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"Cosa Nostra si e' seppellita e si prepara a farsi dimenticare."
Giancarlo Caselli

Maestoso, candido. Solitario volatile, lapide di marmo, nomi, date, guerre. Manocalzati ai suoi figli migliori caduti per la Patria i cui nomi volle qui scolpiti a ricordo imperituro. Il sacrario è accarezzato dal severo sole; liturgica tavola del patriottico culto. Eterna fiamma. Inaugurazione del Monumento ai Caduti 9 giugno 1966. Polvere di tradizione, corona di cuori e lacrime, folla in festa, drappi tricolori. Vicenda di cinquanta anni fa. Vicenda del glorioso passato. Giorno del lontano 1966, giorno memorabile per la comunità di Manocalzati. È doveroso ricordare gli eventi importanti della nostra storia; quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione del Monumento.

Il 9 giugno 1966 il sindaco Arturo De Masi realizzò il suo sogno. L’Irpinia ammirò lo spirito di abnegazione dei manocalzatesi. Arrivarono in paese le autorità civili e militari. Raggiunsero Manocalzati S.E. il prefetto di Avellino dottor Cataldi, S.E. il console generale degli Stati Uniti d’America in Napoli Byington, il generale Antonio De Majo, Ralph Gualberto e sua moglie Elisabetta. La banda del X° CARTC e una rappresentanza di giovani reclute diedero inizio alla cerimonia ufficiale. Il popolo di Manocalzati assistette all’inaugurazione in maniera commossa; le scolaresche attesero l’arrivo delle autorità e liberarono nel cielo tantissimi palloncini colorati. Arrivarono a Manocalzati gli onorevoli Antonio Guarra e Bernardo D’Arezzo, i consiglieri provinciali Pasquale Grasso e Silvestro Petrillo, i Generali della riserva Domenico Caprio e Giordano, il Colonnello Ugo Porta del presidio Militare, il Tenente Colonnello Antonio De Masi e il dottor Luigi Piccolella. Il sindaco De Masi nominò la moglie di Ralph Gualberto, Elisabetta, madrina del Monumento. La signora si presentò in paese con un abito scuro molto elegante e con un cappello; ella tolse il pannetto e scoprì la lapide. Tutto il popolo applaudì Elisabetta. Ho recuperato alcune fotografie. Elisabetta è austera, raffinata.

«In un favoloso scenario di morbide luci, - scrisse il professore Antonio Tirone - l’alba del 9 Giugno, calando da quell’arcano empireo dove gli uomini la vollero sfavillante di verginale bellezza, scioglie impalpabili tinte all’orizzonte percorso già dai primi aliti della incipiente estate, come a promettere felici auspici di una giornata splendida e serena agli uomini in attesa. L’ampia distesa del cielo, come una casta ara votiva, s’appresta a ricevere all’infinito i raggi impetuosi del sole, per ridonarli, quasi per un antico rito sacerdotale, alla terra assorta in preghiera, purificati: sacerdotesse incorruttibili, le vette dei monti tendono all’intorno le loro cime sfavillanti, mute testimoni dell’umana vicenda, nell’eterno fluire del tempo. Disteso nel verde maturo delle sue campagne, il paese si sveglia pavesato di bandiere ed i muri tappezzati di manifesti tricolori, pronto per la festa dei suoi Eroi che vuol essere, all’un tempo, rimembranza e ringraziamento, dichiarazione, da parte dei vivi, di fede imperitura negli immortali valori della Patri, nel nome di Coloro che, per Essa, ubbidirono e caddero, per rivivere, eternamente giovani e santificati dal sacrificio, nel cielo eterno da Dio riservato ai Martiri ed agli Eroi».

