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Da giovedì 24 a sabato 26 novembre presso la Casa di Cura Santa Rita ad Atripalda si svolgerà il “Corso Multicentrico di Rinoplastica” curato dal dott. Nicola Bianco e patrocinato dall’AICEF Associazione Italiana ORL di Chirurgia Estetica e Funzionale Rino-Cervico Facciale.

L'intenso programma delle quattro giornate di relazioni e “live surgery” si soffermerà sulle più recenti tecniche e sulle problematiche relative alla rinoplastica, da sempre l'intervento più richiesto dai pazienti, ma anche quello più legato all'esigenza di unire perfettamente aspetti funzionali e risultati estetici.

Il Corso prosegue la serie degli appuntamenti scientifici e di formazione fortemente voluti dal Presidente della Casa di Cura Santa Rita prof. Walter Taccone che afferma: “Ripercorrendo il filone tracciato dai fondatori della Casa di Cura, tra cui il prof. Giovanni Vetrano, notissimo esperto di Otorinolaringoiatria, stiamo puntando da anni sulla qualità e sull’innovazione tecnologica e professionale per garantire prestazioni accurate e in linea con le moderne tendenze dell’accreditamento. A tal proposito abbiamo interessato un parterre di relatori di altissimo livello, portando in Irpinia nomi che hanno segnato negli anni la storia dell’Otorinolaringoiatria”. 

 

In sala operatoria, oltre al dott. Nicola Bianco della Casa di Cura Santa Rita, ci saranno il dott. Alessandro Varini, otorino a Trieste e Mestre e la dott.ssa Cristina Diana dell’Ospedale di Bolzano. Gli interventi eseguiti in “live surgery” saranno quattro: una rinoplastica primaria, una secondaria e una terziaria nella giornata di venerdì, il sabato invece è riservato ad un complesso intervento di rimozione di un tumore maligno dell’ala nasale con creazione di un lembo di rotazione frontale per ricreare la struttura completa del naso dopo la parte demolitiva dell’intervento. Tale procedura è stata già eseguita alla Santa Rita in occasione di Avellinose 2014 Corso di Rinochirurgia e Rinosettoplatica ideato e diretto dal dott. Bianco nel 2011 e ripetuto con successo per tre edizioni che hanno portato ad Atripalda il gotha dell’otorinolaringoiatria nazionale e discenti da tutta Italia.

 

“Il Corso Multicentrico di Rinoplastica - spiega il dott. Nicola Bianco - nasce da un'idea di tre medici accomunati dall’amicizia e dalla passione per la chirurgia del naso. La modalità itinerante di questo evento formativo è stata pensata per dare l’opportunità, a chi vuole imparare questa complessa chirurgia, di seguirci nelle rispettive sedi di lavoro: Atripalda, Trieste e Bolzano.Questo format, ormai convalidato da tre anni di successo, è a numero chiuso per dare il massimo spazio a ogni partecipante. Il taglio molto pratico, la live surgery, servono per trasmettere ai partecipanti (specialisti in otorinolaringoiatria, chirurgia plastica e chirurgia maxillo-facciale) le tecniche necessarie a iniziare questi interventi con successo”.

Interagire durante gli interventi con i tre docenti, discutere dei casi clinici, affiancare i chirurghi in sala operatoria valutando insieme i vari gesti chirurgici e il loro effetto sulle modifiche del naso, sono il modo scelto dal Corso per autonomizzare chi inizia e migliorare le tecniche di chi già opera da tempo.

“L’esperienza ci dimostra che i corsisti tornano a casa con un rinnovato entusiasmo - conclude il dott. Bianco - e con una consapevolezza diversa circa questa meravigliosa chirurgia, fatta da mille anatomie. Noi dimostriamo loro che una rinoplastica modifica tutto un volto e non solo un naso”. 

Il programma del Corso Multicentrico di Rinoplastica inizia giovedì 24 alle 15.15 con la relazione del dott. Alessandro Varini su “Anatomia chirurgica del naso”; segue la dott. Cristina Diana su “Principi di rinoplastica: tecnica base (incisioni, osteotomie, open/closed approach)”; alle 16.45 la dott. Camilla Gallipoli relaziona su “Indicazioni e planning prechirurgico” seguita, alle 17, dall’anestesista della Santa Rita dott. Gianluca Pappalardo su “Ruolo dell’anestesia in rinoplastica” e dal dott. Nicola Bianco su “Complicanze in Rinoplastica”. La prima giornata si conclude alle 17.45 con la presentazione e discussione di casi clinici. 

