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"Per vedere quel che abbiamo davanti al naso serve uno sforzo costante."
George Orwell

Qua il problema è serio. O Spagnuolo Paolo, che posa a corredo di stupefacenti comunicati stampa, non è il sindaco di Atripalda (o non è lo stesso degli ultimi tre anni), oppure sindaco e comunicatore agiscono e parlano ognuno per conto proprio. Con l’effetto surreale e straniante di una informazione strabica e contraddittoria, in eterno conflitto tra l’apparire e l’essere, tra  verità e suggestione. Dunque, vediamo. Dopo lo smantellamento sistematico della struttura burocratica dell’Ente, svillaneggiata e mortificata sistematicamente, con motivazioni in atti  che meritano in ogni sede attente verifiche di merito e di metodo, la fausta e casuale occasione del passaggio della quinta tappa del Giro d’Italia (e la nota generosa disponibilità di alcune associazioni culturali, sportive e di volontariato) gli ha offerto la solita occasione, a buon mercato e senza nulla a pretendere, per pavoneggiarsi con le penne degli altri. Ma anche l’opportunità di una brusca virata e di grossolani dietro-front sulle principali azioni ed esternazioni delle quali si è reso protagonista (e sulla cui sincerità è lecito nutrire più di qualche dubbio).
Delle due l’una. O Spagnuolo si è reso conto di aver sbagliato tutto, di aver preso fischi per fiaschi, di aver travestito da intuitu personae un’arruffata gestione monocratica e disinvolta del potere; di aver scambiato la cessione del Centro Servizi per una partita di Monopoli (a proposito qualcuno ha interesse a vederci chiaro nel fitto carteggio?); e gli autovelox per una carta bancomat (per non parlare delle numerose altra amenità), oppure…
Oppure forse comincia a prendere coscienza che la sua svagata leggerezza, i suoi funambolismi verbali, le sue ciniche doppiezze si sono rivelate un micidiale moltiplicatore di contenziosi e conflitti, creando disagio e confusione nell’opinione pubblica, compromettendo la superstite fiducia nelle istituzioni. Ed ha deciso, a modo suo e con consapevole impudenza (e cioè con poche parole e un marameo) di fingere che non è successo niente e che il sole splende sul … giro d’Italia. Insomma solo ciniche ipocrisie e lavate di faccia con le quali immagina, il nostro, di cancellare anni di sconsiderati conflitti istituzionali, astuzie mediocri, sgambetti e trabocchetti tesi al Consiglio Comunale ed ai cittadini: oggetto oggi di attenzioni e pubblici ringraziamenti. E lasciamo pure fuori rispettosamente Carabinieri e Polizia di Stato, impegnati in una delicata opera di contrasto della criminalità. E veniamo alla Polizia Locale. Ne possiamo parlare? Quando faremo un consuntivo dell’opera svolta da Salsano? Quando ne esamineremo gli atti, fino al velenoso time out ed al ristoro delle spese “effettivamente sostenute e documentate” (e liquidate con una specie di forfait sulla parola, che sembra configgere con la trasparenza e la legge)? E che è successo, nelle segrete del Palazzo, se oggi va nuovamente bene il comandante Giannetta? Si è ritrovata da qualche parte (e dove e come…) la fiducia… perduta?
Insomma il Paolo di oggi, quello del volemose bene, del buon senso a crerenza è sempre quello delle assunzioni tentate e fallite, delle ricorrenti sfiducie al Segretario Generale Clara Curto (costretta al trasferimento, e che qualcuno oggi rimpiange); quello della mortificazione inflitta alla dott.ssa Katia Bocchino, oggetto di una totale emarginazione di funzioni e per 18 mesi in stand by (al limite e forse oltre i limiti… consentiti) ed oggi, come se niente fosse, forse, in via di riabilitazione (e non si sa per sincero pentimento… o per chiudere un imbarazzante e pericoloso contenzioso); è quello del trasferimento in una botta sola dell’architetto Cocchi e del geometra Cecchini, rimossi dall’Ufficio Tecnico ed assegnati all’anagrafe (che più che un trasferimento sembrò un’ azione punitiva e comunque un  alibi per procedere a singolari forme di convenzione con tecnici esterni… di fiducia); è sempre quello degli affidamenti esterni, senza procedure di gara, o con procedure insolite, sulle quali si sta indagando, o sulla gestione della sosta a pagamento?
Questioni che forse saranno sanate a scadenza, ma gestite finora con arroganza e protervia. E se poi si fanno trapelare, a mezzo stampa, ipotesi di nuovi reati in materia di gestione del personale ed adempimenti connessi; e se il sindaco che ringrazia Tranchese ed i giovani del forum è lo stesso che non dice una parola sulle ricorrenti e pesanti angherie  (fino a vere e proprie azioni di sabotaggio…) a cui Tranchese  ed i giovani volontari medesimi, sono esposti nella Piazzetta degli Artisti (alla quale hanno restituito decoro urbano e vivibilità) il teatrino… dei pupi finisce nella farsa. Uno spettacolo, anzi  un avanspettacolo, goffo e mediocre, che prepara alla corsa verso le prossime elezioni amministrative, dalle quali ci separa già poco meno di un anno. Corsa comunque lunga e presumibilmente rabbiosa, con un percorso che si preannuncia ad ostacoli tra illusionismi, travestimenti e conflitti del pensiero, senza rossori e senza vergogna.
Ma silenzi e furbizie, giochi di prestigio e vuoti di memoria non bastano a ricostruire presunte verginità politiche. Il neorenziano Spagnuolopaolo ne prenda atto, con i suoi friends, e soprattutto ne prenda atto il Pidì, prima di essere travolto dalle sue stesse trame e dai suoi stessi spasmi intestini.
“Piazza Grande”, da ora e subito, è pronta a concorrere, insieme a tutte le forze sane, e senza pregiudizi ideologici di sorta, ad un comitato di liberazione per il buon governo, per restituire alla nostra Città la dignità ed il prestigio perduto.
 
Nunzia Battista – capogruppo consiliare                    Raffaele La Sala – coordinatore 
 

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