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raffaele la sala

Fa discutere in queste ore un’intervista rilasciata dal sindaco di Atripalda. L’ho ascoltata, e riascoltata, perciò, (insieme alla replica del capogruppo di “Area Popolare” Musto. Francamente non mi pare di aver registrato, nella sostanza, molto di più di quello che il sindaco pro tempore Spagnuolo Paolo dice (e soprattutto fa) da tre anni a questa parte. Saccenza, buonismo di facciata, fughe in avanti e marce indietro, messaggi subliminali a…palle incatenate: insomma niente di veramente nuovo… se non forse (anzi, senza forse) per il ‘tono’. Un tono duro, sprezzante, da ‘resa dei conti’, (che mi ha fatto pensare -dice bene Musto- ad un ‘cedimento’, ad un segno di  ‘fragilità’, più che ad un’esibizione di forza). Tanto più sorprendente se riferito all’Arma dei Carabinieri: innescando un conflitto istituzionale di inaudita asprezza, con esplicito rinvio a superiori livelli di responsabilità, che sembra implicitamente alludere ad una sorta di impeachment.

E allora vediamola la ‘questione’ così insidiosamente esplosiva e cerchiamo di capirne di più. Fino a smentita pubblica di parte, la cosa credo che muova dalla ‘normalizzazione’ ad ogni costo della struttura amministrativa municipale. Che parte e ritorna alla Polizia Locale. Con alcuni effetti prevedibili. Vediamo. Smantellati i settori, esternalizzati servizi primari, con discutibili ed onerose procedure (per dire prima si trasferiscono i tecnici all’anagrafe… e poi si prende atto di non disporre di specifiche professionalità), incassato il trasferimento (più volte auspicato ed ‘incoraggiato’) della dottoressa Curto (sostituita con un segretario part time, alla sua prima segreteria generale, che per tre giorni a settimana ci costa pure un po’ di più), veniamo alla polizia municipale. Demansionato e privato del comando Il tenente Giannetta, ritenuto il principale ostacolo ad una semplificazione di procedure amministrative e ad interpretazioni più ‘morbide’ delle norme, (e dopo la breve parentesi di Reppucci (che non fece in tempo neppure ad indossare la divisa) arriva, insieme alla fanfara dei figuranti bersaglieri, l’ex maresciallo dei Carabinieri Salsano (al quale si attribuirono non regolamentari gradi di capitano –cioè non previsti dal Regolamento). Una nomina partorita a fatica e, dopo la ‘luna di miele’, pure segnata da episodi singolari, dei quali si è occupata la cronaca, finendo per motivarli con l’indole scherzosa del nostro. Ma anche Salsano, evidentemente, riconoscenza a parte, ha cominciato a manifestare qualche dubbio (ha autorizzato, sospeso, revocato la sospensione…) forse anche preoccupato dalle responsabilità della funzione. E allora che c’entra Giannetta e che c’entra Salsano? L’intervista, in verità, non fa capire molto e la carne messa al fuoco (ops forse erano salsicce…) e così tanta che tra autorizzazioni amministrative, scie e pubblici spettacoli, persino i fuocaroni del nostro incolpevole San Sabino rischiano di tramutarsi in roghi inquisitori di presunti colpevoli (che Spagnuolo cerca, evidentemente, tra chi la legge è chiamato a farla rispettare). Insomma un groviglio di approssimazioni e di memorie d’infanzia spesso di seconda mano che il sindaco, prima ancora eventualmente di dimettersi (ma non oso sperare tanto), deve sciogliere senza sollevare polveroni e con parole chiare. Insomma che voleva dire con quella intervista Spagnuolo? Ha segnalato al Comando Provinciale l’attività svolta dalla stazione dei Carabinieri di Atripalda? Ha registrato comportamenti censurabili o inadeguati alla funzione? Ha chiesto la ‘rimozione’ del Comandante Cucciniello? Dica, spieghi, chiarisca, precisi.  Illustri fatti ed antefatti, non agiti sospetti, circostanzi responsabilità, se ve ne sono. E lo faccia presto e pubblicamente. Se poi ha notizie di reato, si rivolga ai magistrati (prima che al comando provinciale dell’Arma). Se no… il grave scontro istituzionale lascerebbe solo il retrogusto sgradevole del risentimento, del dispetto, ra’nziria per lesa maestà presunta. E se le parole avessero tradito il pensiero (succede) porga formalmente e pubblicamente le sue scuse all’Arma dei Carabinieri ed a chi (mi pare anche con eccellenti risultati operativi) la rappresenta nella nostra Città.