La giornata di venerdì 24, inizia alle 9 con la diretta dalla Sala operatoria della Santa Rita con i primi tre interventi (rinoplastica closed primaria, dott. Bianco e Diana; rinoplastica secondaria, dott. Varini e Gallipoli; rinoplastica secondaria e trauma, dott. Diana, Varini e Rossetti e rinoplastica primaria, dott. Bianco e Gallipoli) e si conclude alle 17 con la discussione dei casi trattati. 

Il Corso si conclude sabato 24 con il Minicorso di “Citologia Nasale e Olfattometrica” tenuto dal dott. Carlo De Luca alle 8.30; alle 9.30 ancora diretta dalla Sala operatoria con l’intervento di lembo frontale di rotazione eseguito dai dott. Bianco, Varini e Gallipoli. La discussione finale chiude i lavori del Corso. 

Il fronte del No rappresenta una sorta di Armata Brancaleone che comprende soggetti di dubbio valore etico ed assai poco credibili in materia di Costituzione, in quanto l'hanno violata più volte: senza scomodare nessuno, rammento l'art. 11, in base al quale l'Italia ripudia la guerra, ma vari governi di centro-destra (con Silvio Berlusconi premier) e di centro-sinistra (Massimo D'Alema nel 1998) hanno calpestato la Costituzione per partecipare a spedizioni militari in Iraq o altrove e per concedere le basi italiane ai bombardieri statunitensi che massacrarono la Serbia. Senza parlare dei diritti e della dignità dei lavoratori, a dir poco umiliati da leggi (Pacchetto Treu varato dal governo Prodi, Legge 30, meglio nota come legge Biagi, promulgata dal governo Berlusconi) che hanno precarizzato il mondo del lavoro ed hanno compresso e svalorizzato duramente la vita del proletariato giovanile in Italia. Giusto per intenderci. Il fronte del No accomuna alcuni esemplari delle peggiori politiche del passato. Ma, dall'altra parte, nel fronte del Sì si affollano gli esponenti peggiori delle politiche attuali, che hanno macellato e mortificato ulteriormente i diritti dei lavoratori (Jobs Act, Buona Scuola) e la Costituzione. Insomma, è una "gara" tra chi è peggio. Ovviamente, io mi schiero per il "No" a prescindere da chi componga la coalizione (o l'accozzaglia, come dir si voglia) che si è creata a sostegno del No alla "schiforma" renziana. Mi esprimo per il No in virtù di motivi etico-politici, di merito e di metodologia politica, per ragioni di tattica contingente e di strategia politica. Ma aggiungo che la Costituzione non è un dogma e che lo Stato borghese non mi rappresenta nella misura in cui non mi riconosco affatto nelle sue marce e putride istituzioni e nella sua ipocrita e corrotta democrazia che privilegia e tutela solo gli interessi delle élites economiche dominanti a netto sfavore delle classi popolari subalterne. In ogni caso, ritengo che nell'attuale momento storico-politico contingente occorra schierarsi apertamente a sostegno delle ragioni del "No".

