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Forinese...ultimo grande spettacolo.

16 maggio 2009 - Forino.

Un applauso alla Forinese squadra della terza categoria, che con l'ultima partita finita in parità con il Santa Lucia, hanno festeggiato la loro promozione in seconda categoria con ben 15 punti in più.
E' stata una partita stupenda non solo per chi l'ha vissuta in prima persona giocando ma anche da chi ha assistito a questo favoloso spettacolo.
L'ultimo fischio dell'arbitro ha provocato un delirio...una festa accompagnata  dai fuochi d'artificio e dalla sfilata di tutta la squadra
per le strade del paese...
Auguri ragazzi e in bocca al lupo per la prossima sfida!!

 

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DIZIONARIO

TERMINI CHE L’AVELLINESE “MEDIO” NON E’ IN GRADO DI CAPIRE


AMMIGGHIO (attrezzo che si usa per appendere il maiale macellato)
CAMASSO (vedi FUSARO)
CAMPE (larve che infestano le verze)
CANNALE (collare per cane)
CANNOLA (pompa per irrigare)
CATO (secchio)
CIEVIZO (gelso)
COLLA ‘E FARITIELLO (sacco di crusca macinata)
CHINCO (contenitore in terracotta per fare la “pizza ‘e rarigno”,cioè la pizza di farina gialla)
CIOPPIRA (tronco tagliato alla base ma non sradicato)
CRISTARIELLO (falco pellegrino)
FAVOCIONE (Falce grande)
FOLIGNE (fuliggine)
FURMELLE (bottoni)
FUSARO (stagno, laghetto)
LAPPAZZO (pianta acquatica)
LELLIRA (edera)
‘LEMMITE (dislivello del terreno)
MAESA (boschetto o terreno su un’altura)
MARIVOGGHIMA (erba con fiorellini bianchi)
MAZZOTTA (larva che si nutre del legno del nocciolo)
MELOGNA (tasso)
MOLA ‘E L’UOCCHI (dente del giudizio)
‘MPRUVILA (mora )
NACIERTO ‘E INTE’ TRONILE (salamandra)
‘NCIEGNO (torchio vedi TERCETURO – anche frantoio)
‘NCROCCATURA (biforcazione dei rami)
PALOMMA (farfalla)
PAPPICI (possono essere vermi o ragnatele,dipende)
PASTENATURO (attrezzo in legno,appuntito,usato per trapiantare insalata o fiori)
PUCA ‘E RINI (spina dorsale)
RIGGIOLA (piastrella)
RANCILLO (attrezzo simile al machete,ma più piccolo)
RANFINO (attrezzo uncinato)
RASSECALE (semenzaio)
RURICIMUORZI (parte dell’apparato digerente del maiale)
RUVIEZZO (pettirosso)
SCEATO (scalone di terra profondo,dove un tempo si buttava la spazzatura …)
SCIOCCANIZZO (nevischio)
SCIORTA (filare di castagni,di solito delimita i confini)
SPIEZZIA (pepe)
SPINUSO (acacia)
STATELLA (stadera,usata per pesare)
SUNI (ontano,albero molto alto)
TIRATURO (cassetto)
TERCETURO (torchio)
TREPITE (tripode,per mettere le pentole sul fuoco del camino)
URPINAZZA (terra molto scura e fertile)
VECCE (tacchino)
VELANZONE (grossa bilancia ,di quelle rappresentate nei tribunali)
VELUNIA (albume)
VEROLERA (padella bucherellata per fare le caldarroste)
VERRINIA (salume fatto con pancetta arrotolata)
VERNACCHI (pioppini,funghi che spuntano vicino ai pioppi)
VIROZZILA (tuorlo d’uovo)
VRENNA (crusca)
VUVILLO (attrezzo che serviva a battere miglio,grano e quant’altro e separarli dalle scorie)
ZITILA (donnola)

 
 

FRASARIO

- Non ci mancava ò latto à formica.( “Non mancava neppure il latte della formica” viene detto per indicare una tavola molto imbandita o una casa ricca di suppellettili)

- Sò pepe,à fatto com’à quillo! (Frase tipica che si dice a chi ha fatto una stupidaggine)

- E che à visto,à neve a Faliesi? (Detto di persona molto imbacuccata e freddolosa)

- E’ com’à llebbra. (Detto di cibo molto salato)

