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raffaele la sala

Non mi sarei più occupato del dirigente cap. Salsano, se non fosse tornato prepotentemente alle cronache cittadine, nientepopòdimeno, che per uno... scherzo. Per carità... niente di particolarmente grave in sé, ma che alcune cose dice sulla arruffata amenità del personaggio. Che da un po' di tempo, dopo le pubbliche apparizioni con i gradi di capitano (gradi -diciamola così- autoreferenziali e non previsti dal vigente regolamento) più nastrini e distintivi (del cessato servizio nell'Arma) pomposamente appuntati alla nuova divisa fuori ordinanza, si vede molto meno in giro, forse perché -si dice- abile ai soli servizi interni. Insomma la nota nomina "intuitu personae" (sul quale... intuitu avevo già manifestato qualche legittima perplessità) non sembra aver dato i frutti promessi, eccezion fatta per qualche provvedimento (al quale sarà bene prestare la massima attenzione) e ove si escluda la rimozione, per ragioni ancora tutte da chiarire, del comandante Domenico Giannetta. E veniamo allo 'scherzo', o comunque si voglia chiamare il poco edificante episodio che avrebbe meritato -ritengo- almeno un...'cazziatone' e un formale richiamo. Si tratta di una singolare comunicazione di chiusura “per ferie” del Comando di Polizia Locale, con tanto di timbri e firma autografa del Sals ano medesimo. Un cartello che, per mera dimenticanza o per disinvolta negligenza, il Salsano avrebbe prima goliardicamente affisso e poi... omesso di rimuovere. In questo caso può molto il caldo estivo e magari anche una sostanziale -e già evidenziata- inesperienza nel ruolo. Ma non sono queste le più gravi 'insufficienze' di Salsano e di chi, con spavalda leggerezza, lo ha voluto nella delicata funzione. Il fatto più grave (e resta da valutare quanto lo siano i gradi e la divisa fuori ordinanza, una eventuale inabilità all'espletamento dei servizi esterni, fino alla fanfara dei -e forse senza-bersaglieri, che si è esibita per la modica somma di euro 1000/mille) è che il Salsano, per ora, e dopo i primi 100 giorni (dei 365 di ingaggio, che ci costeranno circa 15.000 euro di rimborso spese) non ha dato nessun segnale degli attesi cambiamenti. Sì…ha gonfiato un po’ il petto, manifestandosi fino a qualche settimana fa in qualche pubblica circostanza, ma poi quasi più nulla e siamo davvero curiosi di sapere perché. Forse se ne riparlerà a settembre… dopo il caldo torrido di questi giorni, dopo le ferie… Su alcune di queste vicende c'è un'interrogazione del capogruppo di "Piazza Grande" Nunzia Battista e una denuncia -leggo dalla stampa- del consigliere Pacia.

Raffaele La Sala-coordinatore di "Piazza Grande"

Ma ad Atripalda la fibra ottica deve proprio passare attraverso l'area archeologica appena sistemata della Basilica Paleocristiana? Un po' più in là... no? Tanto sommessamente si segnala alle fibre ottiche medesime, disperando in un fattivo intervento degli enti di tutela preposti.

Raffaele La Sala - Piazza Grande

La formale accusa di cospirazione nei confronti del sindaco di Caracas Antonio Ledezma è solo l'ultimo atto del dramma che sta vivendo  il Venezuela. Prelevato il 19 febbraio scorso dai servizi  segreti venezuelani, Antonio Ledezma è ingiustamente detenuto da circa due mesi in un difficilissimo scenario politico nel quale sono negati i più elementari diritti democratici. A favore della sua liberazione si sono moltiplicati nelle scorse settimane interventi ed appelli: numerosi anche dall'Irpinia, terra alla quale il sindaco di Caracas è profondamente legato per diretta ascendenza familiare. Mentre sentiamo come nostra la sua coraggiosa azione di denuncia e la sua eroica testimonianza, sollecitiamo un coinvolgimento più largo non solo della opinione pubblica, ma anche di tutte le agenzie umanitarie, fino ad un intervento ai massimi livelli delle Nazioni Unite, per ottenerne, in tempi ragionevoli, la liberazione.

http://www.bbc.co.uk/mundo/ultimas_noticias/2015/04/150407_ultnot_antonio_ledezma_imputacion_formal_lav

