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raffaele la sala

Archiviato (ma non troppo) il cosiddetto patto del Nazareno a favore di... Braccio di ferro (che si affaccia simpaticamente dal presunto patto degli spinaci), ora cavalieri ed ex cavalieri cominciano ad interrogarsi sugli esiti, non necessariamente prossimi, del dibattito politico.
Mentre i soliti malevoli parlano senza mezze misure... dell'ennesimo patto del cavolo, si cerca un nome che rappresenti e certifichi il nuovo.
Scartati, a scanso di imbarazzanti equivoci, "Il popolo di Matteo", "Matteo alla prima crociata", "Il cavaliere della Libertà", ed anche il bipartisan "Milano-Palermo" (che evoca la sinistra memoria di certa cinematografia d'azione...anni '70 e Tomas Milian; o al più gli orari ferroviari di Itali e Freccerosse) pare che un accordo si possa trovare su l nome "L'ora legale". Si lavora al simbolo...

Don Gerardo Capaldo, il prete colto e mite, figura esemplare di virtù evangeliche e di carità cristiana, raggiunge il traguardo di cinquant'anni di missione sacerdotale. Cinquant'anni vissuti intensamente al servizio della Chiesa e dei fratelli, ma anche della cultura: uomo del dialogo, talvolta 'scomodo', sempre in prima linea, con la forza della mitezza. Lo conosco e frequento (con lunghe pause) praticamente da sempre e forse c'ero anch'io alla sua ordinazione sacerdotale quell' 8 luglio 1962. Insieme a lui, io adolescente, ho partecipato a convegni cinematografici, a dibattiti, cineforum, discofor um nelle più sperdute parrocchie d'Irpinia e mi sono misurato e confrontato sulla politica, sulle sensibilità che maturavano anche lontano da Atripalda; insieme a lui ho coltivato la mia precoce passione giornalistica nel "Corriere dell'Irpinia di Dorso e dei Pergola, che nel 1972 viveva una nuova stagione con la direzione di Gianni Festa; con lui ho respirato gli odori acri della tipografia Imbimbo e Pellecchia a via Cammarota, con il tipografo Arturo Tozzi che ci introduceva ai segreti della 'composizione'; con lui ho partecipato alla ideazione ed ai primi passi della straordinaria avventura che fu "Il Ponte" (che don Gerardo, pensò, realizzò e finanziò, insieme a numerose altre testate, tra cui ora ricordo "Notizie").
Grazie don Gerardo per il tuo intatto entusiasmo e cento di questi giorni.

Atripalda.
Meno male…finalmente anche Spagnuolo (Paolo) ha scoperto il Centro Servizi, dopo alcuni anni di silenzio consiliare… Mah! Meglio tardi che mai: mentre sembra incrinarsi il felpato gioco delle parti, tra un Laurenzano millantattore e uno Spagnuolo insolitamente loquace. E magari si comincerà a parlare anche di problemi… per esempio dell’IMU, come chiede Alberto Alvino.
Partiamo dai dati: Gettito ICI per il 2011 952.000 euro circa di incasso diretto, a cui vanno aggiunti 530.000 euro di trasferimenti statali (per la prima casa).
Sulla base della nuova normativa non ancora definitiva  e mentre non sono stati ancora fissati i trasferimenti statali per il 2012) non si può che procedere per proiezioni. L’ultimo dato disponibile, sulla base di uno studio della “Servizi Informatici srl”, peraltro già oggetto di aggiustamenti, darebbe una previsione di incasso di 300.000 euro circa sulle prime case e circa due milioni di euro per tutto il resto (per un totale di 2.300.000 euro). Di questi, un milione, come prevede la norma va direttamente alla finanza Statale. Al comune rimarrebbero circa 1.300.000 euro. Insomma, se pure la previsione di incasso IMU &egr ave; piuttosto alta, all’ente locale ne deriverebbe solo un beneficio parziale, con un lieve incremento complessivo del gettito disponibile in bilancio. Tanto nella previsione delle aliquote medie del 4×1000 sulla prima casa al lordo di detrazioni e benefici e del 7,6×1000 sul restante patrimonio assoggettato. Tra l’altro è previsto un micidiale meccanismo di conguaglio dei trasferimenti statali rispetto all’effettivo riscosso, per il quale l’incremento del riscosso viene ‘bilanciato’ da un minore trasferimento dallo Stato.
Di questo si deve tener conto nella definizione dell’aliquota. E non è una scelta né facile né indolore. Una valutazione ponderata, alla luce di una normativa certa che ancora non c’è, suggerisce di non andare olrtre la previsione del 4×1000 e del 7.6x mille. Aliquote più basse sarebbero pura demagogia, aliquote più alte sarebbero una vessazione inutile del cittadino, ancora più devastante in una drammatica congiuntura economica.
Naturalmente se la sciagurata politica di ‘valorizzazione’- svendita  del Centro Servizi di via San Lorenzo non produce effetto, il dissesto sarà nei fatti. E’ questa l’eredità avvelenata di Laurenzano e dei suoi compagnucci che oggi sostengono Spagnuolo. Ma di questo Spagnuolo (Paolo) non dice.
Nella sciagurata evenienza del dissesto altro che aliquote e trasferimenti e scelte o demagogiche promesse. L’ IMU schizzerà al 6×1000 s ulla prima casa e all’ 1.06 sul resto. Con buona pace di millantattori e… comparse.