- Pari ò ruospo sott’à rota ò traino.(Detto di persona irritata e gonfia d’ira, appunto come il rospo che, finito sotto la ruota di un carro, si gonfia prima di scoppiare)

- ‘Aallucchi arrivaro a Muntuergine (detto di persona che ha urlato molto)

- Tremiè… (si usa per invitare a guardare qualcosa di insolito)

- Li carivo puro ò cuoccio à capo (detto di persona che ha perso i capelli)

- Sé fatto com’à nò terceturo (detto di persona che è ingrassata)

- Pè fore ‘a lloco (detto per indicare paesi dell’hinterland avellinese)

- Vero ‘e palomme pè nanzi à l’uocchi (Mi sento svenire)

- Vanno sulo sburrianno (detto di ragazzini che si scatenano correndo all’impazzata)

- E che à mpostà à vorpe?! (usato per canzonare qualcuno che si alza all’alba, quando si fa la posta alla volpe)

- Pare nà ufira (per dire che una donna è grassa)

- Eh,ai voglia ‘e fa ‘e vernacchi, ’lloco! (detto di persona che non otterrà successo e si impigrirà)

- Và trova… (chissà)

- Abbascio ‘e lavannare (via Molinelle, dove le lavandaie lavavano i panni nel Finestrelle)

 

Le interviste in un boccone.

Beppe Morfù, il pendolino del cuore.

 

Centrocampista, classe 1977, calabrese di Rossano (CS), uno di quei calciatori che ha legato in un modo speciale con la città, uno di quelli che, a parer nostro, poteva dare ancora tanto quando è stato improvvisamente ceduto.

 

  • Qual'è il più bel ricordo legato ad Avellino? Ed il più triste?

  • Sicuramente il più bel ricordo è la vittoria a Crotone che ci consentì di vincere il campionato ed approdare in B. Il più triste è stato lasciare Avellino. Essere stato ceduto al Frosinone senza che nessuno mi dicesse niente...

  • Quali sono i tuoi legami attuali con la città?

  • I miei legami con la citta' sono spettacolari, io amo Avellino.

  • Quello dell'Avellino di quest'anno è stato un campionato prevedibile, deludente o sorprendente? Perchè?

  • L'Avellino mi ha deluso pensavo che facesse un campionato diverso da quello dello scorso anno.

  • Matematicamente l'Avellino ha ancora qualche speranza di salvezza ma come consideravi la situazione il mese scorso?

  • Pensavo in una rimonta un mese fa...

  • Volendo essere razionale, quanto credi nella salvezza dei biancoverdi?

  • Non credo in una salvezza pero' ci spero.

  • Si deciderà tutto nel derby con la Salernitana?

  • Non credo che si decidera' nel derby...

  • Cosa rischierebbe l'Avellino calcio retrocedendo quest'anno?

  • Non so cosa rischierebbe questo bisogna chiederlo alla societa'...

  • Se retrocedesse, quale pensi possa essere il primo passo da compiere per la sua rinascita?

  • Per la rinascita bisognerebbe fare subito una squadra per tornare in B...

  • E se si salvasse?

  • Se si dovesse salvare bisognerebbe programmare bene per soffrire meno.....

  • Un tuo pensiero libero....

  • Un saluto a tutti i tifosi che meritano davvero tanto e basta farli soffrire cosi'.. un abbraccio PENDOLINO MORFU'

 

Da parte nostra non possiamo che ricambiare l'abbraccio e soprattutto fare un grande augurio di pronta guarigione dall'infortunio.

Terremoto : Maroni su ricostruzione, non sarà altra Irpinia.


La ricostruzione dell’Abruzzo messo in ginocchio dal terremoto non sarà come quella dell’Irpinia: dopo una prima fase d’emergenza “ efficiente” seguirà la ricostruzione. Ad assicurarlo è stato il ministro Maroni qualche giorno fa intervenuto a “Ballarò”. Maroni ha sottolineato: “ Non aspetteremo giugno, stiamo già facendo la mappatura di ogni singolo edificio per evitare quello che è successo in Irpinia”. “ Buona l’esperienza in Friuli , pessima in Irpinia !”