Infine, si rendesse conto, Spagnuolo Paolo, del gravissimo danno inferto alla  credibilità delle Istituzioni, in  prima linea nel controllo del territorio (un territorio sempre più difficile ed insidiato dalla criminalità), in un sussulto di consapevolezza, si sforzasse di arrossire (almeno un po’).

 

Raffaele La Sala  - coordinatore di “Piazza Grande”

Il Liceo Statale “Paolo Emilio Imbriani” (www.liceoimbriani.gov.it), con i suoi quattro indirizzi (Linguistico, Scientifico, Scientifico opzione Scienze Applicate, Musicale e Coreutico sezione Musicale) guidati dal Dirigente dott. Tullio Faia, sarà ospite del programma “Buongiorno Campania” in onda venerdì 19 febbraio 2016 alle ore 7 e 30, ed in replica nel TG3 delle 14:00 e sui canali RAI web.
Una troupe Rai nei giorni scorsi ha visitato le strutture ed ha ascoltato gli allievi dell’Imbriani, documentandone attività ed interessi, abilità e passioni.
La giornalista Francesca Coppola ha seguito in Auditorium la lettura-drammatizzazione di “Voci di guerra”, libero adattamento a cura del prof. Raffaele La Sala di testimonianze e diari di guerra di avellinesi (inediti o poco noti). Una originale performance che gli alunni, hanno brillantemente interpretato, ricostruendo, in un sobrio e suggestivo percorso narrativo, scenico e coreutico, l’orrore della seconda guerra mondiale.
Ma tutte le attività laboratoriali, grazie alle quali si caratterizza e si specifica l’azione educativa e formativa dell’Imbriani hanno avuto l’opportunità di presentare le eccellenze di un’Istituzione qualificata e moderna.
Il laboratorio di musica d’insieme da camera ha proposto le specificità degli strumenti studiati, armonizzati nei diversi generi musicali.
Il laboratorio linguistico ha evidenziato le più avanzate metodologie per l’apprendimento delle lingue straniere e per il conseguimento delle certificazioni europee.
I laboratori  scientifici di biologia, chimica e fisica hanno presentato le attività curricolari e quelle conseguenti alla realizzazione degli stage presso centri di ricerca, CNR, BIOGEM, Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno e Museo Galileo di Firenze, utilizzando, in particolare, tutte le nuove tecnologie.
Il laboratorio di Informatica ha visto protagonisti gli alunni nella presentazione dell’ Idea progetto CLASSMOTIKA e ORTODIGIDATTICO per lo studio delle discipline scientifiche in un ambiente di apprendimento/condivisione. Tale esperienza si è concretizzata nel progetto DIDATTICA CAPOVOLTA, lezioni ARDUINO autogestite dagli alunni e rivolte anche ad allievi delle scuole secondarie di primo grado. 
L’attenzione manifestata verso l’Imbriani dalla rete regionale della Rai, d’altra parte, rappresenta un implicito riconoscimento di qualità verso una Istituzione scolastica ‘storica’ (fondata negli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia) che, nata per formare ‘maestre’, ha saputo rinnovare ed arricchire la sua offerta didattica per affrontare da protagonista le sfide del nostro tempo. Da quel lontano 1866, in cui nacque in Avellino la prima “Scuola Magistrale Femminile”, poi convertita  nel 1885 in Scuola Normale Femminile Governativa, sono passati centocinquanta anni. Eppure il favore mai venuto meno di studenti e famiglie (non solo della provincia), la capacità di incoraggiare e promuovere il cambiamento, il successo professionale di decine di migliaia di allievi, fanno tuttora del Liceo Imbriani una delle risorse più vitali della cultura e della scuola irpina.

