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raffaele la sala

La storia (che poi è la solita storia di spreco del pubblico danaro) si potrebbe sintetizzare così: In seguito alle indagini nel febbraio del 2015, relative a presunti illeciti nella elaborazione di alcune buste paga (con successiva sospensione dal servizio di tre dipendenti comunali), i servizi stipendiali e le relative attività connesse furono affidate con una procedura urgente ad un consulente esterno, per una somma di circa 2000 euro mensili, iva ed oneri compresi. L’affidamento, prima per tre, poi per quattro mesi fu successivamente ampliato e prorogato fino al 31 gennaio 2016, per una somma mensile di circa 2200 euro complessivi, con successive determine del dr. Paolo De Giuseppe, responsabile del I settore. Con il decreto sindacale n. 2 del 19 gennaio scorso, il servizio (che curiosamente viene denominato “Ufficio”, e non è la stessa cosa) viene sottratto al primo settore ed affidato ad interim al segretario generale neo nominato dr. Beniamino Iorio. Senza entrare nel merito della legittimità dell’affidamento, che potrà essere sempre esaminata, veniamo ai giorni nostri: alla determina n. 3 del 22 febbraio 2016 ad oggetto “Servizio di supporto all’Ufficio per la gestione del personale. Determinazioni.” con allegato “Avviso di manifestazione di interesse” (quella che , almeno fino alla mattinata di lunedì 29 febbraio, è stata pubblicata, per chissà quale alchimia, nelle “Pubblicazioni di Matrimonio” -e non è il solo documento che si… sposa- e dove, per puro caso ho potuto leggerla, prima della frettolosa e corretta collocazione attuale). Concessa una ulteriore proroga al 31 marzoall’attuale affidataria, consulente del lavoro Gabriella Spagnuolo, si passa finalmente al capitolato. Mi sia consentita una premessa. Allo scrivente non appare adeguatamente verificata e documentata la dichiarazione del dr. Iorio secondo la quale si dà atto “che, in ragione del peculiare oggetto dell’appalto, lo stesso non è reperibile attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento”, riportata nella già citata determina n. 3 del 22 febbraio. E forse siamo in grado di chiarire anche il perché. Qui deve soccorrerci l’attività amministrativa del comune di Serravalle Pistoiese (circa 12.000 abitanti, circa 70 dipendenti… insomma più o meno come Atripalda). Non ci è voluto molto (benedetti m otori di ricerca…) ad individuare in analogo capitolato del 2012 di Serravalle il modello pedissequamente utilizzato per la stesura del… nostro. Cosa che ha consentito anche di chiarire alcune, altrimenti misteriose incongruenze. Più volte infatti nel nostro capitolato si parla di “deposito cauzionale” (artt. 6, 12, 13,14,15), solo che non è prevista alcuna cauzione (come invece a Serravalle); oppure come quando si parla di procedura negoziata e di pubblico incanto. E ancora all’art. 2 comma 5, dove si parla di mensilità straordinarie da approntare entro il 5 dicembre (che va bene a Serravalle, ma non ad Atripalda, dove l’affidamento scade il 30 settembre); o all’art. 8 comma 2, dove non viene prevista la percentuale in aumento o in diminuzione, con il corollario che può essere pari al 100% e vanificare di fatto il bando). Notazioni alla quelli mi permetto di aggiungere alcuni punti che generano oscurità interpretative (come nell’art 2, un “propria” che proprio non è chiaro a chi debba riferirsi); o all’art. 16 comma 4 un “anche riservate”). Non sono un esperto di ‘gare e capitolati’ ma con i motori di ricerca…ho un po’ di pratica e viene fuori che, insieme a numerose modifiche normative, entra in vigore un D.M. del MEF (Ministero economia e finanze) che -a me sembra- renderebbe possibili convenzioni tra il Mef e le amministrazioni locali. Una procedura peraltro già attuata in una determina del segretario del Comune di Alpignano in provincia di Torino (17 mila abitanti circa - 80 dipendenti). Ma la sorpresa è il prezzo, perché quello che a noi costa da un annetto oltre 2200 euro mens ili, oneri compresi, viene