MA COSA E’ SUCCESSO IN IRPINIA:

Il Terremoto dell'Irpinia che si verificò il 23 novembre 1980 e colpì la Campania centrale e la Basilicata. Caratterizzato da una magnitudo 6,9 della scala Richter con epicentro nel comune di Conza della Campania, Lioni e S. Angelo dei Lombardi (AV), causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.
In geologia la magnitudine o magnitudo (il secondo termine è da preferirsi per non confonderla con quella astronomica) è una misura dell'intensità dell'energia meccanica prodotta da una scossa sismica. Si basa sull'ampiezza delle onde sismiche registrate dai sismografi.
A differenza della scala Mercalli, che valuta l'intensità del sisma basandosi sui danni generati dal terremoto e su valutazioni soggettive, la magnitudo Richter tende a misurare l'energia sprigionata dal fenomeno sismico su base puramente strumentale.
La seguente tabella descrive i tipici effetti di terremoti di varie magnitudini vicino al loro epicentro. La tabella è necessariamente approssimata, perché gli effetti possono variare in base ad una gran quantità di fattori, come la distanza dall'epicentro, il tipo di terreno che può smorzare o amplificare le scosse, e il tipo di costruzioni.

TABELLA DI GRAVITA' DEL TERREMOTO
magnitudo Richter effetti sisma
0- 1,9 può essere registrato solo mediante adeguati apparecchi.
2- 2,9 solo coloro che si trovano in posizione supina lo avvertono; un pendolo si muove
3- 3,9 poca gente lo avverte come un passaggio di un camion; vibrazione di un bicchiere
4- 4,9 normalmente viene avvertito; un pendolo si muove notevolmente; bicchieri e piatti tintinnano; piccoli danni
5- 5,9 tutti lo avvertono scioccante; possibili fessurazioni sulle mura; i mobili si spostano; alcuni feriti
6- 6,9 tutti lo percepiscono; panico; crollo delle case; morti e feriti; onde alte
7- 7,9 panico; pericolo di vita negli edifici; solo alcune costruzioni rimangono illese; morti e feriti
8- 8,9 ovunque pericolo di vita; edifici inagibili; onde alte sino a 40 metri
9 e più totale allagamento dei territori in questione e numerosissimi morti. Pochi sopravvissuti

La ricostruzione fu purtroppo uno dei peggiori esempi di speculazione su di una tragedia. Infatti, come testimonia tutta una serie di inchieste della magistratura, per le quali sono state coniate espressioni come Irpiniagate, Terremotopoli o il terremoto infinito durante gli anni della ricostruzione si sono inseriti interessi loschi che hanno dirottato i fondi verso aree che non ne avevano diritto, moltiplicando il numero dei comuni colpiti.
Più di 70 centri sono stati integralmente distrutti o seriamente danneggiati e oltre 200 hanno avuti consistenti danni al patrimonio edilizio. Centinaia di opifici produttivi e artigianali sono stati cancellati con perdita di migliaia di posti di lavoro e danni patrimoniali per decine di migliaia di miliardi.
Il numero dei comuni colpiti è però stato alterato per losche manovre politiche e camorristiche lievitando nel corso degli anni. Alle aree colpite, infatti, venivano destinati numerosi contributi pubblici (stime del 2000 parlano di 58.640 miliardi nel corso degli anni) ed era interesse dei politici locali far sì che i territori amministrati venissero inclusi in quest'area. La ricostruzione, nonostante l'ingente quantità di denaro pubblico versato è stata per decenni incompleta. A Torre Annunziata esistono due quartieri distrutti dal terremoto del 1980, ma malgrado i miliardi stanziati, ancora non è stata completata la ricostruzione. Quei quartieri oggi sono diventati un cancro che ha contaminato l'intera città, divenendo la principale roccaforte della camorra ed una delle più agguerrite piazze di spaccio della regione Campania.

EVOLUZIONE DEI NUMERI NEL CORSO DEGLI ANNI

· Regioni colpite: 3 - Campania, Basilicata e Puglia
· Numero di Comuni colpiti: 687 (542 in Campania, 131 in Basilicata e 14 in Puglia) di cui 3 disastrati
· Superficie colpita: 17.000 km²
· Popolazione coinvolta: 300.000 abitanti
· Abitazioni ricostruite a spese dei contribuenti: 150.000
· Contributi pubblici Stato italiano (all'anno 2000): 58.640 miliardi di lire (circa 30 miliardi di Euro)
· La finanziaria 2007 prevede un contributo quindicennale di 3,5 milioni di euro per la ricostruzione.

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