Lucio Garofalo

Provo a mettere un po' d'ordine tra le varie interpretazioni e le valutazioni più disparate che ho letto in questi giorni sulla vittoria di Trump (imprevista solo per i media "mainstream") alle elezioni presidenziali USA. A parte la scarsa credibilità etica e politica di una candidata sostenuta apertamente dall'establishment imperialista e guerrafondaio come Killary Clinton, questa ha perso soprattutto (a mio modesto avviso) a causa del clamoroso fallimento delle politiche sociali ed economiche perseguite dall'amministrazione Obama, la cui elezione suscitò enormi speranze tra gli strati sociali meno abbienti e maggiormente in difficoltà in seguito alla crisi economica. Invece, negli anni di amministrazione Obama le fasce della popolazione sprofondate al di sotto della soglia di povertà si sono addirittura estese, coinvolgendo quelli che un tempo erano considerati i ceti intermedi benestanti. Non a caso, ritengo che il voto più determinante per il successo presidenziale di SturmTrump sia probabilmente venuto dai ceti operai e piccolo-borghesi impoveriti dalla recessione e dalle politiche fallimentari dell'amministrazione Obama. A "decidere" le sorti degli USA e del mondo, "optando" per il fascio-populismo (il razzismo xenofobo, il sessismo, la misoginia e quant'altro Trump incarna agli occhi dei "radical-chic" scandalizzati) sono stati pezzi di proletariato e piccola borghesia statunitensi, che hanno visto deluse le speranze riposte in Barack Obama all'indomani della sua elezione nel 2008. Intendo dire che quanti negli USA stanno scendendo in piazza per manifestare la propria rabbia ed indignazione al grido di "Trump non è il mio presidente", dov'erano prima? Perché non si sono mobilitati contro le politiche interne (ed internazionali) intraprese dall'amministrazione Obama? È vero che abbiamo assistito al sorgere del movimento degli Indignati contro Wall Street ed i responsabili della crisi. Ma tale movimento si è spento assai presto, non si è radicato in modo capillare tra le classi operaie e lavoratrici statunitensi per dare vita ad un'opinione pubblica progressista di sinistra, radicalmente alternativa o antagonista rispetto al sistema (establishment) dominante. Si è "consolato" con l'appoggio al candidato più schierato a sinistra, ovvero Bernie Sanders, con l'esito politico-elettorale a cui oggi abbiamo assistito.

Lucio Garofalo

Susa con la sigaretta in bocca, bellissima, ammira il paesaggio. Fumo negli occhi, tepore della lana, profumo di grazia. Con disinvoltura fuma, poi butta la cicca. Abbassa il finestrino e bacia il vento D’Irpinia. Sull’Ofantina in un giorno sereno e le gallerie, le indicazioni. Come sono meravigliose queste “colline coltivate a schacciera”. Strada per il Laceno: un’altra indicazione. Le montagne piene di verde, i paesi aggrappati alle colline, le case solitarie, le luci colorate, un pizzico di gioia nella vita. L’Irpinia così bella, la strada dritta, campagne e contadini lungo la strada. Tra poco vedrai il Cervialto, signora. Un poco di pazienza. E hai tanta pazienza, davvero tanta e conviene non pensare e ammirare il panorama: sì però non vedo l’ora! D’altro canto a Susa “piace tanto il mezzogiorno col suo cielo azzurro, col suo sole e colle sue tradizioni”. Lei è una donna speciale e vive nelle pagine del romanzo di Ercole Buono “Svolta sull’Altipiano Laceno”.

Davvero una chicca il romanzo di Ercole Buono: ho apprezzato molto lo stile dell’autore nonché le descrizioni dei luoghi. Il libro è stato stampato dalla Tipo-Litografia Irpina Lioni nel 1978. Testo quasi introvabile (occorre cercare nelle biblioteche). Ho trovato una copia per puro caso in una bancarella di libri usati. Un libro del ’78, un romanzo rosa che ricorda vagamente i lavori di Liala, con queste donne belle che vivono a metà; e con questi amori strani e tutti questi ripensamenti e alla fine il vero amore vince sempre. Perché in questo tipo di romanzi c’è sempre un finale diciamo lieto e tutti si affidano alla Provvidenza.

La protagonista è una donna borghese di nome Susa. Si ritirerà alla fine del romanzo nel Pakistan Orientale e fonderà un istituto filantropico. Ella è la figlia di un famoso notaio. Susa è sospesa tra la conservazione e il progresso, tra la tradizione e la modernità, tra l’amore per Dino e per Genny. Un po’ quello e un po’ quell’altro. Vorrebbe scardinare i sacri tabù; allo stesso tempo tutela la sua posizione sociale e il prestigio familiare. Ha avuto un’educazione cattolica ed ha frequentato la scuola materna Figli di Gesù. Sì è successivamente iscritta a un liceo privato retto dalle Suore. Pare Federica Moro nel film College e un po’ l’ho immaginata simile a Federica Moro, così sbarazzina, così carina, così piena di classe. Susa bella e irruenta, intelligente e “scetata”, voglia di emancipazione e indipendenza. Come lei la protagonista del romanzo di Carlo Castellaneta “Progetti di allegria”; come lei anche Leda di “Peccatori a metà” di Lina Lesco. Susa ha un’amica femminista: parla con lei ma fino a un certo punto. L’amica non comprende questo comportamento. «Scusami se sono esplicita con te. Tu sei moderna e poi dal modo come agisci non sei moderna».