affidato altrove per meno della metà. Insomma una trattativa privata, condotta in emergenza un anno fa… diventa oggi una base d’asta congrua e…prosit! Avesse avuto un po’ di pazienza l’estensore del capitolato de quo…avrebbe trovato anche un nuovo più recente affidamento del Comune di Serravalle (che unifica procedure stipendiali e servizi finanziari per una base d’asta di 17.000 euro/anno) e numerose ditte che effettuano il sevizio a prezzi (assai più convenienti, a parità di prestazioni, in comuni equivalenti) assimilabili alla convenzione MEF, con servizi attivi in tutta italia. La ricerca avrebbe consentito, superate le prime settimane di emergenza, una più attenta valutazione di modalità e congruità, con un sensibile risparmio di pubblico danaro (https://noipa.mef.gov.it/web/guest/offerta-cosa-fare-per-aderire). Ma questo ci porta inevitabilmente altrove, ad eventuali relazioni ‘fiduciarie’, o eventualmente ad ex collegamenti societari ed altro, circostanze delle quali potranno occuparsi tutti quelli che ne avessero voglia o dovessero farlo ratione muneris: il segretario Iorio, innanzitutto, che oggi potrebbe assumersi eventuali responsabilità che sono di altri. Il capitolato, inoltre, come pubblicato sull’albo on line, presenta una vistosa contraddizione ed un micidiale equivoco nella determinazione dell’importo. Alla pagina 2 -Valore dell’appalto- infatti si legge testualmente: “Il valore complessivo dell’appalto è stato stabilito in € 11.400,00 mensili oltre IVA ed accessori, per tutta la durata del servizio (01.04.2016 – 30.09.2016)”. Un’enormità. Per questi motivi, al fine di evitare ogni possibile conseguenza o contenzioso, segnalo la necessità che la citata determina n. 3 del 22 febbraio (in quanto viziata nelle premesse), il bando esplorativo (in quanto equivoco nelle cifre) ed il capitolato allegato, pubblicato il giorno 1 marzo 2016 (in più parti equivoco e contraddittorio nella formulazione), vengano ritirati ad horas in autotutela. Tanto in ogni caso si segnala a S.E. il Sig. Prefetto di Avellino, al Sindaco, ai Consiglieri comunali tutti, alla Centrale Unica di Committenza Valle del Sabato e, per il tramite della locale Stazione dei Carabinieri, alla Procura della Repubblica di Avellino ed alla Corte dei Conti. Post Scriptum: Segnalo che il Comune di Serravalle Pistoiese potrebbe tornare utile, ove mai si ritenesse di dover affidare la “gestione dei servizi cimiteriali e illuminazione votiva”. Raffaele La Sala già consigliere comunale – coordinatore della lista “Piazza Grande”
Da dove vogliamo partire, dai ‘gradi’? Il grado di Capitano (tre stellette) non è previsto dal nostro regolamento comunale. Al comandante del corpo (non al responsabile del settore) è assegnato il grado di Tenente (due stellette), che al più si potrà orlare di rosso, se nel corpo sono presenti altre unità con lo stesso grado. Qualcuno dovrà pure ricordare al nostro Spagnuolo che il Consiglio Comunale di Atripalda ha deliberato (e sostanzialmente ‘ribadito’) l’Istituzione del “Corpo di Polizia municipale”: con tutto quello che ne deriva (si informi) sul piano dell’autonomia e della responsabilità ‘gerarchica’. ‘Corpo’ e non servizio (ma è da un po’ che al Municipio si fa confusione tra uffic i, servizi e settori…) come si legge nella Delibera di Giunta n. 27, 11 febbraio 2016, pubblicata l’8 marzo 2016 ad oggetto “Rimodulazione organigramma Uffici e servizi. Modifica delibera di G:C: N. 199/2014”. Proprio il deliberato che, senza alcun rossore e con cinica ipocrisia, ritiene di poter ‘liquidare’ in due mosse la professionalità e l’esperienza del comandante Domenico Giannetta. Ma torniamo a Salsano. Solo la qualifica di agente o ufficiale di Polizia Giudiziaria e di agente di Pubblica sicurezza e di Polizia amministrativa abilita all’uso della divisa ed allo svolgimento di attività di indagine, contestazione e repressione (dalla elevazione di verbali, alla sanzione amministrativa, fino all’arresto) di eventuali illeciti amministrativi o penali (in applicazione dell’art. 