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"Note di mezza Estate – San Gaetano 2017"
Il 6 agosto Montemiletto celebra il suo patrono 
Istituito il "Premio Frank Guarente" per omaggiare i montemilettesi 
che con il loro lavoro sono diventati orgoglio della comunità 

 

Il prossimo 6 agosto Montemiletto celebrerà il suo patrono, San Gaetano, con un evento speciale dal titolo "Note di mezza Estate – San Gaetano 2017". Una serata fortemente voluta dal Comune di Montemiletto, guidato dal sindaco Agostino Frongillo, e dal Comitato Festa San Gaetano.

"La festa patronale – spiegano gli organizzatori - è quella che, per tradizione, riporta a casa i paesani emigrati all'estero. Il migrante, dalle nostre parti, spesso coincide con la figura di chi è partito dal territorio di nascita senza nulla in tasca ed è riuscito ad avere successo nel proprio lavoro. Quindi diventa un personaggio di cui essere orgogliosi. Per questo abbiamo voluto che la festa patronale diventasse anche un omaggio a chi ha contribuito al prestigio dell'intera comunità".

Da qui l'idea di allargare il programma di festeggiamenti in onore di San Gaetano istituendo il "Premio Frank Guarente" che, per questa prima edizione, omaggerà i montemilettesi che sono riusciti a dimostrare di poter dire qualcosa nel mondo della musica, appunto come Frank Guarente, noto jazzista originario di Montemiletto che si è affermato negli anni '20 in America.

Il programma dell'evento prenderà il via alle ore 21:00 con un omaggio alla musica jazz e al classico napoletano a cura dei Moonlight Serenade accompagnati dalla voce di Simona Ciampi.

Alle ore 21:30 si terrà la prima edizione del "Premio Frank Guarente" che vedrà, dopo i saluti del sindaco, un dibattito e la consegna premi (presentazione a cura di Costantino Ciriello).

Alle ore 22:00 ci sarà l'esibizione di Enrica Musto (musica lirica) e a seguire di Antonio Petrillo (musica lirica). Poi torneranno sul palco i Moonlight Serenade che riprenderanno il loro omaggio alla musica jazz e al classico napoletano.

Alle 22:30 si esibirà il cantautore Eustachio e a seguire i Lumanera.

 

E così, come era prevedibile e Piazza Grande aveva dimostrato con una accurata analisi degli atti, il bilancio di previsione dello scambio...io ti approvo il puc a te e tu mi approvo il bilancio a me, è stato bocciato dal revisore dei conti. Ed oggi si manifesta in tutta la sua livida evidenza l'arrogante insignificanza del risanamento farlocco di Paolo&Mimmo e il pensiero debole e le ipocrisie autoassolutorie di Geppino&soci che i bilanci di Paolo&Mimmo hanno votato fino al 2015. Forse dovrà occuparsene la giustizia contabile, e la procura presso la Corte dei Conti, alla quale dovranno essere inviati gli atti. Tutti...senza pietose reticenze. Una pena.

Raffaele La Sala - coordinatore di Piazza Grande

I social hanno svolto nella giornata di ieri una attività informativa veramente encomiabile e a Lia Gialanella va il merito di essersi personalmente attivata per escludere che l'incendio boschivo che devastava il Vesuvio non fosse piuttosto la temuta eruzione vulcanica (e che in ogni caso gli incendi, di prevalente natura dolosa, non fossero in nessun modo correlati al rischio vulcanico stesso). Così come abbiamo apprezzato la testimonianza indignata e dolorosa dell'arch. Giuseppe Cocchi, Ma la cenere che da ieri ha oscurato il cielo e che cade copiosamente, non è uno spettacolo... ed è un potenziale pericolo. Il dott. Franco Mazza ha suggerito almeno l'uso delle mascherine, soprattutto per asmatici, anziani, bambini o per chi già potenzialmente soggetto a crisi respiratorie. Ma quando bruciano i boschi, in alcune aree poi, non si sa mai esattamente che cosa brucia (almeno non subito). Ci saremmo aspettati, perciò, ma non abbiamo sentito (colpa nostra sicuramente) una parola del neosindaco Spagnuolo e dei suoi, più o meno solerti, collaboratori ai rami (Moschella delle erbacce e De Vinco -per lascito- della protezione civile. Non una parola. Mentre qualcuno si preoccuperà di aggiornare -se necessario- il piano della Protezione Civile (oggetto nella passata consiliatura di saltuarie attenzioni amministrative) e di esercitare ogni necessaria ed opportuna azione di prevenzione ed informazione, ci permettiamo di segnalare un articolo pubblicato lo scorso anno da Repubblica.it dal quale eventualmente partire per ulteriori approfondimenti. Poi...chi vivrà...vedrà. Una pena.

