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raffaele la sala

Atripalda - Nientemeno l'ex protettore civile delle telecamerine e delle lanternine cinesi, il pensiero moderato, l'escluso, il discriminato, l'invidiato, cacciato a furor di popolo dalla giunta (dopo le vicende amene  della gita aquilana ritoccata al photoshop... ed altre simpatiche spigolature) è il vice Laurenzano  della giunta miracolosamente scampata al naufragio.

Insomma il sindaco delle surroghe, miracolato da una stravaganza di legge e dalle reciproche paure di maggioranza ed opposizione, ancora intontito da una insperata ed imprevista via di fuga, incapace di nominare un nuovo esecutivo..., prigioniero dei turbamenti amletici della forse incompatibile (cives o non cives... that is the question) e di una giunta light senza peso politico e senza specifiche competenze, potrà solo mettere... toppe e pezze, saràche e funnielli... Tanto per dire... non risultano assegnate (e perciò nella piena ed esclusiva disponibilità di Aldo - e vai!- i settori strategici di Personale, Bilancio, Patrimonio, Lavori Pubblici, Urbanistica, Annona e Traffico, Fiume Sabato, Parco Archeologico, Catasto e Tributi, Periferie). Ed è necessario un piccolo... decreto ad hoc per ridurre la composizione numerica della g iunta a...tre (che con Laurenzano fanno un bel quartetto) e provvedere agli inderogabili impegni di fine anno (impignorabilità, anticipazioni, ecc.) per assicurare all'ente le condizioni minime di una precaria legittimità.
A dimostrazione che, più che di amministrare, sindaco e compagnucci superstiti siano preoccupati solo di occupare le istituzioni, ad ogni costo...avendo già oltrepassato la soglia della decenza e del ridicolo.  L'impressione, tuttavia, è che, a questo punto, la partita si stia facendo ancora più cattiva: con i centrosinistra-cives e sel che assistono impassibili al degrado...dela città e delle istituzioni,  per continuare a fuoco lento la cottura di quel che avanza del piedìni... dentro e fuori la giunta. Un gioco pericoloso (nel quale si consuma il destino politico di Atripalda) dalla cui responsabilità  difficilmente potranno sottrarsi e che finirà per travolgerli nel disastro. E' troppo sperare in un atto di resipiscenza? O almeno in un sussulto di dignità?
 
Raffaele La Sala

consigliere comunale "Merito è Libertà"

Atripalda - Il secondo consiglio della surroga si terrà, pare, il 9 gennaio (quando  – nonostante le insurrogabili dimissioni di Galasso- si potrebbe registrare addirittura un saldo invariato per l’ineffabile ed inossidabile  faccia sindacale).  Che si tiene saldamente stretta la poltrona e si avvia trionfalmente, tra lazzi e frizzi, tammorre e putipù, alla scadenza… naturale… del mandato, che nessuno (né della ex maggioranza liquefatta, né della minoranza in stato confusionale) ha mai veramente messo in discussione. Anzi,  limitandosi ad azioni dimostrative ed a logoranti liturgie senza conseguenze, i consiglieri dimissionari (debbo ritenere per un…  raffinatissimo e lungimirante calcolo politico) hanno rafforzato le esauste schiere di Aldùlk che, alla faccia loro, si è persino gasato ed oggi è pronto alla ricandidatura (con una lista nuova di zecca).
Devo purtroppo ripetere, per chi fa finta di non capire…
La fretta e la rincorsa di presunte ed ingiustificate primogeniture non è stata una buona consigliera ed anzi la fuga in ordine sparso di udiccini e pidiellini (e da ultimo la stessa prudenza di Prezioso) allude più al lavacro di Ponzio Pilato che ad una scelta politicamente coraggiosa; e se dal campo opposto si evocano Giuda e tradimenti, alla fine Laurenzano passa (senza alcun merito personale) per un innocente poverocristo in croce.
Insomma, chi si è limitato a sperare che Laurenzano si dimettesse da solo è un inguaribile sognatore e, ripeto, un dilettante allo sbaraglio: buono per la corrida… non per la politica, che, nonostante gli esempi… talvolta poco edificanti che si vedono in giro, continua ad essere una cosa maledettamente seria.
Ho formalmente chiesto (con una nota indirizzata  al sindaco, al segretario generale ed a S.E. il Prefetto di Avellino)  che, dando seguito alle dimissioni di numerosi consiglieri comunali sia di maggioranza che di minoranza, venga ripristinata la legittimità e la funzionalità  delle Commissioni istituzionali e consiliari e vengano designati i rappresentanti consiliari presso altre Istituzioni.


