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Consenso eventi di comunicazione

"Dove non c'e' legge, non c'e' liberta'."
John Locke
Non ho seguito il 'caso' Iannace, non conosco personalmente né il medico né il consigliere regionale, non l'ho votato e potrei oggi con Manzoni dichiararmi "vergin di servo encomio e di codardo oltraggio...". Ma non so...la storia sembra così inverosimile (oltre l'evidenza stessa delle 'prove' di colpevolezza), le testimonianze di popolo sono così univoche nel 'racconto' di un professionista serio, competente e disponibile che confesso di provare una certa inquietudine, un senso di smarrimento, insieme a qualche dubbio sulla...'verità. Sulla base di alcuni elementi extra processuali che provo a riassumere: 1.le sue dichiarazione ingenuamente, 'a caldo', rese alla stampa, che sono di inaudita ed irrituale gravità; 2. il documento pilatesco dei Piedìni Campani che si affretta con sospetto tempismo, a segnare le distanze, come mai prima era avvenuto anche in casi certamente più inquietanti (“Il Pd Campania precisa che il consigliere regionale Carlo Iannace non risulta iscritto al Pd. La sua richiesta di tesseramento, presentata al circolo Pd di Mercogliano, è infatti sub iudice e non è stata certificata. Inoltre, in Consiglio regionale, Iannace aderisce al gruppo ’De Luca Presidente’ e non al gruppo Pd”.); 3.La guerra per bande nel Partito democratico medesimo, alla quale, ingenuamente, Iannace pareva volersi contrapporre, sostenendo ed incoraggiando candidature locali estranee agli apparati. Prima ancora di ogni altra opinione, o fondata valutazione, sono questi gli elementi che mi fanno ritenere il dottore Iannace, un po' più vittima di una micidiale tenaglia di 'poteri' (ai quali magari non sarà stato neppure del tutto 'estraneo'), che un consumato truffatore o un abituale delinquente. Insomma -mi perdonerà il dottore Iannace- se (fino a definitiva conclusione dell'iter giudiziario, che personalmente mi auguro assolutorio), continuerò a ritenerlo vittima della sua buona fede e forse di una certa 'inesperienza' dei più sofisticati e consociativi meccanismi della politica regionale. Intanto le sue denunce stanno lì e credo che nessuno possa far finta di niente, neppure di fronte ad eventuali 'smentite' successive . E forse, anche solo per una sorta di implicitamente paventata 'legittima suspicione', e pur nel rispetto dovuto alla sentenza di primo grado, di tutta la faccenda dovrà occuparsi un giudice a ... Berlino. Raffaele La Sala

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