15 del Regolamento che rimanda all’art. 5 Legge 65/86). Si tratta di prerogative e funzioni che si acquisiscono so lo attraverso l’inquadramento nell’organico comunale, e nell’organico del Corpo, circostanza assolutamente esclusa dalla legge per il Salsano, per il quale lo stesso sindaco ha parlato ufficialmente, in risposta ad una interrogazione del Consigliere Ulderico Pacia, di ‘locatio operis’ (prestazione d’opera). E quando risponde zitto zitto… fa pure più confusione. Insomma e per capirci… si fosse trovato - o si trovasse ancora - il Salsano in una situazione tale da richiedere un suo intervento urgente ed indifferibile, senza divisa, senza 1) arma di ordinanza e senza qualifica…. avrebbe avuto - o ancora avrebbe - le seguenti opzioni: 1. chiamare il 112 o il 113, come un qualunque cittadino di buona volontà; 2. chiedere l’intervento di un graduato o di un vigile ‘abilitato’; 3. chiamare gente… ma senza fischietto; 4. intervenire (senza eventualmente poter utilizzare l’auto di servizio, per la quale necessita una patente speciale), ma assumendosi personalmente tutte le responsabilità amministrative e penali del suo intervento e senza poter contestare, se fosse necessario, nemmeno il reato di ‘resistenza’ a pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. (funzioni che, a questo punto, si limiterebbero nel migliore dei casi alla pubblicazione di qualche avviso ed al disbrigo interno di pratiche d’ufficio). Se ne deve necessariamente dedurre (pur con tutta la benevolenza possibile) che le funzioni di Sindaco prevedono ‘responsabilità’ maledettamente serie (come quelle del Comandante del Corpo di Polizia Municipale) e si deve prendere atto che, a Spagnuolo, Salsano va bene così... senza divisa, con ridotte funzioni e con un rimborso delle spese documentate per un ammontare annuo di 14.400 euro (che vedremo sulla base di quali ‘pezze d’appoggio’ ed in q uale misura saranno liquidate). Tra l’altro una cifra più che doppia dell’indennità di funzione prevista per il comandante Giannetta, che la divisa e le funzioni di comando, prima ancora di trasferirsi ad Atripalda ce le aveva già. E invece -perché come è noto “addò c’è gusto, non c’è pendenza” - ci siamo accontentati di un simpatico e ‘scherzoso’ ex maresciallo in pensione, peraltro con limitate esperienze specifiche nel nuovo ruolo chiamato a ricoprire… che hai voglia a dire… proprio non poteva ‘esercitare’ le funzioni previste da un singolare contratto di lavoro sulla cui efficacia sia consentito di conservare le più ampie riserve, nonostante le ripetute rassicurazioni del sindaco (anche sulla base di un parere del Ministero dell’Interno e di una successiva nota di diniego della Prefettura in merito al “conferimento della qualifica di agente di Pubblica Sicurezza” del 24 dicembre 2015) solo da poco resa nota dalla stampa. Ah!, a proposito… L’onorificenza invocata da Spagnuolo per chi da tempo segnalava queste ed altre anomalie, sotto la specie di una medaglia di cartone…, suggeriamo che sia rispettosamente restituita al… mittente. Insomma, la medaglia… sulla vicenda Salsano… il sindaco se la poteva francamente risparmiare. Almeno per non alimentare diffuse e facili ironie. Un clamoroso autogol. Una pena. Raffaele La Sala - coordinatore di "Piazza Grande"
Il neo segretario generale dott. Beniamino Iorio, con un avviso pubblico del 14 gennaio scorso sulla homepage del sito istituzionale, ha invitato i cittadini “a far pervenire eventuali osservazioni e/o suggerimenti” in materia di trasparenza ed anticorruzione. L’iniziativa mi è parsa apprezzabile e mi sarebbe sembrata ancora più efficace se, in nome della trasparenza medesima, dopo 50 giorni, avessimo potuto conoscere numero e tenore dei suggerimenti raccolti ed anche le modalità con quali il dott. Iorio vorrà eventualmente tenerne conto. Con la ovvia annotazione che poco si può aggiungere alle già dettagliate disposizioni normative, ove si escluda una reale volontà di rendere davvero trasparenti gli atti della pubblica amministrazione. E con