Raffaele La Sala
consigliere comunale di Atripalda "Merito è Libertà" - Adc

Laurenzano, che non ha più una maggioranza (e spera di averla, per quanto politicamente azzoppata, dopo le surroghe) e si tiene cocciutamente in sella con ogni mezzo ed a sprezzo del ridicolo, non è uno spettacolo edificante... Ma risulta altrettanto indecente lo spettacolo offerto, prima e dopo, dal teatrino piedìno e da un'opposizione apparsa incapace di perseguire un qualsivoglia comune disegno, se si esclude qualche modesto interesse di parte. Anzi la spaccatura nel pidì, tra chi si dimette e chi non lo fa (mentre si riaffacciano, con logori abiti di scena, vecchi leader e leader vecchi in servizio permanente), sottintende interessi e strategie politiche così divergenti (siano o no riconducibili al Puc, ad Alvanite, alla cartellonistica di Natale o a qualche acerba ambizioncella) da rendere la rottura insanabile.

In questa situazione, in cui si invocano con disinvolta nonchalance questioni morali, conflitti di interesse e sensi di responsabilità e la lacerazione della maggioranza è irreversibile (e conclamato il fallimento personale e politico di Laurenzano e soci) appaiono francamente inopportune, fino alla dabbenaggine, le modalità con le quali i tre udic cini di lotta e di governo protocollano le proprie dimissioni e successivamente lo fanno anche i due consiglieri del pdl.
Dimissioni alla spicciolata senza uno straccio di concertazione, sostanzialmente e politicamente ininfluenti (prive, com'erano e sono tuttora, non dico di stratetegie, ma persino di elementari tatticismi): a meno che nel suicidio collettivo qualche furbacchione non pensasse di disseminare il percorso di petardi e trabocchetti.
Una situazione paradossale, sempre più torbida e confusa, nella quale la maggioranza sfiducia il sindaco, ma non vuole, o non sa, disarcionarlo. Il sindaco sfiduciato annaspa sul terreno viscido di presunti agguati e tradimenti, si trascina (e trascina la Città) nella melma nauseabonda del sospetto ed inquina quel poco o niente che avanza d i buon nome civico e di decoro istituzionale. L'opposizione (nelle composite espressioni udiccina e pidiellina), paralizzata da non definiti quadri di alleanze, passa dall'eccitazione al torpore e rinunzia a percorsi ragionati e concludenti e finisce -immagino senza volerlo- per puntellare le sbandate truppe di Laurenzano alle quali, con generosa inconsapevolezza, regala persino... un consigliere.
Conosco l'obiezione... di un Laurenzano che sarebbe, con le dimissioni di 2/3 del gruppo piedino (ed il voto contrario dei quattro del centrosinistra/cives, ma i due dati non è detto che si sommino), ... politicamente delegittimato... e non la commento perché sarebbe facile, specularmente, sostenere che sia stato piuttosto Laurenzano, con le sue intemperanti volubilità prepolitiche, a delegittimare...i partiti.
< span style="float: none;">Insomma non è facile raccapezzarsi tra interessi politici trasversali e velleitarie ipocrisie da quattro soldi...
Il sindaco -se vuole e sa- parli nelle ufficialità delle sedi istituzionali. E se non vuole, non sa e neppure più...sospetta, stia zitto. Più che ai cavilli procedurali, alle più o meno capziose interpretazioni delle norme, ai paroligismi patologici, la città è interessata a sapere non chi vince e chi perde nel gioco delle tre carte e dei quattro cantoni, ma... se (e con chi) Laurenzano è in grado di amministrare Atripalda, sia pure per i cento giorni di questa coda velenosa di consiliatura e, soprattutto, per fare che. Perché neppure il vendicattivo e capriccioso Aldùlk, per ragioni non spiegate, può permettersi di paralizzare la città, tenendola in ostaggio di mediocr i ambizioni, per le quali  anche il più ottuso caporale di giornata può rivendicare i galloni di generale.

Per questo , insieme agli amici di "Merito è Libertà",  starò al mio posto, dentro e fuori dell'aula consiliare, senza infingimenti e senza tatticismi, con la serena coscienza di chi ha svolto senza cedimenti e senza compromessi una dignitosa e coerente azione consiliare.
Sono stato per quasi cinque anni tra le poche voci che si sono pubblicamente levate contro una amministrazione inadeguata (e non vado oltre per carità di patria), cosa della quale tutti erano consapevoli, ma che tutti tolleravano in nome di...superiori -e spesso non ben noti- interessi. Oggi rinunziare ad essere voce critica nella sede istituzionale  -nel la ribadita inefficacia  del gesto delle dimissioni- mi sembrerebbe una diserzione, un atto di viltà. E poi... perché negarsi, in un malinconico Aventino, la soddisfazione di aver avuto ragione?