Più passa il tempo, più mi convinco che, nell’arruffato ed incerto incedere amministrativo di Spagnuolo & friends, ci sia non solo la superficiale supponenza del principiante, ma –come si dice- un ‘metodo’. Carte confuse, regolamenti disattesi, derive podestarili (dove prima si sceglie intuitu personae e poi…la colpa è sempre degli altri), tra le opache trasparenze del “si fa ma non si dice” che poi, con disinvolto cinismo, …si dice e non si fa. Un ‘metodo’ finalizzato all’occupazione sistematica e proterva di tutti gli interstizi del potere, ed alla deliberata riduzione degli spazi di partecipazione democratica, che alimenta una pubblica rassegnazione (della quale forse non ci occuperemmo nemmeno più, se non si affacciasse la consapevolezza, concreta ed attuale, che può succedere di tutto). Non si può spiegare altrimenti quello che la nostra città in questi mesi è stata costretta a subire, preoccupata, intimorita, sempre più silenziosa, persino nel chiacchiericcio virtuale dei social. Poche voci dissonanti, alcune sinceramente indignate… in un ‘contesto’ (avrebbe detto Sciascia) più rassegnato alla prudente attesa di qualcosa che dovrà venire (alla fine di questa interminabile nottata), o al silenzio complice di chi spera nei nuovi fragili potenti. E’ in questa atmosfera animata da boriose comparse, per dire, che si assegnano le funzioni di comando ed i gradi di capitano ad un ex maresciallo dei carabinieri (dal curriculum specchiato, ma senza esperienza specifica nel ruolo) che accetta (ai sensi di legge per un anno e senza stipendio); che entra formalmente in servizio, in divisa e gradi, senza aver firmato alcun contratto (insomma…sulla parola ), e senza il conseguente inquadramento funzionale; privo del previsto requisito del limite di età (45 anni); senza  le prescritte visite mediche che –come da regolamento- ne accertino l’idoneità. Sono certo, beninteso che queste cose si faranno, nei prossimi giorni (mi auguro al più presto), ma intanto il nuovo comandante viene pubblicamente esibito, insieme al Gonfalone cittadino, in una bella e commovente cerimonia di intitolazione della villa comunale a Don Peppe Diana (voluta tenacemente dagli scout di Atripalda). Un altro bell’esempio di applicazione dell’articolo quinto, che ha smantellato l’apparato burocratico-amministrativo comunale con atti di dubbia legittimità, invocando fantomatiche  ‘riorganizzazioni’ degli uffici o più esplicitamente presunte ‘infedeltà’. Con  un architetto ‘dimissionario’ dalla delicata responsabilità dell’Ufficio urbanistica, mentre  si parla di Piani Casa e Puc… bazzecole) e speriamo che qualcuno vorrà vederci chiaro anche in quelle  dimissioni volontarie; una vice segretaria esonerata da tutte le funzioni; un comandante della Polizia Locale ‘licenziato’ in tronco (ma ‘chiamato’ a surrogare, da posizione subalterna, funzioni di polizia giudiziaria), con singolari pubbliche motivazioni in Consiglio Comunale, che forse andrebbero approfondite.

E’ in questo ‘contesto’ che può persino succedere che nel suo intervento ufficiale (assenti il magistrato Antonio Laudati, della Procura Nazionale Antimafia ed il colonnello Francesco Merone, comandante provinciale dei Carabinieri di Avellino), il sindaco Spagnuolo Paolo non trovi di meglio, per dare sapore di ‘testimonianza’ alle sue parole di ordinaria banalità, che offrire una lunga ed inquietante citazione della recente prosa di un ex capocamorra al 41 bis. Una scelta che –dettata, immagino, dalle migliori intenzioni- è apparsa imbarazzante, grossolana, sgradevole, inopportuna…Una pena.

E mi fermo qui, per carità di patria. Non lo meritavano gli ospiti intervenuti (e tra questi alcuni amici e la sorella di Don Peppe), i numerosi cittadini presenti, ma soprattutto non lo meritavano gli scout di Atripalda e della Campania, proprio mentre con le loro coraggiose iniziative stanno dando concreta testimonianza di un robusto impegno civile e di una speranza che possa concorrere a rinnovare davvero anche la politica.

