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"Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. Ci sono entrato per caso. E poi ci sono rimasto per un problema morale. La gente mi moriva attorno."
Paolo Borsellino

  al di là di complesse elucubrazioni mentali di professionisti della politica e politologi mi permetto anch’io di dire la mia, che a molti sembrerà  banale ma che, a mio avviso, è la chiave di volta del recente successo elettorale del Partito Democratico.
  Qualsiasi società, comunità o partito ha bisogno di un leader che la rappresenti e ne sappia interpretare gli interessi, le tendenze, le aspettative, gli umori.  Questo ha saputo fare mirabilmente il nuovo Segretario del P.D., ridando un barlume di fiducia e di speranza a milioni di Italiani che per questo sono tornati a votare a sinistra, indipendentemente da quello che riuscirà a fare nell’immediato futuro (che mi auguro sia comunque consequenziale, almeno in parte, alle promesse).  Dopo tanti anni di inerzia e quasi tacita acquiescenza alle politiche fallimentari e antipopolari delle destre, il P.D. è ritornato a parlare alla gente, ad interessarsi dei suoi problemi reali e non solo di quelli della sua classe dirigente.  Con quelli di prima il P.D. avrebbe continuato a perdere, ne è esempio lampante Hollande in Francia che con la sua leadership scialba e inconcludente (e con le sue meschine performance sessuali) ha scontentato un po’ tutti, alimentando così  il consenso alle destre populiste e xenofobe.   Renzi ha avuto anche il merito di contestare Grillo togliendogli la terra sotto i piedi, dimostrando l’inconsistenza di chi grida e scalpita senza nulla proporre ma solo critica l’operato degli altri, dando prova coi fatti che si può cominciare a ricostruire quello che i suoi predecessori hanno distrutto.  Ed ha anche dato un messaggio positivo alla nazione presentandosi con un’équipe di giovani d’ambo i sessi, in evidente contrasto con la gerontocrazia maschilista da anni imperante in questo paese.  Infine, come hanno ben sottolineato alcuni, ha trasformato il P.D. da partito “ideologico” di classe in partito moderno, post-ideologico, aperto a tutti coloro che in armonia e con onestà d’intenti vogliono aiutare questo nostro paese ad uscire dal pantano in cui per anni è stato tenuto da una classe dirigente arroccata più alla difesa dei propri privilegi di casta che a quella dei diritti e dei legittimi interessi dei normali Cittadini.
“Chi bene inizia è alla metà dell’opera” recita un vecchio adagio; speriamo che il Governo Renzi continui sulla strada intrapresa, senza troppi intoppi e soprattutto senza tentennamenti.   Gli Italiani dopo tanti anni di fregature sono diventati più attenti e più diffidenti, sapranno discernere tra chi le Riforme le vuole davvero e chi più o meno tacitamente le osteggia, e sapranno trarne la giusta valutazione alla prossima tornata elettorale.
Varese, 30 maggio 2014                                                                                                      Giovanni Dotti  

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Giovanni Dotti

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