurenzano e Prezioso. Archiviata una campagna elettorale opaca e velenosa (altro che i reciproci attestati degli Spagnuolo contro… di onestà, lealtà, trasparenza) sentiremo ancora parlare di obblighi contratti e tradimenti, di promesse non mantenute e pattuizioni, che oggi tutti frettolosamente fingono di dimenticare. No, non è stata una bella campagna elettorale. E oggi, mentre viene ufficializzata la composizione della nuova Giunta, già si manifestano le prime crepe e le questioni ‘implicite’, a partire dalla verifica sulla eleggibilità, che ne segnano i fragili equilibri interni.

“Piazza Grande”, fuori dal Consiglio Comunale, ma fortemente radicata nella città, riparte dal diffuso apprezzamento sulla qualità del suo candidato sindaco Nunzia Battista, dalla sobrietà e dalla serietà dell’impegno programmatico su bilancio, innovazione, Puc, solidarietà sociale, cultura; dall’entusiasmo e dalla genuina passione dei suoi candidati e dalla convinzione che la sua generosa testimonianza e la sua capacità di proposta alimenti, nella comunità cittadina, un serio confronto sulle idee e sulle cose.

Raffaele La Sala

Coordinatore di Piazza Grande

Dopo i fuochi di san Giuseppe e i fuochi di sant'Antonio, dopo le alzate dei pannetti, le processioni solenni e i torbidi umori instillati nelle comunità civili e religiose, forse potremo avere un po' di tempo per la riflessione: vinti, vincitori ed esclusi. A chi osservasse i numeri usciti dalle urne, nella loro algida e persino prevista sequenza, balzerebbe agli occhi l'immagine di una città sostanzialmente ferma, immobile, nei contenitori, e in ebollizione nel contenuto dei medesimi. In un frenetico rimescolamento da una parte e dall’altra, di acquisti e cessioni di quote e candidati, in un processo osmotico che ha di fatto omogeneizzato il listone unico… “Noi sciogliamo Atripalda”. 
Tutto sarà più chiaro nelle prossime settimane, ma sin da ora si possono evidenziare alcuni dati inconfutabili. Lo stesso numero di votanti nel 2012, anzi un po’ meno; le stesse liste del 2012, 4, anzi 2 + 2; lo stesso numero di voti validi recuperato da un centinaio di schede bianche e nulle. Insomma una grande ammuina che ha lasciato, contrariamente a quello che poteva sembrare, e qualcuno aveva fatto credere, tutto come prima.
E i ruoli, si dirà? E gli esclusi, i trombati, le new entry? Un minuetto, una quadriglia, un gioco di ruolo: da Spagnuolo a Spagnuolo, dall’udc, all’udc, dalla implosione piedìna, alla implosione piedìna (fuori nel 2012 Nancy e Tony e fuori nel 2017, il vincitore di allora, Tuccia). E fuori, ma della partita, Laurenzano e Prezioso. Archiviata una campagna elettorale opaca e velenosa (altro che i reciproci attestati degli Spagnuolo contro… di onestà, lealtà, trasparenza) sentiremo ancora parlare di obblighi contratti e tradimenti, di promesse non mantenute e pattuizioni, che oggi tutti frettolosamente fingono di dimenticare. No, non è stata una bella campagna elettorale. E oggi, mentre viene ufficializzata la composizione della nuova Giunta, già si manifestano le prime crepe e le questioni ‘implicite’, a partire dalla verifica sulla eleggibilità, che ne segnano i fragili equilibri interni.
“Piazza Grande”, fuori dal Consiglio Comunale, ma fortemente radicata nella città, riparte dal diffuso apprezzamento sulla qualità del suo candidato sindaco Nunzia Battista, dalla sobrietà e dalla serietà dell’impegno programmatico su bilancio, innovazione, Puc, solidarietà sociale, cultura; dall’entusiasmo e dalla genuina passione dei suoi candidati e dalla convinzione che la sua generosa testimonianza e la sua capacità di proposta alimenti, nella comunità cittadina, un serio confronto sulle idee e sulle cose.
Raffaele La Sala
Coordinatore di Piazza Grande

Il responso delle urne è così chiaro che non ha bisogno di commento. L’elettorato ha ‘scelto’ e, invece che il cambiamento e la sfida sul futuro, ha scelto un modello di gestione amministrativa ripiegato sulle più inquietanti liturgie di un passato che, a parole, voleva cancellare.

