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Consenso eventi di comunicazione

"I dormienti sono artefici e complici delle cose che accadono nel mondo."
Eraclito

Ieri Emilio Ruggiero avrebbe compiuto cinquant’anni. Certamente avrebbe spento le candele di una torta immaginaria. In fin dei conti il giorno del compleanno è magico. Ebbene ieri ho attraversato nuovamente la soglia del cimitero di Montefalcione. Ho calcato le pietre stanche ed ho ripetuto il solito atto di routine. Oramai è un rituale consolidato, un gesto spontaneo, vero. Ho chiuso le mani nelle tasche irrigidite; ho fermato la mia occhiata sopra un’incantata nuvola bianca. Ed ho osservato i suoi movimenti veloci, i suoi repentini mutamenti. Gli esseri umani sono simili alle nuvole: si dissolvono troppo in fretta. Appaiono, lasciano un segno e vanno via.

Avrei voluto rivedere Emilio. Ho acceso un cerino ed ho ammirato la furtiva luce. Il calore si è dissolto in un secondo, il bagliore in un baleno. È rimasto tra le dita un pezzetto di legno incenerito. Mi sarebbe piaciuto portargli un omaggio, un dono floreale. Credo che i fiori freschi possano intiepidire il gelo del marmo inanimato. Avrei voluto poggiare sulla sua tomba una semplice ginestra di campagna: sarebbe stata un’azione gentile, garbata.

La mia valigia è piena di sogni. Dentro ci sono tutte le mie passioni. Ho un quaderno, un paio di penne, un diario. Tra poco inizierò a scrivere e racconterò un’altra storia di provincia. A me piacciono le vicende dell’Irpinia; così aspetto con ansia la prossima chimera. Nel frattempo mi accontento di una passeggiata a Montefalcione. Emilio è stato un ottimo politico, un grande uomo. Collegherò in eterno il suo ricordo con le domeniche di maggio, con il sole dolce del mattino, con le battaglie elettorali, con le elezioni provinciali, con le vittorie ampie, con i successi, con i manifesti.

Nell’aria ho captato la sua presenza. Prima di mettere in moto l’automobile ho scorto il profilo delle montagne in lontananza. I raggi del disco infuocato hanno acceso gli ingranaggi di un’imponente ruota meccanica. Ho estratto dal cappotto uno scontrino con la data del diciassette gennaio. Irrazionalmente ho compilato con la matita un messaggio sincero. «Buon compleanno Emilio, mi ricorderò di te».

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