tutta franchezza mi pare che ancora non ci siamo. Vediamo. Intanto potrebbe essere utile per tutti… una verifica degli atti già pubblicati o non ancora pubblicati (a fronte delle numerose e singolari ‘anomalie’ segnalate). Alle quali si potrebbe aggiungere ora la pubblicazione di una interessante ordinanza del III settore, tuttora affidato al Salsano, che nell’indice dell’albo on line appare priva di oggetto e con un ‘allegato’ che risulta copia del documento principale, con lo stesso protocollo e la stessa data 4724 del 2 marzo 2016 (relativa, tra l’altro, ad una indagine in corso). Ma si volesse dare un suggerimento, ammesso che ci sia qualcuno disposto ad ascoltarlo, si potrebbe proporre un codice deontologico che impegna: 1. a pubblicare sull’albo on line delibere di giunta e determine di settore entro 7 giorni dalla adozione (e comunque mai dopo che abbiano già prodotto i loro effetti); 2. a non pubblicare atti nei quali si rinvia ad altri atti non ancora pubblicati; 3. a pubblicare ad horas i decreti sindacali, le ordinanze sindacali e dei responsabili di settore, introducendo una numerazione progressiva, come per le delibere e le determine (e tenere un apposito registro di decreti ed ordinanze consultabile on line). Tra l’altro sommessamente (ed un po’ malinconicamente) si segnala che la delibera n. 12 ad oggetto: “APPROVAZIONE DEL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE (PTPC) 2016-2018”, non solo è stata adottata il 4 febbraio 2016 (e cioè dopo la scadenza prevista del 31 gennaio) e pubblicata solo il 18 febbraio, ma sostanzialmente rinvia tutto di un anno. Non sarebbe inoltre privo di effetti sulla sempre sia lodata trasparenza una più attenta vigilanza sulla correttezza formale e sulla legittimità degli atti (e cito, per esemplificare, la delibera di Giunta n. 241, pubblicata il 5 gennaio 2016, ma tra l’altro immediatamente esecutiva, avente ad oggetto: “Dispersione delle ceneri conseguenti alla cremazione. Determinazioni.” , delibera assunta espropriando i poteri del Consiglio Comunale ed alla quale si starebbe dando anche frettolosa esecuzione…confidando, al solito, nella letterale applicazione dell’…articolo quinto). Tutto questo ed altro ancora mi conferma nel convincimento che la presenza di un segretario generale part time ad Atripalda – tra obblighi contrattuali ed impegni e trasferte istituzionali- è del tutto insufficiente a garantire le necessità. Di tanto credo che debba onestamente prendere coscienza il dott. Iorio medesimo. Raffaele La Sala – coordinatore di “Piazza Grande”

Onestamente si fa fatica a capire che sta succedendo nei sempre più misteriosi recessi del Palazzo di Città di Atripalda. A partire dalla comunicazione istituzionale che dovrebbe essere l’abbeccedario della trasparenza, le mazzarelle della democrazia. A dire la verità la gestione dei comunicati stampa, dalle veline di cidèp ai flautati zufolii di ciaramella, non ha mai brillato  per completezza ed equidistanza, ma è niente a fronte del guazzabuglio che è da alcuni anni l’albo pretorio on line. Lo abbiamo segnalato più volte, sommessamente, zittozitto, a tutti i livelli di responsabilità con risultati che definire modesti è un pietoso eufemismo. Ci aspettavamo, perciò, dal terremoto organizzativo che ha devastato le strutture Municipali, che finalmente le cose cambiassero. Niente, non è successo niente, ma proprio il resto di niente. Anzi. Passi pure il mancato aggiornamento di settori e sevizi compulsivamente avvicendati in cerca della quintessenza della fedeltà alla causa, spacciata disinvoltamente per ‘efficienza’. Pagine in eterno allestimento; determine mai pubblicate (e mai revocate), ritardi di mesi nella pubblicazione (come la n. 80 del II settore LLPP del 26 agosto 2015 on line… il 26 febbraio di quest’anno), oppure pubblicate con tanto di numero ed oggetto e tuttavia bianche, vuote, abrase. Come la determina n. 2 del 9 gennaio 2015, ad oggetto “Liquidazione Natale 2014”, pubblicata il 3 febbraio 2015, ma senza una cifra e senza una parola.