Raffaele La Sala
Candidato Sindaco "Piazza Grande"

Atripalda - Certo ci vogliono proprio due belle facce toste… (come quelle di Laurenzano e del suo comunicatore) a convocare gli organi di stampa (peraltro impropriamente nella sede istituzionale) una settimana sì e una no per incespicare sulle solite arruffate  parole… contro i partiti e contro i tornati, e contro quelli che se ne sono andati… Senza avere la decenza, dopo essere stati così platealmente ‘scaricati’, di rassegnare (senza più maggioranza e senza un briciolo di dignità…) le dimissioni. Vergognandosi, piuttosto,  con sé medesimi e scusandosi con la Città per non averlo fatto prima.
E’ incredibile (e persino oscena) la impacciata tracotanza di un ex sindaco  che, celandosi in un allucinato vuoto di pensiero, pensa di riciclarsi come arcigno oppositore di se stesso e di un comunicatore scaduto, che vive senza imbarazzo micidiali conflitti di… identità. Qualcuno … per favore,  li convinca che il pessimo avanspettacolo è ormai alla fine o che, almeno, Atripalda non li merita… Se ne rendessero conto in un sussulto (per quanto improbabile) di decenza, gliene saremmo grati per sempre… Rinnoviamo gentilmente l’invito a S. E. il signor Prefetto a mettere fine (sia pure in articulo mortis…) alla condizione di diffusa illegalità nella quale Laurenzano e la sua presunta maggioranza di piedìni, cives e sellini hanno condannato da mesi le nostre civiche istituzioni. Una diffida a i consiglieri ripetutamente assenti ai lavori consiliari ed un commissario ad acta dovrebbero bastare a disvelare i mediocri inganni di un sindaco vistosamente inadatto al ruolo e della sua compagnia di giro senza… qualità.

Raffaele La Sala
candidato sindaco per la lista "Piazza Grande"

 

Speriamo solo che la farsa non si trasformi in dramma e che la ‘disturbata’, che un giorno si ed un giorno pure, va di scena a Palazzo Civico, non degeneri con tangibili conseguenze. Mentre si rincorrono boatos e pallide smentite.

Insomma solo alle ore 16 e 40 di ieri viene protocollato il documento (prot. 1523) che, costituendo un  Centro Operativo Comunale  (Coc) per l’emergenza neve (del quale per due giorni nessuno si era ricordato), definisce e formalizza (dopo gli sfiati di trombetta di un comunicatore, sparito quasi improvvisamente di scena) ed a più di 60 ore dal disastro,  una tardiva  linea di comando.

Laurenzano, finalmente, rende noto… bla, la, bla… ma a chi, come, quando… urlandolo dal pennone del civico palazzo?

Ma, a pescindere… e che coc…chio ci voleva a dire che… sindaco, capo dell’Utc e comandante della Polizia Locale esercitano funzioni di coordinamento in una situazione di emergenza, quale che sia? Ed a mettere in fila tre o quattro linee telefoniche?  Invece, come al solito, è andata in scena la peggiore rappresentazione dello sfascio istituzionale, che ha rischiato di travolger e anche gli Uffici. E non aggiungiamo altro per carità di patria…

Sono scesi prima in campo gli sceriffi, i vice sceriffi ed i caporali di giornata, poi qualcosa non ha funzionato… e si sono visti alcuni assessori ed evocati alcuni consiglieri della presunta maggioranza. Ma le foto erano inequivocabilmente eloquenti… alla scriv ania del sindaco c’era il responsabile facente funzioni dell’ Utc (arch. Cocchi… e questo poteva essere perfino un bene…), ma veniva fuori pure un’altra storia… tutta da chiarire (a partire dalla contraddizione tra il documento ufficiale del…coc e il tardivo dispaccio (un inannevole ed ipocrita… sfiato di trombetta) diffuso, poco dopo le 19, dal riemerso comunicatore cidèp.

Nelle emergenze (che beninteso possono pure essere imprevedibili e non era questo il caso) si richiamano in servizio tutte le forze disponibili, si prealleartano le imprese private, insomma ci si attrezza a fronteggiare le difficoltà, con ogni mezzo. Niente… e non è in discussione l’abnegazione di pubblici dipendenti e volontari… ai quali, da subito e con dati di fatto, ho espresso la mia più convinta solidarietà. Ma si sono appalesate le macroscopiche insufficienze di chi pensava di governare la città con il trio Lescano e qualche comparsa di contorno… io, mammet’ e tu, e di vivacchiare fino a Pasqua, preoccupato solo di ordire trame e preparare trabocchetti.

Se questo è Laurenzano… nessun commissario prefettizio avrebbe fatto peggio. Vorrei ricordarlo a chi (piedìni, cives-centrosinistri e sellini compresi, ne hanno fatto un argomento per tenere in piedi un sindaco che… conferma di essere ‘plasticamente’  quello che è. E speriamo che i cittadini se ne ricordino… ‘na ser’ ‘e maggio…

Ho letto l’appello di un cittadino  di buona volontà ed encomiabile senso civico. Ha trovato le parole per esprimere riprovazione e sdegno, ma anche per richiamare la comunità tutta ad una responsabilità comune. Sono sicuro che, come Antonio Cucciniello, nella nostra Atripalda ce ne sono tanti altri. Si facciano avanti, senza timori. Forse Atripalda, grazie a loro, può ancora avere un futuro. Per voltare pagina: con sobrietà, dignità, misura. Sapendo che non è facile amministrare una Città, ma che, dopo Laurenzano, vale la pena di provarci… tanto…peggio di così…

Raffaele La Sala

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