E l’Altipiano Laceno? Compare all’improvviso. Susa si rifugia sull’Altipiano Laceno per ritrovare sé stessa. Mette, così, in discussione le sue idee. Laceno come cartolina oleografica. Meglio: come teofania. Il lago, i monti, i boschi sono per Susa un miracolo. Un miracolo colmo di splendore e la natura è il Divino. «Chi parte da Avellino – così è scritto nella prefazione – percorrendo la Ofantina ed attraversando ondulate colline, coltivate a scacchiera, dopo meno di un’ora di macchina giungerà a Bagnoli, “gemma dell’Irpinia” e “Casa degli Dei”, definita dal pontaniano Giano Anisio, e sede delle prime vendite della Carboneria, “I figli del sole”, anelanti alla libertà ed alla indipendenza. E se poi da questo operoso “Centro”, ricco di legno, armenti e formaggi, s’inoltrerà attraverso la comoda ed ampia strada, verso i monti Picentini, che sovrastano Bagnoli, dopo aver superato gli spaziosi tornanti, s’imbatterà quasi come un miracolo, in una vasta pianura: è l’Altipiano Laceno a millecinquanta metri di altitudine, adagiato in un ampio pianoro, riparato dai venti, coronato delle cime caratteristiche della Raiamagra, della Raia Scannella, della Montagna grande e del superbo dominatore, il Cervialto. Ed ecco che tutto l’insieme si presenta agli occhi del viaggiatore come un immenso anfiteatro naturale, promettendo un soggiorno pregno di pace e di distensione. […] Le giogaie dei monti con le loro cime rotondeggianti e non aspre come quelle del Settentrione si stagliano nel tipico cielo Meridionale, quasi sempre azzurro, tanto da rispecchiare la mitezza dell’animo dell’Uomo del Mezzogiorno, che ha sempre molto dato e sempre poco avuto. E se poi davanti a quella immensa tela, quasi dipinta da un gigante del pennello, volge lo sguardo verso l’alto, verso l’infinito, non potrà non scorgere sprazzi di luce e di sole, da dove scaturiscono gli eterni ideali del vero, del bene e del bello, e da dove s’intravede il tormentoso mistero dell’eternità, nel quale la mente umana, se non vuole smarrirsi, non può trovare altro che l’epifania della Divinità, che si concretizza e si placa nel Dio Creatore ed Ordinatore».

La Svolta di Susa sull’Altipiano, la Svolta della vita, il prima e il dopo, il già e il non ancora. Il lago, le bellezze dell’Irpinia, la Raia Scannella. Spartiacque di Susa la vacanza in Irpinia. Troppa bellezza e incredibile teofania; la voce di Dio e il messaggio finale. Il Laceno, insomma, è “rivelato”. Ercole Buono tratteggia un’Irpinia prodigiosa. «L’Altipiano Laceno, – scrive Ercole Buono – a millecinquanta di altitudine, adagiato su un vasto e pittoresco pianoro, riparato dai venti, coronato dalle cime caratteristiche della Raiamagra, dalla Raia Scannella, della Montagna Grande e del […] Cervialto, si presentò agli occhi di Susa […] come un immenso anfiteatro naturale, promettendo un soggiorno pregno di gioia e ricco di amori. Le cento e cento villette aggrappate qua e là ai piedi delle montagne colla loro policromia di tinture e di fiori offrivano allo sguardo tanta e tanta gaiezza. Il piccolo lago, il Laceno, che accoglie le acque delle varie sorgenti circostanti e che lentamente nell’ultima parte vengono ingoiate da zone carsiche naturali, increspando leggermente le sue onde cristalline, dava un senso di serenità e di pace. I faggi e i pini, elevando i loro fusti a guisa di colonne di cattedrali, si presentavano come un mare di verde, che sfumava perdendosi nella lontananza. […] mentre dovunque regnava il silenzio interrotto di tanto in tanto dal gorgheggio di qualche usignuolo invisibile».

