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Consenso eventi di comunicazione

"Il mondo e' quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno la' a guardare"
Albert Einstein

Price Intelligence, pricing intelligence, Dynamic pricing, maxmize profitsLa giornata è nuvolosa ma non sembra dover piovere. Camminando incontrate un venditore ambulante che vi offre un ombrello al prezzo di 3 euro, 5 euro per due ombrelli. Declinate l’offerta, non vi serve certo un ombrello! Dopo una ventina di minuti cominciano a cadere le prime gocce.  Tornate così dal venditore ambulante e gli chiedete l’ombrello prima rifiutato. Vi propone lo stesso ombrello di prima a 6 euro, 10 euro per due ombrelli. Protestate, mugugnate ma intanto la pioggia si sta facendo insistente così, vista l’esigenza, lo comprate. Questa situazione descrive al meglio il concetto di prezzi dinamici: non appena ha iniziato a piovere, l’utilità di possedere un ombrello è cresciuta drammaticamente e chi vende ha inglobato immediatamente tale beneficio nel prezzo.

Il prezzo dinamico (dynamic pricing) consiste proprio nella flessibilità del costo a seconda del valore che i consumatori attribuiscono ad un bene, una sottolineatura che gli uomini di marketing chiamano price customization (la fissazione di prezzi differenti ai clienti finali sulla base di variabili discriminanti, nel nostro caso la pioggia). Il vantaggio è intuibile: se l’offerta cambia secondo la domanda dei consumatori, i profitti sono massimizzati.

Due persone con la stessa merce nel carrello sono in fila alla cassa dello stesso supermercato; ovviamente pagheranno la stessa cifra. Sbagliato! Perché non c’è un prezzo oggettivamente giusto per la merce, ci sono solo valutazioni individuali. Questo concetto elementare fu intuito già un centinaio di anni fa dall’economista britannico Arthur Cecile Pigou, peraltro pioniere della cosiddetta economia del benessere. Lo chiamò “discriminazione di prezzo” e mise a punto quella che oggi è considerata la classificazione tradizionale delle tre forme (o gradi) e che volendo sintetizzare in modo estremo consiste nel praticare prezzi diversi a consumatori diversi sullo stesso bene.

Prima della “tecnologia della raccolta dati” i prezzi corrispondevano alla stima della cifra media che i diversi consumatori erano pronti a pagare per qualcosa. Oggi il prezzo cambia ed è personalizzato rispetto al consumatore. Ma se (in tutti i sensi) la media è finita, come preconizza  Tyler Cowen in Average is over, il rischio è che questo modello potrebbe favorire i ricchi e colpire duro la classe media.

Inoltre se è vero che i prezzi sono uno degli strumenti di controllo di abitudini e comportamenti più importanti della nostra società, allora un sistema dei prezzi il cui funzionamento non possiamo né conoscere né controllare, ci condannerebbe ad una vita di incertezza e dipendenza.

Così sono già in molti a temere un futuro basato sull’insicurezza dei prezzi, un mondo in cui l’unica immediata via di fuga per le persone sarebbe scambiarsi le identità per pagare prezzi più bassi, cercare di sfuggire alla continua sorveglianza dei punti di acquisto. Un mondo dove si è sempre più sottoposti all’analisi di profilatori automatici armati di computer, smartphone, reti, social network, motori di ricerca, scanner, codici identificativi e telecamere: un arsenale per la raccolta di dati sulle persone, sulle loro preferenze, sui loro rapporti di parentela, sul loro lavoro, sui loro spostamenti abituali, sui loro valori, i loro comportamenti. E c’è già chi teme che l’eventuale raccolta nelle reti di tutte le informazioni selezionate dalle varie aziende possa portare alla memorizzazione di ogni nostro comportamento, anche passato, influenzando il prezzo che paghiamo per qualcosa. Ovvero che Internet si possa trasformare in una sorta di storia creditizia di ognuno di noi.

Siete pronti per un lungo viaggio? Perché questa era solo la premessa!

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Fonte dell’immagine: http://www.ugamsolutions.com/images/blog/a-home-run-for-profits-consumer-acceptance-of-dynamic-pricing.jpg

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Daniele G

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