Atripalda. Con delibera di Giunta n. 241 del 31 dicembre 2015 (avente ad oggetto: Dispersione delle ceneri conseguenti alla cremazione. Determinazioni) Spagnuolo&friends intervengono nella delicata materia regolata dalla legge regionale. E lo fanno, come accade, senza preoccuparsi del dettato normativo ed assumendo di fatto i poteri del Consiglio, che viene ancora una volta espropriato delle sue legittime prerogative, ritengo con la solita disinvolta applicazione dell’articolo… quinto.

Per quanto la questione sia particolarmente delicata (e a maggior ragione per questo) e poiché potrebbe introdurre imbarazzanti ‘precedenti’, ritengo di qualche interesse fare un po’ di ordine.

Il deliberato n. 241, pubblicato il 5 gennaio 2016, ma tra l’altro immediatamente esecutivo, fa riferimento ad una richiesta di privati pervenuta il 21 dicembre 2015 e al di fuori di ogni norma, che pure viene richiamata in modo incompleto e omissivo, produce un atto sostanzialmente ‘viziato’ nelle premesse e conseguentemente nullo.

Insomma si rischia, sulle legittime aspettative di una famiglia, dolorosamente colpita da un lutto, di costruire il solito pateracchio, che adesso comincia e non si sa quanto potrà… finire.

L’individuazione di un’area, così come prevista dalla Legge Regionale Campania n. 20 del 9 ottobre 2006 recante “Regolamentazione per la cremazione dei defunti e di loro resti, affidamento, conservazione e dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione” all’art. 4 stabilisce che“La dispersione delle ceneri è consentita: […] b) in aree naturali appositamente individuate, nell’ambito delle aree di propria pertinenza, dai comuni, dalle province, dalla regione; […]”.

Ma con la non trascurabile precisazione che tali aree vanno espressamente individuate all’interno di un obbligatorio “Regolamento cimiteriale Comunale”, ex art. 9 comma 1 della Legge Regionale n. 7 del 25 luglio 2013, che imponeva l’adozione del regolamento entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge ed in caso di inadempienza la nomina di un Commissario ad acta (che purtroppo – pare – non sia stato nominato). In nessun caso tuttavia le inadempienze (comunali o regionali) potevano e possono mai consentire deroghe alla norma. Tra l’altro il regolamento cimiteriale, che a questo punto diventa urgente, va sottoposto all’esame preventivo di una Consulta regionale che esprime parere vincolante entro 30 giorni. Insomma la questione è un po’ più seria di come Spagnuolo&friends hanno voluto liquidarla con un provvedimento privo di ogni valore, al quale manca perfino l’indispensabile parere dell’Ufficio Comunale di Stato Civile, surrettiziamente surrogato da un parere dell’Ufficio tecnico.

Riassumendo: Previa adozione di un Regolamento Cimiteriale, da parte del Consiglio Comunale, è possibile disperdere (non seppellire) le ceneri derivanti da cremazione, prevedendo anche (L. R. 20/2006, art. 7 comma 2) “forme rituali di commemorazione”; mentre il Comune potrà sempre autorizzare la piantumazione di alberi nell’area di dispersione, eventuali targhe o cippi possono essere autorizzati solo all’interno del Cimitero Comunale, secondo la legge. E’ chiaro lo spirito della norma. Non si può realizzare una sorta di ‘nuovo’ cimitero in un’area naturale che è solo destinata alla ‘dispersione’ delle ceneri, come precisa l’art. 7 al comma 1. Insomma un ingorgo, un guazzabuglio tanto più rozzo e sgraziato se tocca la sensibilità della Città. Succede anche questo a Pablopalda.

