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"Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono."
Malcolm X, pseudonimo di El-Hajj Malik El-Shabazz

Visto l’esito che ha avuto il ricorso presentato da un pensionato alla Corte Costituzionale che, con sentenza del 30 aprile 2015, ha dichiarato incostituzionale l’art. 24 -comma 25- del  D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 emanato dal Governo Monti (Legge Fornero) in merito alla riforma del sistema pensionistico, come si comporterebbe la stessa Consulta se qualcuno dovesse chiedere l’incostituzionalità delle leggi con le quali i Parlamentari e i Consiglieri regionali si sono assegnate retribuzioni (e privilegi) difformi dall’art. 36 della Costituzione ?  

   Detto articolo recita: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro……..

  Immaginiamo, come è giusto che sia, che gli estensori della Costituzione abbiano inteso dare al sostantivo “lavoratore” il significato più ampio e cioè “chi lavora esercitando una professione o un mestiere e chiunque presta la propria opera dietro retribuzione”.

   Fermo restando i principi:

Che i Parlamentari e i Consiglieri regionali debbono intendersi lavoratori a tutti gli effetti, anche se atipici;
Che generalmente a stabilire la corrispettiva retribuzione è il datore di lavoro, previo accordi tra le parti con la mediazione delle rappresentanze di categoria e/o sindacali, avallata e regolamentata con leggi dello Stato.                                                                                                         

   Sappiamo anche che la retribuzione, oltre alla qualità del lavoro (come prevede la Costituzione), è commisurata alle particolari capacità professionali, alle responsabilità, alla pericolosità del lavoro, all’importanza delle scoperte e delle invenzioni, ecc.

   E’ ovvio che ai signori Parlamentari e Consiglieri regionali non si possono riconoscere in maniera assoluta o predominante nessuna delle succitate particolarità.

   Per quanto riguarda poi alla quantità del suo lavoro come si giustificano le retribuzioni e le pensioni che vengono erogate a questi lavoratori solo per il fatto di essere stati eletti e cioè anche se non si sono presentati mai o quasi mai sul posto di lavoro ?

   Tutto ciò premesso sarebbe interessante conoscere il parere di un bravo costituzionalista e, ovviamente, anche quello del comune Cittadino (vero datore di lavoro di questi dipendenti). Se anche qualche politico volesse dire la sua si accomodi pure!

18 maggio 2015

Martino Pirone

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