Solo per completezza segnalo anche l’assenza –ritengo ‘giustificata’- tra i relatori dell’assessore del pidì Valentina Aquino.

 

Raffaele La Sala

Coordinatore di “Piazza Grande”

 

Mentre attendiamo l’ufficialità della nomina (gratis et amore Dei, e salvo rimborso di spese documentate) di Vincenzo Salsano, luogotenente dei Carabinieri in congedo (pare per motivi di salute) a Comandante del Corpo dei Vigili Urbani di Atripalda, voglio almeno augurarmi che il noto intuito nella selezione delle risorse umane di Spagnuolo & friends, stavolta abbia visto giusto. Perché sarebbe veramente imperdonabile una nomina, dopo aver smantellato irresponsabilmente  l’apparato amministrativo municipale, che dovesse rivelarsi inefficace  e persino inopportuna per una serie di ragioni che ho già segnalato, ma che forse vale la pena di ribadire. Intanto per la conclamata militanza politica (come segretario regionale) di un partito, il PND (che apprendo ora da alcune dichiarazioni dello stesso Salsano: « è composto da appartenenti alle forze dell’ordine principalmente»), attivamente impegnato in una campagna anti renziana ed antigovernativa, fino alla non documentata esperienza nel ruolo che è chiamato a ricoprire (se non per un’incarico di riordino della Protezione Civile)  e forse persino in conflitto con un codice etico recentemente approvato in Consiglio Comunale.  E se poi il comandante designato Salsano precisa che non viene ad Atripalda  per fare politica, aggiungendo (cito  testualmente): “Mi guarderò intorno continuando a fare quello che ho fatto in tutti questi anni di servizio nei Carabinieri”, le perplessità aumentano e, con le perplessità, anche fondate ragioni di preoccupazione. Intanto non nego che mi fa un po' sorridere l'idea di un comandante impegnato, la mattina, ad applicare leggi e regolamenti del Governo Renzi e di un'amministrazione che si regge sul voto determinante del Pidì, ed il pomeriggio (o il fine settimana) ad organizzare con toni spicci e qualche caduta di stile... ( Renzi… “stolto, testa di c@@@... “ e  “la ministra tettona ”, tanto per dire…) iniziative politiche e manifestazioni di piazza per… mandarli a casa. Insomma, non mi si venga a raccontare la favola di un Comandante uno e bino: e cioè un funzionario super partes, al di qua del passaggio a livello, nell'esercizio delle sue funzioni (svolte a gratìs) e un militante politico 'barricadero', appena imbocca il raccordo per Salerno. Che poi Spagnuolo & friends abbiano assoluta necessità di qualcuno che si intenda di politica... è anche vero (ora che nella costituenda “Area Popolare” riconfluiranno ex amici, nemici e conoscenti). Solo sarei curioso di sapere che ne pensano i renziani, i piedìni di ogni ordine e grado (ed anche alcuni amici del sindaco). Insomma il militante Salsano è l’al fiere di una linea politica così visceralmente anti governativa che almeno qualche imbarazzo dovrebbe suscitare (se non al Prezioso assessore che ritroverebbe le parole d’ordine della sua giovinezza politica)  almeno al Pidì, o a quel poco di democratico che ne avanza. E se poi sono tutti contenti… evviva Salsano e tutti i... filistei. Ma intanto prendiamo per buona la dichiarazione di pace («Arrivo in città con molta serenità, soprattutto lealtà e voglia di lavorare») per quanto smentita, mi si dice, dai toni sbrigativi e da una oggettiva sottovalutazione delle questioni (come quando giudica “problemini” i disagi manifestati da quegli agenti con i quali sarà chiamato a collaborare), o come quando considera quello che, con lessico ardito definisce “l’aspetto contravvenzionale”,  come “una sorta di educazione e non un’azione punitiva”. Ed esaminiamo anche le s ue specifiche competenze: attività di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Avellino,  azioni di contrasto alla criminalità e servizio antidroga, missioni militari di pace in Kosovo,  sicurezza urbana a Cava dei Tirreni; insomma le funzioni di un maresciallo dei Carabinieri in servizio operativo… funzioni encomiabili e meritevoli di ogni attenzione, se non fosse per la trascurabile circostanza che un comandante della stazione dei Carabinieri… ad Atripalda c’è già.

Raffaele La Sala - Coordinatore cittadino "Piazza Grande" 

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