Raffaele La Sala - coordinatore di "Piazza Grande"

No, polemizzare con il prezioso assessore alle deiezioni canine, all’olio vegetale e all’acqua fresca (che tra l’altro è persino tra i pochi ‘volenterosi’, e forse pure in buona fede) proprio no!

Ho provato a suggerirgli invece con un po’ di ironia (e mi rammarico che non abbia gradito o non se ne sia accorto) che nelle sue estemporanee iniziative, per le quali è sempre vivamente auspicato un puntuale monitoraggio ex post, sarebbe necessaria un’azione istruttoria più accurata e minore trionfalistica superficialità nella propaganda copia&incolla.

Per questo alle sue stravaganti ed infondate obiezioni di merito (non replico al resto, che attiene alla storia personale di ciascuno) rispondo –senza polemica- con alcune domande.

  1. E’ sicuro della linearità e correttezza delle procedure di affidamento della cosiddetta “Casa dell’Acqua”?
  2. Con quali criteri e sulla base di quali discrezionali valutazioni è stato affidato il servizio ad una azienda presentata come “leader nel settore”, che ha tre soli impianti attivi nel mondo (oggi 4 con Atripalda) e sei in corso di attivazione?
  3. Gli risulta che siano state attivate le procedure di incasso delle somme (appostate in bilancio) per il servizio di raccolta di abiti usati ed oli esausti? O tra qualche mese ci dirà che ci sono…problemi?
  4. Quando scrive “La Casa dell'acqua ha un contatore dedicato che misura gli effettivi consumi che saranno a carico dell'azienda SinergyItalia.” che cosa vuol dire precisamente? Che esiste un contatore intestato alla ditta de quo, o cosa?

In attesa di risposta, alcune sommesse considerazioni. Per quanto riguarda il punto 4, per esempio, l’invito che la precisazione egli la indirizzi ai tecnici dell’Alto Calore, avvertendo che nessuno, nemmeno il Comune, può eventualmente erogare e contabilizzare per il recupero, acqua a terzi e che –se questo fosse- il Comune medesimo si assumerebbe  pesanti responsabilità non sue. E mi spiego. Si verificasse, per cause imprevedibili ed accidentali, una qualsivoglia anomalia o peggio ancora una contaminazione, l’azienda non potrebbe che rivalersi prima sul Comune. Quanto poi al capitolo dei costi, rozzamente ‘risolto’ con una somma che fa il totale… 5+5 = 4+6… euro cent/litro, vale la pena di notare che altrove

  • l’acqua refrigerata non costa un tubo;
  • sono state previste erogazioni gratuite per le prime settimane, o consistenti bonus (come la fornitura gratuita dei primi 80 litri erogati, o l’acquisto della carta da 10 euro nominali ad 8 euro effettivi…).

Ma quello dei costi è un altro capitolo, del quale forse potrà occuparsi la Corte dei Conti.

Non credo che quanto segnalato sia né frutto di supponenza né di smodate ambizioni personali (per queste piuttosto,  dico supponenze ed ambizioni, si guardi anche distrattamente intorno). Né credo siano cose troppo complicate, neppure per l’assessore Prezioso, il quale -in ragione del suo ruolo- è chiamato a verifiche puntuali ed a fornire dati e documenti, prima ai cittadini e poi a quanti altri dovessero averne legittima curiosità.

Mi permetta il Prezioso un ultima annotazione. Ho come l’impressione che sia finito –spero suo malgrado ed in buona fede-  nella trappola delle reciproche convenienze politiche, concorrendo con ruoli marginali ad assumersi indigeste responsabilità amministrative. In cambio della delega all’acqua… fresca. Una pena.