Abbiamo sperato (senza troppa speranza) che qualcuno se ne accorgesse nelle pieghe dei severi controlli di  arcigni controllori e,  con qualche pur lieve rossore, chiedesse almeno scusa alla Città. E abbiamo sperato (senza nessuna speranza) che il rigore contestato al comandante Giannetta (assunto meno di due anni fa con tutti gli ‘onori’) trovasse la luce della saggezza, dell’equilibrio, della sagacia… nell’opera miracolosa dell’ex maresciallo Vincenzo Salsano. Be’…. Lasciamo perdere! Al posto di un giovane e preparato “Istruttore direttivo di vigilanza”, dott. Domenico Giannetta, con specifica e documentata esperienza nel ruolo di Comando del Corpo di Polizia Locale, abbiamo per misteriose ragioni, un sottufficiale che si fregia di tre stelle e del non regolamentare grado di capitano, e di un affollato pettorale di nastrini, quando raramente esibisce la divisa, parzialmente inabilitato a svolgere le funzioni alle quali è stato preposto (come risulta da un parere del Ministero dell’Interno alla Prefettura di Avellino e recentemente protocollato anche al Comune). E peraltro noto alla cronaca cittadina per alcune ‘scherzose sortite’ (come il cartello affisso alla porta dell’ufficio di chiusura per ferie con tanto di timbro e firma autografa). Una pena.
Ed ora il segretario generale Iorio (ma per l’Albo on line è sempre…Curto). Sono certo che il dott. Beniamino, così faticosamente selezionato da Spagnuolo & friends, non ci metterà molto a capire in che storia si è cacciato e, non dubitando né della sua professionalità né della sua buona fede, non facciamo fatica a prevedere che ne avrà di rospi da ingoiare e di gatte da pelare (come si dice… e si sente dai rumors sempre più insistenti di questi ultimi giorni). Se si tratti di pettegolezzi malevoli o se siano le avvisaglie di un precoce disagio, vedremo: certo l’efficienza promessa, la panacea di tutti i conflitti (attribuiti alla sfiducia verso l’architetto Giuseppe Cocchi, la dottoressa Katia Bocchino, la dottoressa Clara Curto) non si vede ancora e ce ne staremo pazientemente in attesa. Intanto, per parlare sempre dell’Albo on line, va segnalata ed immediatamente corretta una vistosa ‘anomalia’ che non si sa francamente a chi imputare. Strana vicenda che afferisce ad uno dei settori più controversi e ad una delle questioni sulle quali , prima o poi, un giudice a… Berlino dovrà mettere mano. Mi riferisco alla determina personalmente assunta dal dott. Iorio Beniamino che si qualifica in atti “responsabile del servizio personale”. Una circostanza curiosa e non del tutto formalmente ‘lineare’ se nella stessa determina si parla, invece di un “Ufficio Personale” con riferimento alla assegnazione della nuova ‘funzione’, “con decreto sindacale n. 02/2016 del 19.01.2016, prot. 1306, il segretario comunale è stato individuato ad interim quale Responsabile del Servizio per la gestione del Personale sino al 31.12.2016”. Insomma (servizio o ufficio che sia… e non è la stessa cosa) il “responsabile dott. Iorio” pubblica la determina n. 3 del 22 febbraio 2016 ad oggetto “Servizio di supporto all'Ufficio per la gestione del personale. Determinazioni.” con allegato “Avviso di manifestazione di interesse” (e non ancora la n. 2, che ne è la ‘premessa’ ma aspetteremo…). Che, tuttavia, non è una determina qualunque, ma quella che deve finalmente correggere la sequela di provvedimenti di proroga e di bandi (annunciati, pubblicati e ritirati) del dott. Paolo De Giuseppe in virtù dei quali, da oltre un anno, un consulente del lavoro opera con alterna fortuna nel delicato settore stipendiale (quello peraltro oggetto di un iter giudiziario che ha coinvolto prima quattro e poi tre dipendenti comunali). Rimane il trascurabile dettaglio che il segretario generale, nella qualità di responsabile di un servizio del primo settore… dipende ‘gerarchicamente’ dal Capo settore dr. Paolo De Giuseppe.