Una lettura piacevole. La Svolta è un romanzo rosa e per tutti. L’autore Ercole Buono ha tratteggiato il Laceno alla maniera di un luogo sacro. La divinità c’è e non si vede: percepisci la sua presenza nel silenzio, nel rumore del vento, nella danza degli alberi, nel sole malinconico. La protagonista, questa donna di classe, ritrova sé stessa in Irpinia. Trascorre sul Laceno sei giorni di pace, di tranquillità e di amore e gusta perfino i famosi tartufi di Bagnoli e si spinge fino al Terminio, fino alla Ripa della Falconara. Lei non dimenticherà mai più lo splendore della nostra terra. E in un “ottimo e riposante albergo” dorme. E il luminoso sole la sveglia e lei passeggia tra “valli fiorite” e “prati verdeggianti”.

Si approssima la data fissata per il referendum costituzionale ed il "premier" Renzi spara le sue ultime cartucce (a salve). Dopo le politiche di macelleria sociale, Jobs Act e Buona Scuola in primis, la ratifica a colpi di fiducia delle peggiori controriforme degli ultimi anni, ecco le briciole per incantare ed ingannare giovani, lavoratori e pensionati. Prima la miserabile uscita sui 500 milioni da destinare ai poveri, ma nel contempo elargiva miliardi per salvare le banche. Quindi, i vari annunci, menzogne e bluff in funzione del SI al referendum. Il famoso bonus ai giovani da spendere nei musei, i 500 € per gli operai che sono in Cassa Integrazione ed un intervento contro la povertà. Infine, la 14^ per le pensioni minime ed il taglio dei contributi sulle partite Iva. Ma la farsa renziana non si è ancora conclusa. Ci troviamo di fronte alla più classica operazione di mistificazione politica. Fumo negli occhi dei pensionati, dei lavoratori e dei giovani. Ma il "bello" si vedrà (temo) dopo il referendum. Se dovesse vincere il SI, la politica antioperaia, antidemocratica ed antipopolare di questo governo asservito al capitale finanziario e bancario, verrà considerevolmente rafforzata, resa addirittura più aggressiva ed imperativa di quanto finora non lo sia stata. Gli interessi e le ragioni di quel "mega-comitato di affari" della borghesia, predomineranno sistematicamente. Lo stato borghese diverrà ancora più autoritario e corrotto. Si inasprirà lo sfruttamento a scapito dei lavoratori, saranno aboliti i diritti, ad iniziare da quello di sciopero. Saranno definitivamente liquidati i servizi sociali e le pensioni pubbliche. La repressione poliziesca delle proteste operaie e sindacali diventerà più brutale e sistematica. E si estenderà la militarizzazione sociale, con il rischio di essere trascinati in guerre di rapina a beneficio esclusivo del decadente, caricaturale imperialismo italiota, che procede a rimorchio di altri imperialismi vincenti. Per tali ragioni, il tema del referendum non si può confinare, né circoscrivere nell'ambito di dispute di carattere meramente giuridico ed accademico, ma deve assumere il valore di una battaglia politica e di una questione di classe. Per vincere una simile battaglia occorre denunciare e demistificare la propaganda renziana, che, si nutre di promesse vacue e di miserabili elemosine con cui comprare i voti della povera gente, nella più classica e squallida tradizione democristiana. La politica di Renzi è il liberismo autoritario, paternalistico e compassionevole, che tramuta i lavoratori ed i cittadini in mendicanti: se il primo articolo della nostra Costituzione sancisce che "l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro", quando si mercanteggia il voto in cambio di un’elemosina si abbatte assieme alla dignità dei lavoratori anche l’art. 1. Per cui chiunque è in grado di comprendere che non è in gioco solo la seconda parte della carta costituzionale, ma anche la prima parte, che il regime borghese (prima democristiano, poi berlusconiano ed ora renziano) ha fatto marcire sulla carta per lunghi decenni. La propaganda ideologica renziana è demagogica, antidemocratica e reazionaria. Pur tuttavia, malgrado le elemosine e le menzogne, le ingerenze di origine straniera, un quesito a dir poco truffaldino sulla scheda referendaria, la controriforma costituzionale non passerà, ma verrà bocciata da un voto di protesta popolare.

Lucio Garofalo

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