 

Raffaele La Sala – coordinatore “Piazza Grande”

Dirà la storia –appena possibile- se al degrado istituzionale della nostra povera Città sia più vicino alla pochade, alla farsa o alla tragedia.. Certo è che, nella confusione generale, frutto in dosi variabili di imperizia ed esercizio dispotico di ‘potere’, distrazione e cattiveria, facce di ogni materiale e consistenza, di capetti, gregari e manovalanza, la vita civile si è impoverita e si trascina tra rassegnazione e rancore. Non è un bene perché viene meno e si corrompe ad ogni livello la fiducia dei cittadini verso le istituzioni e la loro possibilità –per quanto remota- di intercettare quello che si definisce ‘bene comune’; mentre non si riesce a garantire nella sequenza di errori ‘materiali’, reticenze, omissioni e giochi di ruolo, neppure quelli che si volessero eventualmente ‘aiutare’ in base a requisiti soggettivi ed oggettivi.

Quello che è capitato negli ultimi tre anni per la presunta alienazione del Centro servizi alla Xenus srl (svanita nelle nebbie di una tortuosa trattativa, poi finita in un singolare deliberato del Consiglio Comunale); poi nella presunta riorganizzazione del personale (consumata in una sequela di provvedimenti punitivi, contraddittori, in parte illegittimi); infine in una diffusa instabilità politica (tra cambi di casacca, trattative estenuanti, risicate maggioranze variabili) rappresenta la cifra di una compagine amministrativa politicamente disinvolta e fragile. Inesperti e presuntuosi, accecati da una gestione personalistica e clientelare  della cosa  pubblica, Spagnuolo&friends sono già oggi responsabili di questo -più volte denunciato- smarrimento di credibilità pubblica e di senso istituzionale che condanna Atripalda alla marginalità, ad essere periferia della periferia dell’hinterland partenopeo.

E ripercorriamola, brevemente, l’emergenza che con sistematica protervia ha travolto Personale ed Uffici comunali.

Sono stati smantellati, svillaneggiati, mortificati nelle loro espressioni più qualificate (Arch. Giuseppe Cocchi, demansionato da responsabile del settore Urbanistica a impiegato di anagrafe; dott.ssa Katia Bocchino da responsabile del I –cancellato- settore, esiliata in funzioni marginali; Tenente dott. Domenico Giannetta da comandante della Polizia Locale a vice, con modalità ed effetti devastanti sulle delicate responsabilità del settore). Mentre la stessa gestione della grave emergenza, che ha fatto seguito a presunti comportamenti illeciti, si è rivelata inefficace, provvisoria, clientelare, forse con esborsi e costi che potremo scoprire, domani, più consistenti degli stessi eventuali ammanchi. Fino alla sfrontata e grossolana gestione degli stessi rapporti istituzionali tra assessori e dipendenti (sfociata da ultimo in una pubblica ed articolata denunzia della CGIL); fino al farraginoso ed abortito iter di concorsi pubblici, banditi e ritirati; fino all’assunzione prima di uno, poi curiosamente di due dipendenti dagli elenchi speciali (le cosiddette categorie protette): autorizzata, sospesa, a quanto pare definitivamente cancellata (e forse persino, a seguito di più puntuali accertamenti, non necessaria e non dovuta). Il tutto in un vespaio di pettegolezzi, più o meno infondati; una garbata nota di protesta con invito al ritiro del provvedimento de quo dei consiglieri di opposizione ed un’azione più energica del consigliere Pacia, sul quale pare si abbattono ora dure diffide (da parte di chi evidentemente ne ignora la caparbia, e quasi sempre fondata, determinazione). Con il corollario che alla nota protocollata dalle opposizioni, mancava e non per caso, temo,  la firma del giovane consigliere Vincenzo Moschella, eletto in quota Forza Italia, anche in Consiglio Provinciale, ma oggi politicamente incerto sul futuro e pronto a fare da stampella –vedremo per quali misteriose ragioni- alla risicata maggioranza di Spagnuolo&friends.

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