Niente di male? Va bene, niente di male, se non le questioni già poste in una dettagliata interrogazione consiliare della dottoressa Nunzia Battista di “Piazza Grande”. Solo che la delicata determina, con tanto di garanzie di legge e di bando annesso viene pubblicata negli “Atti di Matrimonio”, almeno fino alla mattinata di lunedì 29 febbraio dove, per puro caso ho potuto leggerla, prima della frettolosa e corretta collocazione attuale. E qui la cosa si farebbe persino ‘intrigante’. Ma c’è di più. Perché negli stessi atti di matrimonio è possibile tuttora leggere anche una nota che riapre la dolorosa memoria del compianto dirigente scolastico ed amico carissimo Elio Parziale. Ebbene anche in questo caso si tratta di un atto importante che andava pubblicato sull’Albo on line a perfezionamento delle della aggiudicazione della gara per lavori alla scuola di via San Giacomo (267 mila euro circa di fondi europei Pon).  La nota, che dava conto dell’intero iter procedurale di gara merita una anta lettura che solo oggi è possibile (ed in maniera fortuita e casuale negli atti di matrimonio medesimi). Vorrei auspicare una puntuale verifica di tali anomali ‘collocazioni’ nella speranza che siffatte accidentate procedure non compromettano (o non abbiano già compromesso) la correttezza formale e l’efficacia stessa degli Atti. Poi dovremmo parlare dell’accanimento verso il tenente Domenico Giannetta, prima demansionato per ‘infedeltà’ presunta ed ora –pare di capire- da una intervista che anticipa un provvedimento che si dice già assunto (ma tuttora fermo, sembra presso il segretario generale) che ne vorrebbe cancellare, in due mosse, funzioni e divisa (mossa 1: trasferimento di Giannetta al servizio Commercio; mossa 2: trasferimento del servizio dalla Vigilanza all’Urbanistica e così sia). Ne riparleremo. Ma comunque è una pena.

Raffaele La Sala
Coordinatore “Piazza Grande”

Fa discutere in queste ore un’intervista rilasciata dal sindaco di Atripalda. L’ho ascoltata, e riascoltata, perciò, (insieme alla replica del capogruppo di “Area Popolare” Musto. Francamente non mi pare di aver registrato, nella sostanza, molto di più di quello che il sindaco pro tempore Spagnuolo Paolo dice (e soprattutto fa) da tre anni a questa parte. Saccenza, buonismo di facciata, fughe in avanti e marce indietro, messaggi subliminali a…palle incatenate: insomma niente di veramente nuovo… se non forse (anzi, senza forse) per il ‘tono’. Un tono duro, sprezzante, da ‘resa dei conti’, (che mi ha fatto pensare -dice bene Musto- ad un ‘cedimento’, ad un segno di  ‘fragilità’, più che ad un’esibizione di forza). Tanto più sorprendente se riferito all’Arma dei Carabinieri: innescando un conflitto istituzionale di inaudita asprezza, con esplicito rinvio a superiori livelli di responsabilità, che sembra implicitamente alludere ad una sorta di impeachment.

