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"Un vincitore e' semplicemente un sognatore che non si e' arreso."
Nelson Mandela

Il diffondersi dell'Information and Communication Technology nelle organizzazioni complesse ha moltiplicato i rischi connessi a un cattivo uso, anche inconsapevole, da parte degli utenti delle risorse informatiche messe a loro disposizione. L'evoluzione tecnologica, pur avendo portato notevoli vantaggi sotto molteplici profili, ha inciso anche sul piano lavorativo ed ha creato un terreno fertile per la nascita di nuove forme di reato, gli insider computer crimes.

In ambito criminale la cosiddetta “tecnomediazione” (tecnologia che media una relazione tra autore di un crimine e vittima) entra in modo prepotente nel processo di pensiero criminale che affianca l'azione delittuosa. Se è vero che nel campo della computer crime aziendale l'illecito può essere commesso da soggetti di diverso profilo di consapevolezza del crimine, quale è la situazione dell'amministrazione pubblica? In linea generale la Pubblica Amministrazione presenta ancora una limitata diffusione di cultura tecnologica. Un'ostilità che comprende anche la maggior parte dei pubblici funzionari a tutti i livelli. E' lecito ipotizzare che la situazione nella P.A. non sia del tutto dissimile da quella aziendale. Anche qui è possibile definire sulla scena delittuosa diverse tipologie di “criminali”, dal professionista del crimine al criminale di basso profilo.

Si ritiene di dover però inserire anche la tipologia del “soggetto consapevole per utilità” (aware insider for utilities) che peraltro spesso opera con la complicità di una sorta di vittima della “tecnocostrizione”.

Ciò che si vuol sostenere è che la tecnomediazione sussiste anche nell'attività ordinaria di un insider della P.A. e che, affiancata alla tecnocostrizione, crea uno stato di confusione inversamente proporzionale alla capacità organizzativa dell'amministrazione.

In termini basilari, l'ufficio, la scrivania, la penna, i fascicoli e finanche l'assegnazione delle pratiche da svolgere sono sostituiti da una postazione con accesso alla versione digitale delle vecchie abitudini. La difficoltà non deve però essere considerata solo in termini di “astenia in ambito lavorativo”.

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Daniele G

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