Raffaele La Sala
Consigliere comunale “Merito è Libertà”
 

Si è consumato ieri sera tra i piedìni del Sabato l'epilogo più volte annunciato e largamente previsto...
Ma per ora l'unico che dignitosamente si dimette (immagino per un insopprimibile senso del decoro, una merce ormai piuttosto rara nel mercato della politica) è il segretario Alvino. Lo fa con un articolato documento letto a reti unificate, una lezione di politica, che richiama alle proprie responsabilità sindaco, assessori e dirigenti, ma che forse vola troppo alto... per essere veramente efficace e concludente. Ha voglia Federico a ripercorrere i 'passaggi' di una crisi ripetuta e ricorrente...ha voglia a invocare comportamenti coerenti e rigorosi...perché parla (e si commuove pure) a chi non vuole o non può capire. E così la tragedia (di una città immiserita dalla congiuntura economica ed abbandonata alla cocciuta ostinazione di una fascia senza ed alla meschine convenienze di fascinati detentori di scampoli di potere)  si trasforma inesorabilmente in una farsa e poi finisce, al solito, in macchietta...Un bel quadretto non cè che dire, nel quale spicca la lunga dichiarazione di Alberta...che ne ha per tutti... tra smentite fino a prova contraria (insomma queste tessere di sora Lina e della sindacal consorte ci sono o non ci sono? o... si sarà trattato di una affiliazione privata, o di qualcosa del genere?) e l'assenza di De Luca (dovuta ad un precedente impegno, o per evitare... una brutta figura?). E se Atripalda è ancora il terzo comune della Provincia... diciamo la verità, per quanto amara...,  De Simone è proprio fuori gioco dalla politica cittadina e cerca solo  di riaffacciarsi sul proscenio, ma -senza offesa- non se la fila più nessuno.
Laurenzano, intanto, resiste... ma non potrà resistere a lungo spalleggiato dalla algida Lengua, da una rugginosa Alberta e da qualche dirigente provinciale... di passaggio.
In ogni caso le dimissioni di Alvino -a quanto pare irrevocabili- segnano uno dei punti più bassi del non esaltante incedere dei piedìni di Atripalda. Peccato che dall'altra parte non ci sia nessuno capace di approfittarne...


Raffaele La Sala
consigliere comunale di Atripalda "Merito è Libertà"

Dimissioni? Ma quando mai...Anzi, Laurenzano non solo non si dimette (come aveva annunciato in Consiglio Comunale), ma rilancia e convoca la Giunta... e poi, dopo l'ennesimo consulto con il dottormedico Tomasetti..., ci ripensa e la risconvoca e poi la giunta si tiene lo stesso, ma solo per le luminarie e i piedìni scalciano e minacciano di dimettersi loro...se non lo fa Laurenzano.
E vai! Insomma mica facile raccapezzarsi nella sconclusionata vicenda: tutti a parole dichiarano fiducia incondizionata alla persona (e tutti in privato ne raccontano di cotte e di crude). Il centro sinistra di Troisi (Foschi, Di Pietro e Guerriero, assente giustificato) lo mette in minoranza e chi lo ha eroicamente sostenuto in Consiglio Comunale, anche a sprezzo del ridicolo...lo costringerebbe oggi alle dimissioni. Un guazzabuglio micidiale, nel quale, paradossalmente, Laurenzano è l'unica surreale certezza.

E allora diciamola tutta... senza giri di parole...Aldùkattak non si schioda dalla poltrona nemmeno con le ruspe. Crollase il Palazzo, crollasse il mondo...Aldùkattak starebbe lì, tetragono, in nome del sempre invocato senso di... responsabilità che assai somiglia, ogni giorno di più, a  tutt'altro. Perché lo faccia: se per una ostinazione irragionevole, o per precostituirsi una ricandidatura...questo lo sa solo Cidèp.
Senza pudore e senza vergogna... di ripensamento in ripensamento, di questione morale in questione morale, di 'equivoco' in equivoco... cala il sipario (stavolta sì...cala il sipario, a prescindere dalle dimissioni) sul decoro pubblico di un'intera comunità: un giorno sì ed uno sempre,  tra supponenza boriosa e lacrimucce ipocrite, si conferma il siderale vuoto politico ed istituzionale...della fascia senza.

L'umoralità bizzosa, il carattere volubile, l'indecifrabile eloquio...  non bastano stavolta a restituire 'plasticamente' il disgusto diffuso per una manifesta inattitutine al ruolo (ma altro che...plastica...mente, qua le facce sono proprio di bronzo, compresa quella di Cidèp afinemesemidimetto che ha voglia a...lucidare...l'altrui e la propria). No, qui ed ora la posta è pi& ugrave; alta... riguarda le disinvolte opacità di una amministrazione che scivola sul Puc...e nessuno, senza esserne complice, può far finta di niente.
Neppure i piedìni, che tra le mediocri e non dimostrate convenienze della estorta dichiarazione pubblica di appartenenza partitodemocratica (sulla cui sincerità e sulla cui tenuta è lecito nutrire fondatissimi dubbi), ed i laboriosi conciliaboli di diplomazie parallele sotto copertura (irte di distinguo e di trabocchetti) rischiano di compromettere, insieme alla dignità di centinaia di militanti e di dirigenti in buona fede, ogni residuale credibilità.

Poi, per carità, liberi tutti di credere alle favole e perfino a babbo Natale...e alla Befana. Una pena.
Raffaele La Sala

consigliere comunale di Atripalda "Merito è Libertà"

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