Raffaele La Sala coordinatore di Piazza Grande

 

Come difendersi dalla cenere - la Repubblica.it
MARIO PAGLIARO La combustione di alberi, erba secca ed arbusti durante gli incendi boschivi come quelli che hanno funestato la Sicilia nei giorni scorsi produce fra l'altro cenere, micropolveri e fumi. Da poco sappiamo che, bruciando, la vegetazione produce degli oli di colore marrone che ...
ricerca.repubblica.it

Nella mia lunga carriera professionale mi sono imbattuto in prevalenza in due diverse tipologie di dirigenti scolastici. La prima categoria, forse la più diffusa nel mondo della scuola, è quella del preside dispotico, che tratta l'istituzione in un modo autocratico e verticistico, scambiando l'autonomia scolastica per una tirannide di tipo individuale e stimando i rapporti interpersonali in termini di supremazia e di subordinazione. Questa figura non predilige affatto le norme e le procedure di carattere democratico, bensì preferisce scavalcare gli organi collegiali ed assumere ogni decisione in maniera arbitraria e discrezionale senza consultarsi con nessuno. Inoltre, costui si pone sempre in modo protervo ed autoritario, esibisce un cipiglio severo per intimorire e mettere in soggezione gli altri. Ed abusa sovente dei propri poteri, perpetrando facilmente angherie o soprusi nei riguardi dei sottoposti, trattati alla stregua di sudditi privi di ogni diritto e tutela, con i quali si comporta in modo inclemente. La seconda tipologia, che è probabilmente la più pericolosa, è quella del dirigente affarista e demagogo, che potrebbe sovrapporsi o coincidere con il tipo assolutista. Un dirigente siffatto tende a concepire la scuola come una sorta di proprietà privata e la sfrutta per scopi di lucro e prestigio personale, per cui la gestisce in modo tale da trasfigurarla nel più breve tempo possibile in un vero "progettificio scolastico". In tal senso si adopera per reperire finanziamenti economici aggiuntivi stanziati a disposizione delle scuole, da cui attingere ed elargire i fondi senza criteri equi, applicando logiche di tipo clientelare e paternalistico al fine di premiare una cerchia oligarchica composta dallo "staff dirigenziale". Da un simile assetto politico-gestionale discende un carrozzone di stampo assistenzialistico carico di una pletora abnorme di iniziative didattiche e progettuali eccedenti, con scarse ricadute ed incidenze positive sulla formazione educativa e culturale degli studenti. Una simile sovrabbondanza di sovvenzioni e contributi finanziari è funzionale in primis a beneficiare un'esigua minoranza di insegnanti che supportano il dirigente. Inoltre, esiste un'altra tipologia, ossia quella del preside umano, con pregi e difetti caratteriali. Si tratta, senza dubbio, di un esemplare assai raro, ma è l'unico che ispiri la mia simpatia, la mia  stima e la mia approvazione sincere. Infine, qualcuno mi risponda sul potere di "chiamata diretta" dei docenti in base a criteri discrezionali o arbitrari dei presidi. Temo che non sia il miglior antidoto rispetto alle pratiche clientelari, già diffuse nel mondo della scuola. È ovvio che tali fenomeni rischieranno di acuirsi ed estendersi a macchia d'olio. In buona sostanza, la legge 107/2015 ha sterzato bruscamente in direzione aziendalista e liberista, stravolgendo ulteriormente l'assetto e l'architettura istituzionali della cd. "autonomia scolastica". Un'infelice, grottesca ed inquietante caricatura di "sceriffo" (ovvero una sottospecie burocratica di "manager privato") detiene anche il potere discrezionale di assegnare, mediante meccanismi di nomina diretta, sede e cattedra di insegnamento, oltre a determinare addirittura cosa e come insegnare. In altri termini, la tanto vilipesa e bistrattata "libertà didattica" mi pare destinata a farsi benedire in maniera definitiva.

Lucio Garofalo

Leggo che si chiede dall'opposizione che era maggioranza...alla maggioranza che era per metà maggioranza (2012-14) e per metà opposizione (2014-17), la riapertura dei termini per le esenzioni Tari... scadute, in base ad un regolamento approvato da maggioranza e opposizione, il 31 gennaio. Questione che si ripresenta ogni anno a posizioni capovolte...perché ogni anno tutti si accorgono delle previste esenzioni a tempo scaduto. Avessero voluto la proroga, Paolo e compagni avrebbero potuto approvarla entro il 31 gennaio scorso... O no? Oggi invece faranno un po' per uno e vareranno, eventualmente, la riapertura dei termini dei due Spagnuolo.
Mi permetto di segnalare agli ex tutto Paolo e compagni Landi Mimmo e Scioscia Fabiola (ed eventualmente anche ai neo tutto Geppino e compagni) che il sito ufficiale del Comune, in data 23 gennaio 2017, ha pubblicato un avviso di proroga al 28 febbraio 2017, a firma del dr. Enrico Reppucci, responsabile del settore Entrate. Una pena.
Ad ogni buon fine ecco il link dell'Avviso de quo:
http://www.comune.atripalda.av.it/po/mostra_news.php... 

Raffaele La Sala - coordinatore Piazza Grande

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