Noi di Piazza Grande, pertanto, orgogliosi della nostra generosa battaglia per la legalità, la trasparenza, la sana amministrazione della cosa pubblica, non ci sentiamo sconfitti. Preferiamo credere, piuttosto, che i nostri coraggiosi candidati e sostenitori rappresentino l’avanguardia di un futuro meno opaco e avvilente dell’oggi. Il fatto che gli elettori, spesso pesantemente sollecitati, si siano concentrati su due sole liste (espressione peraltro dello stesso retroterra politico ed organizzativo) ci impegna, anche fuori dall’aula consiliare, ad una attenta azione di vigilanza civica. Che la città abbia rinunziato, in questa occasione, all’unica opposizione amministrativa capace e coerente, è un pessimo segno. Ci auguriamo che i cittadini riescano ad esercitare, anche nell’appiattimento della  normalizzazione in atto,  tutte le forme più efficaci di partecipazione e di controllo.

Agli amministratori neoeletti l’augurio non formale che sappiano far prevalere l’interesse pubblico ed una sincera e consapevole attenzione al bene comune; e che operino, soprattutto,  per la reale pacificazione di una città sempre più impaurita e servile. 

Nel primo pomeriggio di oggi ad Atripalda si è consumato l'ennesimo strappo istituzionale della tortuosa amministrazione Spagnuolo. Che con uno strappo si era inaugurata nel 2012 quando il neoeletto già exbravoragazzo aveva preteso ed imposto contra legem (e nonostante le nostre vibrate e solitarie proteste) che si votasse...in blocco l'eleggibilità dei consiglieri comunali.

E oggi, agli sgoccioli di una fallimentare ed opaca azione amministrativa, tocca all'uso improprio delle istituzioni repubblicane. E si scomoda addirittura un ministro a sostegno del suo zoppicante e maldestro approdo politico... che solo negli ultimi 5 anni lo ha visto volteggiare da De Mita a Del Basso, passando per la scelta civica di D’Agostino.

Insomma se il ministro è in visita istituzionale...va ricevuto nella sala consiliare da tutto il consiglio comunale tuttora in carica. E se invece è in visita privata, se sta facendo propaganda a favore di un candidato, va ricevuto altrove, magari a pranzo e amen. E che un ministro della Repubblica si presti allo spiacevole equivoco, perché trascinato a sua insaputa (come spesso succede) a sostegno di una fascia, è un fatto gravissimo, un vulnus protocollare, una infelice caduta di stile. Ma più grave ancora è averla pensata, insieme a qualche protettore beneventano..., a riprova di una occupazione disinvolta delle istituzioni democratiche. Ha fatto bene Nunzia Battista, consigliere comunale e capogruppo consiliare di Piazza Grande, candidata alla carica di sindaco, a farlo notare direttamente al Del Rio nel corso della inopportuna visita ministeriale, a soli quattro giorni dalle elezioni.

Con il suo coraggioso intervento, dopo il quale ha immediatamente abbandonato l’aula, Nunzia Battista ha difeso la dignità istituzionale di un consiglio comunale assente, perché non invitato, e di consiglieri comunali pavidamente altrove. La sua ha voluto essere testimonianza militante di rigore etico ed alto senso civico, malinconicamente appannato in una campagna elettorale livida che il listone unico #noisciogliamoatripalda fa sempre più fatica a gestire

Raffaele La Sala, coordinatore di “Piazza Grande”

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