E allora vediamola la ‘questione’ così insidiosamente esplosiva e cerchiamo di capirne di più. Fino a smentita pubblica di parte, la cosa credo che muova dalla ‘normalizzazione’ ad ogni costo della struttura amministrativa municipale. Che parte e ritorna alla Polizia Locale. Con alcuni effetti prevedibili. Vediamo. Smantellati i settori, esternalizzati servizi primari, con discutibili ed onerose procedure (per dire prima si trasferiscono i tecnici all’anagrafe… e poi si prende atto di non disporre di specifiche professionalità), incassato il trasferimento (più volte auspicato ed ‘incoraggiato’) della dottoressa Curto (sostituita con un segretario part time, alla sua prima segreteria generale, che per tre giorni a settimana ci costa pure un po’ di più), veniamo alla polizia municipale. Demansionato e privato del comando Il tenente Giannetta, ritenuto il principale ostacolo ad una semplificazione di procedure amministrative e ad interpretazioni più ‘morbide’ delle norme, (e dopo la breve parentesi di Reppucci (che non fece in tempo neppure ad indossare la divisa) arriva, insieme alla fanfara dei figuranti bersaglieri, l’ex maresciallo dei Carabinieri Salsano (al quale si attribuirono non regolamentari gradi di capitano –cioè non previsti dal Regolamento). Una nomina partorita a fatica e, dopo la ‘luna di miele’, pure segnata da episodi singolari, dei quali si è occupata la cronaca, finendo per motivarli con l’indole scherzosa del nostro. Ma anche Salsano, evidentemente, riconoscenza a parte, ha cominciato a manifestare qualche dubbio (ha autorizzato, sospeso, revocato la sospensione…) forse anche preoccupato dalle responsabilità della funzione. E allora che c’entra Giannetta e che c’entra Salsano? L’intervista, in verità, non fa capire molto e la carne messa al fuoco (ops forse erano salsicce…) e così tanta che tra autorizzazioni amministrative, scie e pubblici spettacoli, persino i fuocaroni del nostro incolpevole San Sabino rischiano di tramutarsi in roghi inquisitori di presunti colpevoli (che Spagnuolo cerca, evidentemente, tra chi la legge è chiamato a farla rispettare). Insomma un groviglio di approssimazioni e di memorie d’infanzia spesso di seconda mano che il sindaco, prima ancora eventualmente di dimettersi (ma non oso sperare tanto), deve sciogliere senza sollevare polveroni e con parole chiare. Insomma che voleva dire con quella intervista Spagnuolo? Ha segnalato al Comando Provinciale l’attività svolta dalla stazione dei Carabinieri di Atripalda? Ha registrato comportamenti censurabili o inadeguati alla funzione? Ha chiesto la ‘rimozione’ del Comandante Cucciniello? Dica, spieghi, chiarisca, precisi.  Illustri fatti ed antefatti, non agiti sospetti, circostanzi responsabilità, se ve ne sono. E lo faccia presto e pubblicamente. Se poi ha notizie di reato, si rivolga ai magistrati (prima che al comando provinciale dell’Arma). Se no… il grave scontro istituzionale lascerebbe solo il retrogusto sgradevole del risentimento, del dispetto, ra’nziria per lesa maestà presunta. E se le parole avessero tradito il pensiero (succede) porga formalmente e pubblicamente le sue scuse all’Arma dei Carabinieri ed a chi (mi pare anche con eccellenti risultati operativi) la rappresenta nella nostra Città.

Infine, si rendesse conto, Spagnuolo Paolo, del gravissimo danno inferto alla  credibilità delle Istituzioni, in  prima linea nel controllo del territorio (un territorio sempre più difficile ed insidiato dalla criminalità), in un sussulto di consapevolezza, si sforzasse di arrossire (almeno un po’).

 

Raffaele La Sala  - coordinatore di “Piazza Grande”

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