Il Monumento fu realizzato grazie al prezioso contributo dei manocalzatesi residenti all’estero e in modo particolare grazie ai manocalzatesi "americani". S’impegnò attivamente l’italo americano Ralph Gualberto; egli si stabili a Nutley nel New Jersey. Il sindaco De Masi scrisse lettere frequenti a Gualberto: nelle lettere il sindaco espose all’emigrante l’idea di raccogliere i fondi per erigere il Monumento. E Gualberto si mise in contatto con i manocalzatesi d’oltre oceani. In otto mesi riuscì a recuperare ben 4000 dollari. Visitò tutte le case dei compaesani del New Jersey. «Oggi, 9 giugno 1966, - disse Ralph Gualberto - ho il piacere di presentarmi a voi con 4.000 dollari che, spero, riusciranno a realizzare il sogno del nostro carissimo Sindaco, arricchendo la cittadinanza di un monumento ai suoi Figli più gloriosi. Questa somma che oggi porto a voi, amici carissimi e concittadini, a dire il vero è frutto di sacrifici e di lavoro: ci vollero ben otto mesi, girando ogni domenica, visitando paesani nello stato di NEW YORK e NEW JERSEY. […] Al mio ritorno in America, nel silenzio e nella pace della mia casa, pensando a questi momenti gloriosi e commoventi per Manocalzati, ricorderò per sempre i vostri volti amichevoli e il vostro sguardo penetrante».

Collaborarono economicamente diversi enti. La Provincia di Avellino diede al comune di Manocalzati 500mila lire; l’associazione famiglie Caduti e vedove di guerra 100mila; l’associazione combattenti 20mila e il Ministro della Difesa 30mila. Furono raccolte 895.300 lire con le sottoscrizioni; dalla città di Roma giunsero 82.500 lire e da quella di Busto Arsizio 58mila. La società Vianini Costruzioni contribuì con la somma di 300mila lire.

Il Sindaco De Masi, in qualità di Presidente del Comitato Promotore Monumento, ringraziò tutti e mostrò la sua soddisfazione. «Signori, a nome del Comitato esecutivo, […] porgo il mio deferente saluto e commosso ringraziamento a S.E. il prefetto, […] agli Onorevoli […], a tutte le Autorità qui convenute per unirsi a noi in questo doveroso omaggi ai nostri 49 Caduti, militari e civili, di tutte le guerre. […] Oggi il nostro desiderio è realtà e ci sia consentito di esprimere sentimenti di intima, patriottica commozione sul ricordo sacro dei nostri Caduti. I loro nomi, scolpiti nei nostri cuori, prima che sul marmo, rievocano volti cari a mille ricordi di vita comune, ma oggi tra noi c’è il loro spirito che conferisce la migliore purezza a questa manifestazione. Concittadini, adempiuto il voto di onorare degnamente il sacrificio supremo dei nostri Caduti, a noi, ora, il compito doveroso di custodire le sacre memorie».

La notizia apparve sul Mattino (A Manocalzati un Monumento ai Caduti coi risparmi degli emigrati), sul Tempo (Un ponte ideale con l’America il Monumento di Manocalzati), sul Fante d’Italia (Il 9 giugno la cittadina ha vissuto una intensa giornata patriottica in occasione dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti) e sul Roma (Inaugurato solennemente a Manocalzati il Monumento ai Caduti di Tutte le guerre). Riportò la notizia anche il giornale statunitense The Nutley Sun (Nutle’s Ralph Gualberto raises funds, dedicates war memorial in Italy).

Inviò un telegramma il Ministro della Difesa Tremelloni. «Molto spiacente che inderogabili impegni Governo mi impediscono partecipare 9 giugno inaugurazione Monumento Caduti virgola formula voti augurali migliore riuscita significativa cerimonia pregandola porgere mio cordiale saluto partecipanti Alt». Inviò un telegramma anche Alfredo Covelli. «Causa precedenti impegni politici costringomi partire Sardegna stop. Rammaricato non poter presenziare inaugurazione Monumento ai nostri gloriosi caduti sono spiritualmente presente stop vive cordialità». I membri del Comitato Promotore stamparono anche un opuscoletto nel 1967 per commemorare lo storico evento.

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Romeo Castiglione

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