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Consenso eventi di comunicazione

"Gli economisti erano coloro che raccomandavano di bruciare migliaia di tonnellate di cibo in eccesso piuttosto che distribuirlo a chi moriva di fame perche' non se lo poteva permettere. Gillian detestava gli economisti. Creature orribili, senz'anima."
Jean Ure (Voglia di urlare)

La pecora (pseudo) egualitaria nasce quasi sempre in un umile gregge, dove tra semplicità, solidarietà e condivisione si annidano tracce di rancore verso coloro che posseggono di più; incanalando tale livore nella protesta politica, giustificano in siffatto ovino anche il dissenso estremo verso coloro che padroneggiano nonché l’abuso del potere coercitivo finalizzato al conseguimento dell'uguaglianza. Il risentimento e l’invidia sociale la accompagnano per il resto della vita.
Crescendo, tale sentimento è  corroborato dalla voglia di emergere e laddove i risultati di tale competizione arrivano, la pecora (pseudo) egualitaria finalizza i suoi risultati solo in termini di patrimonio; immemore degli ideali di egualitarismo, si abbandona all’ostentazione, giustificando le carenze verso gli altri aspetti dell’esistenza con la necessità  dei sacrifici per il mantenimento di una vita agiata per sé e la famiglia. Facile da individuare, rappresenta comunque un pericolo per la credibilità del malcontento spontaneo  e per la disillusione che rischia di diffondere in coloro che con autenticità sostengono l'uguaglianza dei diritti e delle opportunità in ambito politico, economico, sociale e civile.

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